A pochi giorni dal Bari Pride di sabato 21 giugno, in Consiglio Comunale è stata presentata una mozione urgente di ritiro del patrocinio da parte del consigliere leghista Giuseppe Carrieri e dai consiglieri di Fratelli d’Italia Antonio Ciaula, Laura De Marzo e Pino Viggiano.
La destra all’attacco del Bari Pride
“Chiunque può fare le manifestazioni che ritiene. Quando però si chiede il patrocinio comunale e si associa il logo della Città, è onere di Sindaco e Giunta valutare le situazioni“, ha sottolineato Carrieri in aula. Per poi aggiungere:
“Le manifestazioni a sostegno degli orientamenti sessuali dei partecipanti, possono confliggere con sensibilità e idee differenti di altra parte della Cittadinanza, che non di meno, col patrocinio, dà il suo supporto a un evento a cui è contraria. Una cosa sono le libertà, le idee, le scelte personali di ciascuno; altra cosa sono le condivisioni di quelle idee da parte delle Istituzioni con atti formali quali il patrocinio. Non comprenderlo, significa prevaricare le opinioni altrui e non voler rappresentare tutta la Città e tutti i Cittadini, ma solo una parte. La mozione impegna quindi sindaco e giunta a ritirare il patrocinio“.
Le reazioni del sindaco e della maggioranza
Immancabile la discussione in aula, che ha portato alla bocciatura della richiesta. Francesca Bottalico, consigliera ed ex assessora al Welfare, ha così replicato a Carrieri:
“Sono orgogliosa del patrocinio della nostra città e sosterrò e promuoverò queste iniziative non solo per il Pride di sabato, ma per ogni evento e iniziativa che mi auspico sia promossa ogni giorno e per tutto l’anno. Negli anni ho lavorato in qualsiasi ruolo e contesto per promuovere inclusione, rispetto delle libertà e lotta contro ogni discriminazione. Il Pride non è solo un simbolo, ma un impegno concreto, culturale e politico che coinvolge istituzioni, scuole, il tavolo tecnico, sindacati, le associazioni e la comunità tutta. Il ritiro del patrocinio sarebbe un grave passo indietro“.
La consigliera e presidente della commissione comunale Pari Opportunità, Angela Perna, ha ricordato in aula “le tante persone morte, anche per suicidio, a causa delle discriminazioni e delle persecuzioni. Questa mozione è uno schiaffo”.
Dura anche la reazione dei Giovani Democratici di Bari, che hanno parlato di “un atto politico grave e regressivo” da parte di Carrieri e Ciaula, “espressione di una visione conservatrice e profondamente scollegata dalla realtà di una città che inclusiva e aperta come la nostra. Siamo davanti ad un atto di propaganda becera, che prova a sabotare un momento di unità e di lotta civile. Ma Bari ha già dimostrato di voler stare dalla parte dei diritti e dell’uguaglianza”.
Vito Leccese (Pd), da un anno sindaco di Bari, ha parlato di “maldestro tentativo di un’azione politica che ritengo inammissibile. Qualunque tentativo di aggressione a questi diritti deve essere respinto con fermezza e orgoglio”. Leccese ha annunciato che sabato sarà al Pride di Bari con la fascia arcobaleno, e non con quella tricolore. Per poi aggiungere:
“Il Pride a Bari non è solo un evento. È un simbolo di civiltà, una voce contro ogni discriminazione, un abbraccio aperto a ogni essere umano. E continueremo a difenderlo, con orgoglio“.
Il Bari Pride 2025 partirà sabato da piazza Umberto alle ore 16, con Simonetta Musitano madrina al grido “(R)esistiamo con Orgoglio”.
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