Nel cuore pulsante della Liverpool Arena durante l’Eurovision Song Contest 2023, un’immagine ha acceso i cuori e mandato un potente messaggio di inclusività: Marco Mengoni, fiero rappresentante dell’Italia, ha sventolato con orgoglio la bandiera LGBTQIA+ Progress Pride.
Un gesto spontaneo e carico di significato, come riportato da Gay.it, compiuto in totale autonomia dall’artista, che aveva abilmente nascosto il vessillo arcobaleno all’interno della bandiera italiana.
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Quando Marco Mengoni sventolò la bandiera LGBTQIA+ Progress Pride all’Eurovision
Pochi nel suo team erano a conoscenza della sorpresa, un’azione che in Italia aveva infiammato l’orgoglio della comunità queer:
“Secondo quanto appreso da Gay.it, Marco si mise in coda insieme agli altri artisti, ciascuno dei quali si preparava a portare sul palco la bandiera della propria nazione.
Marco, senza avvisare nessuno, né l’organizzazione di Eurovision, né tantomeno la Rai, ripose la bandiera Progress Pride ben piegata all’interno di quella italiana, nascondendo sotto il tricolore le sfumature rainbow LGBTQIA+.
Soltanto pochissimi collaboratori del team Mengoni erano al corrente della sorpresa arcobaleno, che in Italia ha infuocato l’orgoglio del pubblico queer, da sempre abituato a vedere a Eurovision una certa rappresentazione LGBTQIA+ fiera da parte di artisti di altre nazionalità (Blanco e Mahmood l’anno prima erano stati definiti coppia omoerotica agghiacciante e accusati di queer baiting dagli spagnoli)”.
L’ingresso di Mengoni con la bandiera arcobaleno, accanto al tricolore italiano, non era passato inosservato. Il pubblico aveva risposto con un fragoroso applauso, e i social media erano stati inondati di messaggi di apprezzamento.
Anche figure come Amanda Lear avevano espresso il loro sostegno. Mario Colamarino, presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, aveva sottolineato come “brandire la rainbow flag è un atto di supporto nei confronti del movimento Lgbtqia+, motivo di orgoglio per la responsabilità che ne consegue”.
Quel gesto, come evidenziato da diverse testate, ha assunto una profonda valenza politica, specialmente in un periodo in cui i diritti civili in Italia erano e sono tuttora sotto minaccia.
Accostare il tricolore alla bandiera LGBTQIA+ Progress Pride, un vessillo ancora più inclusivo con l’aggiunta di colori dedicati alla comunità di colore, transgender, ai malati di Hiv e a chi è morto per la lotta dei diritti, ha significato ricordare al mondo un’Italia democratica, antifascista e inclusiva.
Nonostante la vittoria sia andata alla Svezia con Loreen, e l’Italia si sia classificata al quarto posto, per molti Marco Mengoni è stato il vincitore morale di quell’edizione.
Eurovision 2025: un cambio di rotta sulle regole per le bandiere
A distanza di due anni da quell’iconico momento, in vista dell’Eurovision Song Contest 2025 che si terrà a Basilea, le regole sulle bandiere ammesse hanno subito una significativa modifica, come appreso dalla DR, la radiotelevisione di stato danese.
La novità più rilevante riguarda la distinzione tra pubblico e artisti in gara.
Se per il pubblico sarà consentito portare in arena “qualsiasi bandiera purché non violi la legge svizzera”, incluse dunque le bandiere del pride con i simboli della comunità LGBTQIA+, la bandiera dell’Unione Europea e quella della Palestina (vietate nella passata edizione), per gli artisti in gara la situazione è ben diversa.
Le delegazioni saranno tenute a portare una sola bandiera che rappresenti il loro paese, che sarà consegnata prima della flag parade dalla SRG SSR, la radiotelevisione svizzera. Saranno dunque vietate bandiere di paesi non in gara e raffiguranti altri simboli.
