Sabato milioni di persone sono scese in piazza in tutto il mondo per la terza giornata di mobilitazione del movimento “NO KINGS“. Nato negli Stati Uniti nel giugno 2025, in risposta alla parata militare organizzata da Trump per il suo 79° compleanno, il movimento non ha un programma unico: aggrega opposizioni diverse, dalle deportazioni di massa alla guerra in Iran, dal caro vita alla deriva autoritaria dell’esecutivo. La sua forza è anche la sua ambiguità: chiunque sia scontento di Trump vi trova spazio.
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Più di 3.300 eventi hanno attraversato tutti e 50 gli stati americani, con almeno 8 milioni di partecipanti stimati dagli organizzatori. L’epicentro è stato St. Paul, Minnesota, teatro di una violenta campagna ICE costata la vita a Renée Good e Alex Pretti, dove Bruce Springsteen ha suonato davanti a 50.000 persone. L’approvazione di Trump è scesa al 36% nel frattempo. Anche Robert De Niro si è visto a New York fieramente mescolato alla pacifica protesta NO KINGS.
A Roma, il corteo, prima grande manifestazione sotto il nuovo “pacchetto sicurezza” di stampo autoritario della maggioranza Meloni, è partito da Piazza della Repubblica con 300mila presenti secondo gli organizzatori, ben oltre le 15mila attese. In piazza 700 realtà, da Cgil ad Amnesty, da Emergency all’Arci. Nel mirino: Trump, Meloni e il riarmo europeo. Presente uno spezzone LGBTQIA+ con carro proprio e piattaforma politica condivisa, promosso da Agedo Roma, Famiglie Arcobaleno, Gaynet e Ygrò, con il sostegno di Agapanto. Tra le adesioni: Agedo Nazionale, Arcigay Roma, Arcigay Nazionale, CEST, Di’Gay Project, Libellula, Circolo Mario Mieli, NELFA, NUDI, Polis Aperta, Plus Roma, Rete Genitori Rainbow e Tgenus. Slogan: “Don’t be a King, just be a Queer”.
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Anche nel corte NO KING di Roma, un po’ come nel referendum sulla Giustizia del 22-23 Marzo bocciato con un chiaro NO dalla maggioranza degli italiani, sembravano radunate le realtà che vogliono dire basta in Italia all’autoritarismo del Governo Meloni e della sua maggioranza, alla sua inadeguatezza rispetto alla crisi economica che attanaglia la popolazione, allo smantellamento di scuola e sanità pubbliche, e rispetto anche al suo supino asservimento ai governi criminali d’Israele e degli USA nello sterminio palestinese e nell’attacco all’Iran che ha fatto a pezzi il minimo principio di diritto internazionale.
Nel video proposto dalla nostra redazione, presente al corteo di Roma, attraversiamo per intero il corteo NO KINGS svoltosi il 28 marzo tra Piazza della Repubblica fino al piazzale del Verano. Nessuna intervista, nessuna ripresa aerea, ma soltanto volti e corpi in marcia, e rivendicazioni contro l’autoritarismo che sta intossicando le nostre democrazie liberali e spargendo guerra e sangue.
Dopo i primi cut brevi, un lungo attraversamento del corteo in sequenza unica. Alla conclusione del video il carro delle realtà LGBTIAQ+ presenti.
