Giorgia Meloni può governare altri 100 anni, fintanto che il Partito Democratico e la sua segretaria Elly Schlein pensano all’omobitransfobia e ad una legge di protezione dall’odio contro le persone non etero e non cis. È l’opinione di Tommaso Longobardi, capo comunicazione social di Giorgia Meloni. Il consulente della Presidente del Consiglio ha pubblicato un post su X, e uno su Instagram, quest’ultimo poi cancellato, nel quale scrive testualmente:

Schlein in piazza: “Serve una legge contro l’omobilesbo transfobia”. Poi chiedetevi pure perché Giorgia Meloni governerà altri 100 anni”

 

Secondo Arcigay, recentemente incontrata dalla Ministra Roccella, e che sabato scorso in occasione proprio della giornata celebrata in tutto il mondo contro l’omobitransfobia, è scesa in piazza a Roma insieme a una rete di decine di sigle LGBTIAQ+ di tutto il territorio italiano, sono almeno 110 le storie di morti, feriti, persone aggredite, persone rimaste traumatizzate da episodi di omobilesbotransfobia in Italia, da Nord a Sud, tra il maggio 2024 e l’aprile 2025. Molte di queste storie sono state raccontate quotidianamente anche da Gay.it (qui il dossier).

 

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Lascia perplessi la poca umanità del gesto di Longobardi, noto da sempre per essere persona di acume ed empatia. Un post violento, che fa del sarcasmo su un fenomeno che pervade la società italiana, e che in Italia non vede una tutela legale di protezione per le persone LGBTIAQ+. Nell’Unione Europea insieme all’Italia, i paesi che non dispongono di una tutela legale per le persone LGBTIAQ+ sono Polonia, Bulgaria, Slovacchia, Romania e Lituania.

 

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Chi è Tommaso Longobardi, il capo della comunicazione social di Giorgia Meloni

Tommaso Longobardi, nato a Roma nel 1991, è una figura chiave nella strategia comunicativa della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Laureato in Scienze e Tecniche Psicologiche, ha iniziato la sua carriera nel mondo digitale lavorando per circa due anni presso Casaleggio Associati, incubatore tecnologico e think tank nel quale Beppe Grillo ha dato vita al Movimento Cinque Stelle. Dai Casaleggio, Longobardi ha maturato competenze nella gestione delle dinamiche social e delle campagne online.

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Dopo questa esperienza, ha proseguito come libero professionista, collaborando con diverse aziende nel campo del digital marketing. Il salto nella politica arriva nel 2018, quando entra nel team di Fratelli d’Italia come responsabile della comunicazione social di Giorgia Meloni, contribuendo in modo determinante all’ascesa del partito da poco più del 3% dei consensi fino alla leadership del governo.

Longobardi ha poi assunto un ruolo ancora più centrale dopo la vittoria elettorale del 2022, diventando esperto senior dei social network a Palazzo Chigi. La sua strategia è basata su un mix di comunicazione istituzionale e contenuti virali. È l’ideatore, si presume insieme alla stessa Meloni, dell’immagine accessibile e diretta che la premier è riuscita con successo a scolpire addosso alla propria identità pubblica e dunque politica. Un capolavoro, in termini di comunicazione politica, riconosciuto da chiunque.

Uno degli strumenti più efficaci di questa narrazione è la rubrica video settimanale “Gli appunti di Giorgia”, dove Meloni affronta i principali temi politici con un tono diretto e personale. Longobardi ha spiegato che l’obiettivo è ridurre la distanza tra istituzioni e cittadini grazie alla disintermediazione.

L’idea geniale sul video di MYSS KETA

Tra gli episodi più noti della sua gestione, figura la trasformazione in opportunità del fenomeno virale “Io sono Giorgia”, il famoso remix musicale di MYSS KETA, che macinò view e visibilità nel 2019. Lungi dal contrastare quell’ironia pop con cui MYSS KETA avrebbe voluto criticare e smontare la narrazione catto-patriottica di Meloni, Longobardi trasformò il tormentone dance in uno strumento utile a raggiungere un pubblico giovane e non politicizzato (fonte: Open).

Più recentemente, Longobardi ha curato la strategia social per il G7 in Puglia, dove l’hashtag #Melodi – nato dall’incontro tra Meloni e il premier indiano Narendra Modi – ha generato milioni di interazioni, soprattutto dall’India. Anche in questo caso, Longobardi ha saputo sfruttare il linguaggio dei social per costruire engagement intorno all’immagine istituzionale della premier.

In diverse interviste, ha sottolineato l’importanza della coerenza tra contenuto e ruolo pubblico, ribadendo che il tono va adattato in base alla funzione istituzionale, senza perdere autenticità.

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