Night Stage, un thriller erotico dove la passione vince sulla repressione

Tra battuage nei parchi pubblici di Porto Alegre e incontri furtivi nei parcheggi, Matias e Rafael accettano il rilschio di perdere il successo raggiunto pur di vivere liberamente il proprio sfrenato desiderio sessuale.

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Night Stage, Ato Noturno
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7 anni dopo Tinta Bruta, Teddy Award in Germania per poi sbancare anche Torino, i brasiliani Filipe Matzembacher e Marcio Reolon sono tornati al Lovers Film Festival con Ato noturno – Night Stage, thriller erotico presentato ancora una volta al Festival internazionale del cinema di Berlino, nella sezione Panorama, e ora in Concorso all’ombra della Mole.

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Night Stage, Ato Noturno

Un film che guarda alla cinematografia anni ’80 con chiari ed evidenti omaggi a registi come Brian De Palma, Pedro Almodovar e William Friedkin (Cruising), con protagonisti Matias, giovane attore teatrale in cerca di fama, e Rafael, un politico, gay non dichiarato e candidato sindaco.

Quello che inizia come un incontro di puro sesso si trasforma presto in un’autentica ossessione da parte di entrambi. Più si avvicinano alla fama tanto desiderata, che inevitabilmente richiederebbe attenzione massima, e più i due diventano spericolati, incontrandosi sempre più spesso e in luoghi sempre più pubblici, con l’eccitazione di essere visti che travolge ogni logica apparente, vincendo paure, costrutti sociali ed ambizioni personali.

Matzembacher e Reolon, che da sempre attingono dalla sfera sessuale per costruire personaggi articolati, ambigui, difficilmente classificabili, esplorano i meccanismi del desiderio e del controllo, con due protagonisti che continuamente si scambiano di ruolo, tra chi comanda e chi soddisfa, in un mix di suspense, erotismo e analisi sociale.

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Night Stage, Ato Noturno

Matias e Rafael, interpretati da Gabriel Faryas e Cirillo Luna, hanno sempre meno paura di esporsi e di rischiare tutto quanto sempre sognato per un attimo di libertà estrema, consapevolmente “scandalosa”, tra battuage nei parchi pubblici di Porto Alegre e incontri furtivi nei parcheggi, mentre un collega ballerino di Matias subdolamente lavora per rubargli il lavoro e chi segue la campagna elettorale di Rafael fa di tutto per salvarne la reputazione, in caduta libera nel caso in cui si scoprisse la vita privata del futuro sindaco della città.

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Dopo aver passato l’intera esistenza a lavorare per raggiungere l’agognato successo, una volta raggiunto Matias e Rafael accettano il rischio di poterlo perdere in un attimo per lasciarsi andare alla passione più sfrenata, al desiderio assoluto, gettando via quelle maschere a lungo indossate per volere di una società che preferisce la finzione alla verità, soprattutto se considerata spudorata.

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Nel dare forma a questo travolgente rapporto che in più occasioni vira verso l’erotismo esplicito ma elegante, sessualmente coreografato, con il sesso visto come performance teatrale con particolare enfasi su corpi, luci e ombre, Matzembacher e Reolon aggiungono assassini, morti ammazzati, traditori e rubber man alla American Horror Story che si aggirano furtivamente tra club e cruising, con due protagonisti chiamati a recitare una parte come se fossero attori perennemente su un palco teatrale, al cospetto di un pubblico che non chiede altro se non la perfetta esecuzione di un copione già scritto.

Ma in Night Stage, grazie ad un finale che coraggiosamente abbonda d’eccessi tra omicidi e “krampack” estremi, l’aspettativa non viene solo ribaltata ma sventrata, catapultando i due protagonisti in una realtà a loro più affine, riappropriandosi non solo dei rispettivi corpi ma anche del proprio desiderio. Di qualunque tipo esso sia. Costi quel che costi.

 

 

 

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