Il mese di giugno dedicato all’orgoglio e ai diritti LGBTQIA+, si sta trasformando sempre più in un bollettino di odio. Lo scorso 7 giugno, a margine dell’evento Plaid for Pride che si è tenuto in Piazza dei Signori a Vicenza, organizzato per celebrare il Pride Month, due giovani, tra cui un ragazzo transgender, sono stati vittime di insulti omofobi e transfobici da parte di un gruppo di coetanei, a pochi passi dall’evento dedicato alla visibilità e ai diritti della comunità LGBTQIA+. Ancora una volta, un pomeriggio di orgoglio, celebrazione e festa si è trasformato nell’ennesimo episodio di discriminazione e paura.

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Due giovani vittime di insulti omotransfobici a Vicenza dopo il Pride
Il racconto del giovane di 27 anni, prima affidato ai social e successivamente confermato a Il Giornale di Vicenza, descrive un’atmosfera carica di tensione e paura, ma soprattutto di discriminazione e odio, a soli pochi metri dalla manifestazione pubblica dedicata alla visibilità, all’orgoglio e ai diritti LGBTQIA+.
Mentre lui e un amico facevano ritorno a casa, sono stati circondati da un gruppo di ragazzi che li ha insultati pesantemente, minacciandoli verbalmente. “Stavo tornando verso casa e con un mio amico siamo passati al supermercato tra viale Roma e largo De Gasperi. Sui gradini c’era un gruppo di ragazzi, non italiani, che appena ci hanno visti hanno cominciato con insulti: “fr…”, “guarda questo fr…”. Abbiamo cercato di ignorarli ed entrare”, ha raccontato il giovane, che ha preferito mantenere l’anonimato.
All’uscita dal supermercato, però, il branco era ancora appostato nello stesso posto, intenzionato a seguire i due ragazzi.
Le minacce
Il 27enne ha proseguito nel suo racconto, spiegando cosa sarebbe accaduto nei momenti immediatamente successivi: “Uno in particolare, il più aggressivo, ha detto ad alta voce: ‘Adesso lo prendiamo e lo buttiamo nel bidone della spazzatura'”.
La paura di una possibile escalation li ha spinti a cercare rifugio nella stazione, dove finalmente sono riusciti a separarsi in sicurezza. “Ci siamo scritti fino al rientro a casa”, ha proseguito la vittima.
La precedente aggressione
Questo non è stato un episodio isolato per il giovane. Già all’inizio di giugno, sempre nelle vicinanze della stazione di Vicenza, aveva subito un altro episodio di discriminazione da parte di un uomo alterato, il quale lo aveva insultato e minacciato per la sua identità di genere.
“È la seconda volta in pochi giorni. All’inizio di giugno, sempre in zona stazione, un uomo visibilmente sotto effetto di sostanze mi ha chiesto soldi, e alla mia risposta ha iniziato a urlarmi ‘maledetti fr…’ e ‘fr… di m…'”, ha raccontato.
Il copione si ripete, gli insulti sono sempre gli stessi, mirando a spaventare e umiliare le vittime con epiteti chiaramente omofobici e transfobici. Anche la sera dell’aggressione verbale del 7 giugno, poco prima, il 27enne si era ritrovato a subire un altro spiacevole episodio: “Sabato sera, prima dell’aggressione verbale del gruppo, sono stato avvicinato da un altro uomo alterato che ha fatto avance insistenti e ha provato a seguirmi”.
Arcigay Vicenza e il collettivo Gaga Vicenza intervengono
La testimonianza del giovane ha suscitato una reazione di solidarietà da parte della comunità LGBTQIA+ locale, a partire da Arcigay Vicenza e dal collettivo Gaga Vicenza che hanno immediatamente offerto supporto e sostegno. Lo stesso giovane aveva deciso di raccontare tutto e rendere pubblica la sua storia, taggando le due realtà locali.
“Mi hanno ricordato che ci sono strumenti di supporto e accoglienza per chi subisce discriminazioni, ma resta la tristezza. Avrei voluto vivere il pride come un giorno di forza e libertà. Invece mi sono scontrato ancora una volta con la realtà di una città poco sicura e poco inclusiva”, ha commentato.
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Vicenza, il dibattito sulla sicurezza
Il dibattito su Campo Marzo a Vicenza non è nuovo: da anni, questa zona è al centro delle preoccupazioni per la sicurezza urbana, con segnalazioni frequenti di spaccio e microcriminalità. Tuttavia, l’odio e le discriminazioni, anche se non sfociano sempre in violenza fisica, hanno un impatto devastante su chi li subisce, minando il senso di sicurezza e appartenenza.
L’aggressione verbale di sabato 7 giugno non è stata ancora formalmente denunciata, ma ha già acceso i riflettori su una realtà che va affrontata con la massima urgenza e con un impegno concreto per garantire che eventi come il Pride non siano solo celebrazioni esterne, ma occasioni effettive di cambiamento e consapevolezza.
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