Harry Potter, le opinioni transfobiche di J.K. Rowling non influenzeranno la serie. Ma c’è chi invita al boicottaggio

HBO in trincea dopo le polemiche: "Sono le sue opinioni personali e politiche". "Ne ha diritto. Harry Potter non è segretamente influenzato da nulla. Se volete discutere con lei, potete andare su X."

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Harry Potter, le opinioni transfobiche di J.K. Rowling
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Il CEO di HBO, Casey Bloys, ha pubblicamente precisato che le controverse opinioni di J.K. Rowling sui diritti delle persone trans non influenzeranno il temuto e al tempo stesso attesissimo adattamento televisivo di Harry Potter. Annunciato nel 2023 dovrebbe arrivare in tv tra la fine del 2026 e l’inizio del 2017, con ciascuno dei sette libri scritti da J.K. Rowling che andrà incontro ad una propria stagione completa. Rowling sarà produttrice esecutiva della serie, arricchendosi ancor di più.

Harry Potter, i primi attori della serie

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Harry Potter, la serie. I primi nomi del cast

La serie andrà in onda per oltre un decennio e sarà contraddistinta da un cast completamente nuovo, con i primi nomi annunciati e andati incontro ad immediate polemiche. Ovvero John Lithgow, vincitore di sei Emmy®, due Tony Award®, un Olivier e nominato per il BAFTA e l’Oscar®, nel ruolo di Albus Silente; Janet McTeer, vincitrice di un Tony Award®, di un Golden Globe® e di un Olivier, e nominata per un Oscar® e un Emmy®, nel ruolo di Minerva McGranitt; Paapa Essiedu, nominato per un Emmy®, un Olivier e un BAFTA, nel ruolo di Severus Piton; e Nick Frost, nominato per un BIFA (British Independent Film Awards), nel ruolo di Rubeus Hagrid. Tutti e quattro faranno parte del cast fisso della serie. Come ospiti o ricorrenti sono stati svelati anche Luke Thallon nel ruolo di Quirinius Raptor e il vincitore di 5 BAFTA, Paul Whitehouse, nel ruolo di Argus Gazza.

Esplorando tutti gli angoli del mondo magico di Hogwarts, ogni stagione porterà Harry Potter e le sue incredibili avventure a un nuovo pubblico, oltre a quello già esistente, e sarà disponibile in esclusiva su HBO Max, ormai prossima all’arrivo anche in Italia. La serie è scritta dalla britannica Francesca Gardiner, che avrà anche il ruolo di produttrice esecutiva. Mark Mylod sarà produttore esecutivo e regista di diversi episodi in associazione con Brontë Film e TV e Warner Bros. Television. J.K. Rowling, Neil Blair e Ruth Kenley-Letts di Brontë Film e TV, e David Heyman di Heyday Films saranno produttori esecutivi.

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Da quando la serie è stata annunciata è montata una protesta per le ripetute dichiarazioni transfobiche di J.K. Rowling. Tra le tante, l’aver definito le donne trans “uomini eterosessuali che si travestono“, aver preso in giro il linguaggio inclusivo e aver promosso una campagna diffamatoria contro la campionessa olimpica Imane Khelif. Il mese scorso Rowling ha festeggiato con sigaro e champagne la sentenza della Corte Suprema del Regno Unito che ha ridifinito il significato legale di “donna” e di “sesso” nel Regno Unito ai sensi dell’Equality Act del 2010.

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Da allora in molti hanno chiamato al boicottaggio del nuovo Harry Potter, a causa anche del contestatissimo casting.

Boicottare Harry Potter? HBO si esprime sul caso Rowling

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L’ossessione transfobica di J.K. Rowling

Intervistato da Matt Belloni, Casey Bloys ha preso le distanze dalle opinioni transfobiche di Rowling, ribadendo come non abbiano influenzato i contenuti futuri della serie. Seppur lei creatrice dei romanzi e produttrice del progetto HBO.

“La decisione di collaborare con J.K. Rowling non è per noi una novità”, ha affermato. “Siamo in attività da 25 anni. Abbiamo già un suo programma su HBO, C.B. Strike, che realizziamo con la BBC. È abbastanza chiaro che queste sono le sue opinioni personali e politiche”. “Ne ha diritto. Harry Potter non è segretamente influenzato da nulla. Se volete discutere con lei, potete andare su Twitter.”

Il CEO ha poi continuato, affermando che le opinioni di Rowling sarebbero “molto sfumate e complesse”. “La nostra priorità è ciò che appare sullo schermo. Ovviamente, la storia di Harry Potter è incredibilmente positiva e parla di amore e accettazione di sé. Questa è la nostra priorità: ciò che appare sullo schermo”.

Lo scorso anno HBO aveva affermato che Rowling aveva il diritto di esprimere le proprie opinioni e che ciò non avrebbe avuto alcun impatto sulla serie o sulle sue scelte di casting. “Rimaniamo concentrati sullo sviluppo della nuova serie, che trarrà beneficio dal suo coinvolgimento“, conclusero.

In seguito alla sentenza della Corte Suprema di aprile, Essiedu – che interpreterà Severus Piton nella serie TV – è stato tra gli oltre 400 professionisti del cinema e della TV che hanno firmato una lettera aperta in cui si è espressa pubblicamente solidarietà alla comunità transgender. La lettera è stata firmata anche dalla star di Animali fantastici Eddie Redmayne, da Bella Ramsey e da Nicola Coughlan di Bridgerton, oltre a numerosi sceneggiatori, produttori e registi. Proprio Coughlan, furibonda per la sentenza della Corte, ha così pubblicamene reagito alle posizioni di Rowling: “Tenetevi il vostro nuovo Harry Potter, ragazzi. Non lo toccherei per nessuna ragione al mondo”. 

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