Questo significa che non sarà possibile replicare gesti come quello di Marco Mengoni nel 2023 o di Nemo lo scorso anno, che ha mostrato la bandiera arcobaleno portata di nascosto sul palco.
Le nuove regole specificano chiaramente che “in qualsiasi apparizione sul palco e/o in sedi, eventi ed esibizioni ufficiali relativi all’Eurovision Song Contest […] sono ammesse solo le bandiere ufficiali del paese che rappresentano nel concorso”.
Durante la sfilata delle bandiere sarà ammessa solo una bandiera ufficiale fornita dall’emittente ospitante.
Questa decisione, se da un lato concede maggiore libertà di espressione al pubblico, in linea con i valori fondamentali dell’Eurovision Song Contest e la costituzione svizzera, dall’altro impone restrizioni significative agli artisti, limitando la loro possibilità di esprimere apertamente il proprio supporto a cause importanti come i diritti LGBTQIA+.
Bandiere LGBTQIA+ e Palestina: un doppio standard all’Eurovision 2025?
La decisione di consentire al pubblico di sventolare la bandiera LGBTQIA+ e quella palestinese, precedentemente vietate per la regola che ammetteva solo le bandiere dei paesi in gara, mentre si nega agli artisti la stessa libertà, solleva interrogativi sul presunto doppio standard adottato dall’EBU (European Broadcasting Union).
La Svizzera, pur non riconoscendo formalmente la Palestina come stato indipendente, ha votato a favore della sua presenza all’ONU come paese osservatore, il che ha contribuito a rendere accettabile la bandiera palestinese per il pubblico.
Questa apertura verso simboli di comunità e istanze politiche da parte del pubblico contrasta nettamente con la rigidità imposta agli artisti sul palco, coloro che con la loro visibilità potrebbero amplificare messaggi di inclusione e solidarietà a un’audience globale.
È lecito chiedersi se questa disparità di trattamento non rappresenti un passo indietro rispetto allo spirito di apertura e inclusività che l’Eurovision ha spesso voluto promuovere, o se sia semplicemente una misura volta a evitare potenziali controversie politiche sul palco, delegando al pubblico la libertà di esprimere le proprie opinioni nei limiti della legge svizzera.
Il significato del gesto di Marco Mengoni per la comunità LGBTQIA+
Il gesto di Marco Mengoni nel 2023 ha avuto un impatto profondo e duraturo sulla comunità LGBTQIA+ italiana e internazionale. In un contesto non sempre aperto e inclusivo, vedere un artista popolare e rappresentante del proprio paese brandire con fierezza la bandiera Progress Pride ha rappresentato un potente segnale di supporto e solidarietà.
Le reazioni entusiaste e i ringraziamenti da parte di associazioni e singoli individui testimoniano quanto quel momento abbia acceso un senso di orgoglio e rappresentazione.
Mengoni non si è limitato a interpretare una canzone, ma ha utilizzato la sua piattaforma per veicolare un messaggio di amore, rispetto e inclusione, valori fondamentali per la comunità LGBTQIA+.
La decisione per l’Eurovision 2025 di impedire agli artisti gesti simili rischia di smorzare quell’entusiasmo e di limitare la possibilità per figure pubbliche di esprimere il proprio sostegno in maniera visibile e incisiva.
Resta da vedere se questa nuova politica avrà un impatto sulla percezione dell’Eurovision come evento inclusivo e aperto alle diversità, o se il ricordo dell’eroico gesto di Marco Mengoni continuerà a risuonare come unico faro di speranza e orgoglio per la comunità LGBTQIA+.
Eurovision 2025, agli artisti sarà vietato esibire bandiere Pride sul palco e in tutti gli eventi correlati https://t.co/lsL5SJH6kU #Eurovision2025 pic.twitter.com/VCriJIhflL
— Gay.it (@gayit) April 28, 2025




