Un numero record di 30.000 persone è sceso in piazza a Bucarest per celebrare il Pride, dando così vita alla più grande affluenza nella storia dell’evento.
Bucarest Pride 2025, 20 anni da record
Andato il scena il 7 giugno scorso per celebrare il suo 20° anniversario, Il Bucarest Pride ha seguito un percorso lungo Avenida de la Virgen, dal palazzo del governo in Piazza della Vittoria fino al Parco Izvor, di fronte al Parlamento. La folla, sventolando bandiere arcobaleno, ha trasformato la città in una potente celebrazione dell’orgoglio e della resistenza, dinanzi ad un vento che soffia sempre più forte da destra.
Il primo Pride di Bucarest si è svolto nel 2005, pochi anni dopo la depenalizzazione dell’omosessualità. All’epoca poche centinaia di partecipanti scesero in piazza. Da allora è diventato un importante evento culturale, che dura due settimane e abbraccia proiezioni cinematografiche, mostre d’arte, manifestazioni sportive e dibattiti. In Romania l’omosessualità è stata depenalizzata nel 2001 e ad oggi ancora non riconosce il matrimonio tra persone dello stesso sesso nè le unioni civili. In Parlamento una legge ad hoc si è da tempo arenata, seppur nel 2023 la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha stabilito che la Romania deve garantire il riconoscimento legale alle coppie dello stesso sesso. Ad oggi la Romania è uno degli ultimi 5 paesi appartenenti all’Unione Europea a non avere alcuna legge sulle unioni civili o sulle coppie di fatto assieme a Polonia, Bulgaria, Lituania e Slovacchia.
Estremisti in piazza dopo la sconfitta alle urne
Poche ore prima del Bucarest Pride si è tenuta una protesta anti-LGBTQIA+, con i sostenitori dell’estrema destra nazionalista e omofoba che hanno chiesto a gran voce l’affermazione dei valori della cultura cristiana ortodossa tradizionale nei confronti della “depravazione” del movimento omosessuale.
Il mese scorso al ballottaggio presidenziale il Paese ha votato a favore dell’europeista Nicusor Dan, candidato liberale riuscito a sconfiggere il rivale dell’ultradestra George Simion, che al primo turno aveva incassato il doppio dei suoi voti. Il 65% dei romeni si è riversato alle urne, portando Dan a vincere con il 53,6% dei voti. Una rimonta a dir poco clamorosa. Da noi intervistato prima del voto, Victor Ciobotaru, portavoce di ACCEPT Romania, la principale ONG per i diritti LGBTQIA+ del paese, aveva lanciato l’allarme: “Quello che stiamo vivendo non è soltanto odio contro le persone queer. È un attacco frontale alla democrazia“.
Anche per questo motivo Bucarest è scesa in strada come mai era accaduto prima, dando forma al Pride più partecipato della storia romena.
