È bastata una breve dichiarazione la scorsa settimana, ai più apparsa quasi come un ramoscello d’ulivo tanto dall’augurarsi un incontro chiarificatore, per scatenare la faida. J.K. Rowling ha replicato a muso duro ad Emma Watson con un lunghissimo post X, presto diventato virale.
La creatrice di Harry Potter ha così riacceso una faida con la giovane protagonista della saga cinematografica tratta dai suoi scritti, “colpevole” di aver criticato pubblicamente la sua rivendicata transfobia.
J.K. Rowling vs. Emma Watson
“Non mi spetta l’eterno consenso di nessun attore che abbia interpretato un personaggio da me creato. L’idea è ridicola quanto quella di chiedere al mio capo di quando avevo 21 anni quali opinioni dovrei avere oggi“, ha scritto Rowling, per poi aggiungere.
“Emma Watson e gli altri protagonisti di Harry Potter hanno tutto il diritto di abbracciare l’ideologia dell’identità di genere. Tali convinzioni sono tutelate dalla legge e non vorrei vedere nessuno di loro minacciato di licenziamento, violenza o morte a causa di esse. Tuttavia, Emma e Daniel Radcliffe in particolare hanno chiarito negli ultimi anni di ritenere che la nostra ex associazione professionale dia loro un diritto particolare, anzi, l’obbligo, di criticare me e le mie opinioni in pubblico. Anni dopo aver finito di recitare in Potter, continuano ad assumere di fatto il ruolo di portavoce del mondo che ho creato”.
Peccato che Emma Watson e Daniel Radcliffe, e questo JK. Rowling lo sa bene, negli anni anni abbiano semplicemente risposto a delle domande, esprimendo la loro opinione. Non si ergono a “portavoci”, ma molto banalmente vengono associati dagli stessi fan del maghetto a protagonisti assoluti e indiscussi.
“Quando conosci qualcuno da quando aveva dieci anni, è difficile liberarsi da un certo atteggiamento protettivo“, ha continuato Rowling. “Fino a poco tempo fa non riuscivo a scacciare il ricordo di bambini che avevano bisogno di essere dolcemente incoraggiati a parlare in uno spaventoso grande studio cinematografico. Negli ultimi anni ho ripetutamente rifiutato gli inviti dei giornalisti a commentare specificamente Emma, in particolare sui Processi alle Streghe di J.K. Rowling. Ironicamente, ho detto ai produttori che non volevo che venisse perseguitata a causa di qualcosa che io esprimevo”.
Rowling sostiene che Emma Watson avrebbe “chiesto a qualcuno di passarmi un biglietto scritto a mano che conteneva la sola frase “Mi dispiace tanto per quello che stai passando” (ha il mio numero di telefono). Questo accadeva quando le minacce di morte, stupro e tortura contro di me erano al culmine, in un periodo in cui le mie misure di sicurezza personale avevano dovuto essere notevolmente rafforzate ed ero costantemente preoccupata per la sicurezza della mia famiglia. Emma aveva appena gettato pubblicamente altra benzina sul fuoco, eppure pensava che una sola riga di preoccupazione da parte sua mi avrebbe rassicurato della sua fondamentale comprensione e gentilezza”.
Rowling, a questo punto, ha puntato il dito contro la fama e la ricchezza di Emma Watson, diventata celebre e milionaria da bambina grazie proprio alla sua creatura editoriale.
“Come altre persone che non hanno mai sperimentato una vita adulta senza ricchezza e fama, Emma ha così poca esperienza della vita reale che ignora quanto sia ignorante. Non avrà mai bisogno di un rifugio per senzatetto. Non finirà mai in un reparto misto di un ospedale pubblico. Sarei sbalordita se fosse mai stata in un camerino di un negozio al dettaglio. Il suo “bagno pubblico” è singolo e ha un addetto alla sicurezza fuori dalla porta. Ha recentemente dovuto spogliarsi in uno spogliatoio misto in una piscina comunale? Potrà mai aver bisogno di un centro antiviolenza statale che si rifiuta di garantire un servizio riservato esclusivamente alle donne? Di ritrovarsi a condividere una cella con uno stupratore maschio identificato nel carcere come femminile? Non ero multimilionaria a quattordici anni. Ho vissuto in povertà mentre scrivevo il libro che ha reso famosa Emma. Quindi, per esperienza personale, capisco cosa significhi per le donne e le ragazze prive dei loro privilegi la violazione dei diritti delle donne a cui Emma ha partecipato con tanto entusiasmo. L’ironia più grande è che, se Emma non avesse deciso nella sua ultima intervista di dichiarare di amarmi e di apprezzarmi – un cambio di rotta che sospetto abbia adottato perché si è resa conto che condannarmi a gran voce non è più così di moda – forse non sarei mai stata così onesta. Gli adulti non possono aspettarsi di ingraziarsi un movimento di attivisti che chiede regolarmente l’assassinio di un amico, per poi rivendicare il loro diritto all’amore dell’ex amico, come se l’amico fosse in realtà la loro madre. Emma è giustamente libera di non essere d’accordo con me e di esprimere pubblicamente i suoi sentimenti nei miei confronti, ma io ho lo stesso diritto e ho finalmente deciso di esercitarlo”.
Un tweet che ha scatenato un enorme dibattito social, con migliaia di commenti e oltre 13 milioni di visualizzazioni. Emma Watson, dal canto suo, ha per ora imboccato la strada del silenzio.
L’ossessione transfobica di J.K. Rowling
Ai suoi quasi 15 milioni di follower J.K Rowling regala transfobia social a cadenza quotidiana. Una vera e propria ossessione nata nel 2019, quando la scrittrice prende le difese dell’attivista transfobica Maya Forstater. Un anno dopo, nel 2020, Rowling firma un lungo editoriale in cui parla di “persone che hanno le mestruazioni”, per distinguere le donne cisgender da quelle transgender. Negli anni successivi ha continuato a rafforzare la propria posizione. Nel 2023, in una serie di podcast dal titolo The Witch Trials of JK Rowling, ha affermato che “non ha mai avuto intenzione di turbare nessuno” con le proprie opinioni, tanto da definirsi “profondamente” fraintesa. Per poi tornare all’attacco.
A fine 2023 la scrittrice ha partecipato ad una conferenza transfobica dicendosi “pronta ad andare in galera per le mie opinioni”, dopo aver promosso l’e-commerce che vende merce transfobica. A inizio 2024 Rowling ha donato 70.000 sterline ad un’associazione transfobica. Difesa dalle destre internazionali, Eugenia Roccella in testa, J.K. ha rispedito al mittente le critiche da parte dei fan LGBTQIA+ di Harry Potter, sottolineando come “con i soldi il dolore scompare rapidamente”. Rowling è stata accusata di negazionismo dell’Olocausto nei confronti delle persone trans, per poi attaccare pubblicamente la nuova legge scozzese contro l’omobitransfobia al grido “arrestatemi” e definire “un uomo” Imane Khelif, atleta algerina medaglia d’oro alle Olimpiadi di Parigi. A fine 2024 ha attaccato Barbra Banda, eletta calciatrice dell’anno dalla BBC, definendola un uomo. “Un calciatore che in precedenza ha fallito due test di verifica del sesso è diventato la Calciatrice dell’Anno della BBC Sport. Siamo senza parole“.
A inizio 2025 ha insultato anche le persone asessuali, per poi festeggiare con un sigaro la sentenza transfobica della Corte Suprema ed esortare i suoi follower a fotografare le donne trans nei bagni inglesi.


