Eurovision 2025, Nemo condanna il divieto alle bandiere Progress Pride: “Non ha senso, è triste”

"Non puoi essere considerato la cosa più queer d'Europa e poi dire: 'Non permettiamo le bandiere Progress Pride'. Non ha senso per me, soprattutto di questi tempi".

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Eurovision 2024, Nemo
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Un anno fa Nemo entrava nella storia dell’Eurovision in quanto primo partecipante dichiaratamente non binario a vincere la manifestazione. Tornatə sul palco Nemo portò con sè una bandiera della Svizzera e una bandiera con i colori della comunità non binaria. Dodici mesi dopo l’EBU ha ufficialmente bandito tutte le bandiere Progress Pride ai concorrenti in gara, limitati alla presenza delle sole bandiere dei rispettivi Paesi. Per il pubblico presente in arena, invece, ampia libertà, ad esclusione di bandiere che incitino all’odio.

Per i cantanti restrizioni massime sul palco principale dell’arena St. Jakobshalle di Basilea, nella Green Room, sul palco dell’Eurovision Village, alla Flag Parade o sul Turquoise Carpet. Praticamente ovunque.

Nemo critica l’Eurovision per il divieto alle bandiere Pride

Eurovision 2025, Nemo condanna il divieto alle bandiere Progress Pride: "Non ha senso, è triste" - Nemo foto - Gay.it

Intervistato da PinkNews, Nemo ha criticato l’EBU per questa decisione, per quanto un anno fa fu di fatto ‘costrettə’ a nascondere la bandiera della comunità non binaria poi portata sul palco.

“L’anno scorso… stavo preparando la mia bandiera non binaria e pensavo, ‘OK, userò la bandiera svizzera e quella non binaria’, ma qualcuno mi disse, ‘Oh, scusa, non puoi portarla, è vietata sul palco’. E io risposi, ‘OK, starò zittə e la metterò in un posto dove nessuno possa vederla'”.

Al termine della finale furono proprio gli account ufficiali dell’Eurovision a pubblicare le foto di Nemo con quella bandiera, nonostante gli fosse stato detto che non era permesso portarla sul palco. “Che stupidaggine. E poi hanno rilasciato una dichiarazione del tipo: ‘È sempre stato permesso’, in pratica, e non c’è mai stata una regola che lo vietasse. Allora ho pensato: ‘Ok, bene, quindi possiamo andare avanti e questo non sarà un problema’. Ora stanno invece apertamente dicendo che non è più permesso, anche se la Svizzera non ha posto alcuna restrizione. Non capisco. Credo di essere confusə dal processo decisionale e dalle sue intenzioni“, ha continuato Nemo, che ha giustamente rimarcato l’ipocrisia in atto.

Perché l’Eurovision è l’evento tv più LGBTQIA+ al mondo.

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“Dovrebbe avere un senso. Non puoi essere considerato la cosa più queer d’Europa, in pratica, e poi dire: ‘Non permettiamo le bandiere del Pride’. Non ha senso per me, soprattutto di questi tempi”. Nemo ha sottolineato che l’EBU “può prendere posizione in questo momento” e dovrebbe “assumersi la responsabilità“, dato che così tante persone queer partecipano, guardano e competono all’Eurovision. “Mi rattrista un po’, credo, che questa responsabilità non venga presa.”

Se lo scorso anno l’avessero perquisitə prima di salire sul palco, per Nemo sarebbe stato “molto intimidatorio”. “Non voglio essere perquisitə prima di salire su un palco. Penso che mi farebbe sentire come se stessi sbagliando qualcosa. Vediamo se quest’anno tutti rispetteranno le regole o no. Non vedo l’ora di vedere ulteriori sviluppi.”

La replica dell’EBU alle critiche

Quando Marco Mengoni sventolò la bandiera Pride Progress all'Eurovision
Quando Marco Mengoni sventolò la bandiera Pride Progress all’Eurovision

Allo stato attuale, l’EBU ha affermato che ci saranno “conseguenze” per i concorrenti che non rispettano le regole relative alle bandiere, ma non ha specificato quali conseguenze verrebbero applicate. Un portavoce dell’EBU ha dichiarato a PinkNews: “Le politiche ufficiali sulle bandiere dell’Eurovision Song Contest (ESC) 2025 sono state sviluppate dall’emittente svizzera SRG SSR con il contributo dell’EBU, in particolar modo per quanto riguarda gli spazi ufficiali dell’ESC, per garantire chiarezza al pubblico e alle delegazioni. Insieme, volevamo trovare un equilibrio per garantire che il nostro pubblico e i nostri artisti potessero esprimere il proprio entusiasmo e la propria identità, e allo stesso tempo fornire maggiore chiarezza alle delegazioni per quanto riguarda gli spazi ufficiali”.

Anni or sono, come dimenticarlo, anche Marco Mengoni salì sul palco con la bandiera Progress Pride, dopo averla accuratamente nascosta.

Nel corso della seconda semifinale andata in onda ieri tra il pubblico presente in arena si sono viste bandiere palestinesi, durante l’esibizione della rappresentante d’Israele, oltre a decine di bandiere e bandierine rainbow.

Sabato sera finalissima su Rai1, in prima serata (qui tutti i Paesi finalisti), con Lucio Corsi rappresentante nostrano. E chissà se qualche concorrente andrà ad infrangere il regolamento EBU, mostrando al mondo bandiere inspiegabilmente proibite.

E se fosse proprio Nemo,  ospite della finale in cui canterà la sua nuova canzone, a riportare una bandiera Pride sul palco Eurovision?

© Riproduzione riservata.

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