Se ne parla da circa un mese, con sempre più insistenza. Pete Buttigieg potrebbe essere il primo candidato democratico alla presidenza degli Stati Uniti d’America per le elezioni del 2028. Scaduto il 2° e ultimo mandato di Donald Trump, il 43enne Pete, ex Segretario dei Trasporti sotto l’amministrazione Biden dal 2021 al 2025 nonché ex sindaco di South Bend, in Indiana, dal 2012 al 2020, potrebbe andare a bissare l’esperienza del 2020, quando si candidò alle primarie per poi ritirarsi e annunciare il proprio sostegno a Biden.
Pete Buttigieg sogna la Casa Bianca
Pete Buttigieg dovrebbe annunciare a breve che non si candiderà per il seggio vacante al Senato del Michigan, lasciando così la porta aperta alla corsa presidenziale. L’ex Segretario ai Trasporti, che in precedenza aveva dichiarato di “considerare” una campagna al Senato per sostituire il democratico in pensione Gary Peters in uno dei seggi più competitivi del 2026, dovrebbe annunciare la non candidatura giovedì, secondo quanto riferito a Politico da una persona a lui vicina. “La decisione più difficile in politica è quella di rinunciare a una corsa che si ha buone possibilità di vincere“, ha dichiarato a Politico David Axelrod, storico esponente del partito democratico. “Pete era una recluta di prima categoria e sarebbe stato un candidato formidabile per il Senato se avesse scelto di candidarsi“. Se Buttigieg avesse vinto il seggio nel 2026 “quasi certamente” sarebbe stato escluso dalla corsa per il 2028. “Questa decisione mantiene certamente aperta questa opzione“, ha aggiunto Axelrod.
Gli indizi che fanno pensare ad un Pete Buttigieg candidato presidente
Ad oggi Buttigieg è l’unico dem su piazza, se si esclude l’ex vicepresidente Kamala Harris dalla corsa presidenziale del 2028. Harris, sconfitta da Trump lo scorso novembre, starebbe riflettendo se candidarsi a governatore della California nel 2026, in modo tale da succedere al governatore Gavin Newsom, che non potrà ricandidarsi per un altro mandato.
Pete Buttigieg ha recentemente trasferito la propria residenza in Michigan, Stato d’origine del marito Chasten Buttigieg, sposato nel 2018, rifiutando la possibilità di correre per diventare governatore dello Stato. Altro indizio che lo proietta verso le presidenziali del 2028. Se Buttigieg dovesse vincere le primarie democratiche diventerebbe il primo candidato presidente dichiaratamente gay della Storia. Donald Trump, che nel 2028 lascerà probabilmente spazio all’attuale vice JD Vance, ha più volte deriso Buttigieg, perché gay e padre di due gemelli, Joseph August “Gus” e Penelope Rose, nati nel 2021 e adottati insieme al marito Chasten.
Pochi mesi fa il tycoon incolpò l’ex segretario ai trasporti per i problemi di sicurezza aerea esplosi sotto la sua amministrazione.
“Sai, va al lavoro in bicicletta con il marito seduto dietro, che è una bella relazione d’amore”. “Ma non aveva la minima idea di cosa stesse facendo. Questo tizio… non ne aveva la minima idea”.
Buttigieg non è mai andato al lavoro in tandem con il marito Chasten, conosciuto sull’app Hinge nel 2015. Non esistono foto in tal senso. Trump ha evocato quell’immagine per prendere in giro l’omosessualità di Buttigieg, che ha recentemente definito le politiche dell’attuale presidente come “dannose e crudeli”, a voler “insultare l’intelligenza del popolo americano e i nostri valori condivisi”.
Negli ultimi 5 mesi, ovvero da quando Trump è tornato alla Casa Bianca, Pete Buttigieg si è sempre preso più spazio mediatico, tra radio, tv, podcast, convention, con tanto di documentario Prime Video. In un partito democratico ancora sotto choc per la sconfitta dello scorso novembre, il 43enne Pete, nel 2014 inviato in Afghanistan per sette mesi in quanto ufficiale dell’intelligence navale nella Riserva della Marina degli Stati Uniti, potrebbe tramutarsi nell’unica carta credibile e vincente del centrosinistra a stelle e strisce, a meno che ad esplodere non sia Alexandria Ocasio-Cortez, 35enne membro della Camera dei Rappresentanti per lo stato di New York dal 2019, “enfant prodige” della sinistra americana più vicina alle idee socialiste di Bernie Sanders e dei DSA. La strada è certamente ancora lunga, da qui al 2028, ma le elezioni di metà mandato sono più vicine che mai e Pete Buttigieg potrebbe sparigliare le carte anticipando i potenziali ‘rivali’ interni, ridando fiato al sogno Casa Bianca otto anni dopo il primo tentativo.


