In vista della Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia del 17 maggio, una delegazione di associazioni LGBTQIA+ italiane, il 14 maggio ha incontrato a Bruxelles i rappresentanti del Parlamento Europeo. L’obiettivo? Accendere i riflettori sulle criticità italiane in tema di diritti (con una denuncia forte ai rischi delle politiche del governo Melonie) e avanzare richieste concrete alle istituzioni europee.
Nel corso degli incontri sono emerse le principali difficoltà che la comunità LGBTQIA+ affronta oggi in Italia, in un contesto politico segnato da derive conservatrici. Le associazioni hanno evidenziato come i diritti conquistati – in particolare quelli delle famiglie arcobaleno e delle persone transgender – siano sempre più sotto attacco. In questo scenario, è stato discusso il ruolo cruciale che l’Unione Europea può e deve avere nel garantire protezione, sostegno e strumenti concreti per contrastare il regresso sui diritti civili.
In uno dei tre incontri si è parlato del ruolo di Unar Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali e della sua indipendenza. Promosso dalla vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno (PD) e da Antonello Sannino (Presidente di Antinoo Arcigay Napoli), l’evento ha visto la partecipazione dei rappresentanti delle associazioni Antinoo Arcigay Napoli, Arcigay nazionale, Circolo Mario Mieli, AGEDO, Famiglie Arcobaleno, Gaynet, MIT e ILGA Europe. Al confronto erano presenti diversi esponenti politici europei e italiani, tra cui Pasquale Tridico per il Movimento 5 Stelle, Alessandro Zan (Responsabile Diritti PD), e Marc Angel (Questore e co-presidente dell’intergruppo LGBTQI del Parlamento europeo).

UNAR nel mirino: “Serve indipendenza reale”
Le associazioni hanno denunciato la mancanza di indipendenza, autonomia e trasparenza dell’Unar, oggi sottoposto a logiche e nomine politiche. Un’anomalia che va contro le direttive europee e mina la sua capacità di difendere i diritti delle persone LGBTQIA+.
“Una situazione inaccettabile”, come è stata definita dalla vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno, ribadendo “il ruolo fondamentale che l’UNAR dovrebbe avere nella tutela dei diritti e nella lotta alle discriminazioni”.
Picierno ha puntato il dito contro la destra europea rea, a suo dire, di aver contribuito alla diffusione di un clima politico e sociale sempre più ostile nei confronti della comunità LGBTQIA+: “I partiti dell’estrema destra europea stanno alimentando un clima ostile verso la comunità LGBTQI, mettendo a rischio anni di battaglie e di conquiste civili”.
Riporta Radio Pride (Arcigay Napoli):
Una delle criticità evidenziate con maggiore urgenza dalle associazioni riguarda l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR). Secondo quanto emerso, l’UNAR opererebbe attualmente in condizioni prive della reale indipendenza, autonomia e trasparenza richieste dalle direttive europee, rimanendo strettamente legato a nomine e logiche governative. Questa situazione è stata definita “inaccettabile”, specialmente considerando il ruolo cruciale che l’ufficio dovrebbe avere nella lotta alle discriminazioni. La vicepresidente Picierno ha annunciato la predisposizione di un’interrogazione parlamentare alla Commissione Europea su questo tema, sollecitando un suo ruolo attivo e tempestivo.
Attualmente il direttore generale dell’UNAR è Mattia Peradotto, nominato con decreto dell’allora Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi, su proposta dell’allora ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, il 5 agosto 2022. Nato nel 1989, Peradotto ha un background in ingegneria gestionale e ha maturato esperienze professionali in aziende come Technogym e L’Oréal . Di area renziana, è stato attivo in politica come ex tesoriere di Italia Viva e segretario particolare della ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti.
Cos’è l’UNAR
L’UNAR, Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, è un organismo italiano istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ha il compito di promuovere la parità di trattamento e rimuovere le discriminazioni basate su razza, origine etnica, religione, orientamento sessuale, identità di genere, disabilità ed età. Opera attraverso attività di prevenzione, monitoraggio, promozione di buone pratiche e sostegno alle vittime di discriminazione. Collabora con enti pubblici, privati e associazioni per diffondere una cultura dell’inclusione e tutela i diritti delle persone più esposte a fenomeni di esclusione o odio. Dispensa fondi finanziari ad associazioni e soggetti che operano sul territorio al fine di combattere le discriminazioni.
L’appello all’Europa: “Serve un’azione politica concreta”
Sulla questione, Picierno auspica un intervento urgente della Commissione Europea: “Stiamo già predisponendo un’interrogazione parlamentare da presentare alla Commissione europea”, ha anticipato. “È essenziale che la Commissione assuma un ruolo attivo e tempestivo su questo tema, anche alla luce dell’elaborazione della prossima strategia per la tutela e la promozione dei diritti LGBTQI”. L’invito è stato accolto con interesse da tutti i partecipanti, che hanno contribuito attivamente al dialogo attraverso interventi e proposte concrete.
In vista della Giornata Internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia del 17 maggio, è emersa con forza la necessità che le istituzioni europee dimostrino una volontà politica chiara e determinata nel contrastare ogni forma di odio e discriminazione, promuovendo un’Europa realmente inclusiva e rispettosa della dignità di ogni persona.
L’attenzione sull’UNAR e il suo ruolo strategico nella tutela dei diritti LGBTQIA+ rappresenta oggi uno snodo fondamentale per la credibilità dell’Italia in Europa. Il confronto di Bruxelles lancia un messaggio forte: senza garanzie reali di indipendenza, la lotta alle discriminazioni resta solo sulla carta.
