Adattamento dell’omonimo romanzo d’esordio dell’autrice lesbica Fatima Daas, La Petite Dernière di Hafsia Herzi ha vinto la Queer Palm 2025, che è così rimasta in Francia 4 anni dopo Parigi, tutto in una notte di Catherine Corsini.
La Petite Dernière di Hafsia Herzi, la trama

Dopo “You Deserve a Love” (2019) e “Good Mother” (2021), la 38enne regista ha portato al Cinema il viaggio d’iniziazione di Fatima, un’adolescente diciassettenne che vive nella periferia parigina con i suoi genitori e le sorelle. Intrapreso un corso di filosofia inizia ad esplorare il proprio desiderio per le ragazze. Un risveglio lesbico che si scontra con la sua fede musulmana, minacciando di sconvolgere il proprio equilibrio.
La pellicola di Hafsia Herzi, che era in corsa per la Palma d’Oro, non si è limitata a vincere la Queer Palm perché è stata premiata dalla giuria capitanata da Juliette Binoche con il Prix d’interprétation féminine andato alla sua protagonista Nadia Melliti, in trionfo come miglior attrice un anno dopo il premio andato alle tre attrici di Emilia Perez.
Le motivazioni della giuria Queer Palm 2025
Christophe Honoré, presidente di giuria della Queer Palm di quest’anno, ha dichiarato:
“Abbiamo premiato la storia di una rivelazione sotterranea e oscillante, che racconta come dare ai nostri desideri il giusto posto nella nostra vita sia un’avventura imprevedibile. Toccati dalla complessità della protagonista, dalla sua nobiltà e vulnerabilità, riecheggiando le parole di James Baldwin, speriamo che da tutta questa bellezza emerga una nuova bellezza, fiera, tenera e invincibile.”
Queer Palm, 15 anni di storia
La Queer Palm ha festeggiato i 15 anni di vita, con alcuni film premiati entrati nel frattempo nell’Olimpo della cinematografia LGBTQIA+.
Basti pensare a Kaboom di Gregg Araki (2010), Laurence Anyways di Xavier Dolan (2012), Lo sconosciuto del lago di Alain Guiraudie (2013), Pride di Matthew Warchus (2014), Carol di Todd Haynes (2015), 120 battiti al minuto di Robin Campillo (2017), Girl di Lukas Dhont (2018) e Ritratto della giovane in fiamme di Céline Sciamma (2019).
Lo scorso anno vinse il rumeno Three Kilometres to the End of the World di Emanuel Parvu.
Cannes 2025, il Palmares

Per quanto riguarda il Concorso ufficiale, Jafar Panahi è riuscito ad eguagliare Michelangelo Antonioni vincendo tutti i principali Festival del Cinema d’Europa. Dopo il Pardo d’oro a Locarno per Lo specchio, il Leone d’oro a Venezia per Il cerchio e l’Orso d’oro a Berlino per Taxi Teheran è ora arrivata anche la Palma d’Oro per Yek tasādof-e sāde, ennesimo schiaffo d’autore al regime iraniano che l’ha già incarcerato, in passato. Grand Prix Speciale della Giuria all’applauditissimo Sentimental Value di Joachim Trier, che sarà distribuito in Italia da Teodora e LuckyRed, con il brasiliano O agente secreto tornato a casa con due riconoscimenti: miglior attore (Wagner Moura) e Prix de la mise en scène a Kleber Mendonça Filho. Prix du scénario agli immancabili Jean-Pierre e Luc Dardenne con Jeunes Mères, mentre il premio della giuria si è concesso un ex-aequo, andando sia a In die Sonne schauen di Mascha Schilinski che a Sirât di Óliver Laxe. Premio speciale, infine, a Resurrection di Bi Gan, che arriverà in Italia con I Wonder Pictures, distributore nostrano anche di Pillion, scritto e diretto da Harry Lighton. Presentato nella sezione Un Certain Regard ha vinto il premio per la Miglior sceneggiatura. Tratto dal romanzo Box Hill di Adam Mars-Jones, è una storia d’amore e sottomissione tra il timido Colin (Harry Mellin) e il fascinoso motociclista Ray (Alexander Skarsgård). Niente da fare per l’Italia, rimasta a bocca asciutta. Fuori di Mario Martone, biopic su Goliarda Sapienza con Elodie, non è riuscito ad entrare nel palmares ufficiale di Cannes 2025.
La Petite Dernière, Queer Palm 2025, uscirà nelle sale di Francia il 1° ottobre. Tutto tace, per ora, sulla distribuzione nostrana.
La Petite Dernière, la reazione della critica internazionale
“Insieme, Melliti e Herzi trovano una rara alchimia tra attrice e regista che raccontano la storia di qualcun altro, ma che potrebbe rivelarsi un po’ la propria”, ha scritto Indiewire.
“Sensibile ed empatico ma un po’ timido nella narrazione e nello stile, The Little Sister si basa notevolmente sulla sua interpretazione principale dell’attrice esordiente Nadia Melliti, una presenza accattivante”, ha aggiunto Variety.
“Vibrante e al tempo stesso straordinariamente controllato, e dotato di una performance centrale straordinaria e gelida, The Little Sister è senza dubbio un classico istantaneo del genere, tanto toccante nella sua umanità quanto sexy”, si legge sull’Hollywood Reporter.
“La regia di Herzi è davvero elegante”, ha scritto il The Guardian.
“The Little Sister, pur essendo vivido nella sua rappresentazione della vibrante cultura lesbica di Parigi, sembra curiosamente leggero e modesto nel suo impatto emotivo, data la sismica battaglia interiore con cui si confronta il suo personaggio centrale”, si legge su ScreenInternational.
“Fatima ama il calcio, le donne e Dio. Tra banlieue, fede e desiderio, cerca sé stessa, affrontando contraddizioni senza mai smettere di sperare. Un racconto di emancipazione in un film puro e misurato che non cede al discorso militante”, scrive MyMovies.
“Hafsia Herzi dirige un coming-of age femminile tra Islam e omosessualità: compito e partecipato, nulla più”, si legge su Cinematografo.it
“La petite dernière è un film furbo e senza cuore che si perde primi baci, sguardi complici che finge di aver capito la lezione di Kechiche”, scrive Sentieri Selvaggi.
“Un racconto attualissimo e toccante”, si legge su Today.
Cannes 2025, i vincitori

Palma d’oro: Yek tasādof-e sāde, regia di Jafar Panahi
Grand Prix Speciale della Giuria: Affeksjonsverdi, regia di Joachim Trier
Prix de la mise en scène: Kleber Mendonça Filho per O agente secreto
Prix du scénario: Jean-Pierre e Luc Dardenne per Jeunes Mères
Prix d’interprétation féminine: Nadia Melliti per La Petite Dernière
Prix d’interprétation masculine: Wagner Moura per O agente secreto
Premio della giuria:
In die Sonne schauen, regia di Mascha Schilinski
Sirât, regia di Óliver Laxe
Premio speciale: Kuángyě shídài, regia di Bi Gan
Palma d’oro onoraria: Robert De Niro e Denzel Washington

