Nel nostro Paese si praticano ancora degli esorcismi per ‘guarire’ le persone omosessuali e transgender. L’ultima denuncia arriva da Bari, come raccontato a LaRepubblica da Rosy Paparella, coordinatrice del Centro Antidisciminazione di Bari.

In provincia si praticano esorcismi per guarire le persone con identità di genere e orientamento non conformi che subiscono violenze soprattutto in ambito familiare“, ha dichiarato Paparella, ricordando quanto avvenuto pochi anni fa con una ragazza trans che proveniva da una famiglia benestante, in un piccolo comune fuori Bari. “La sua famiglia ha continuato a riferirsi a lei con il maschile, portandola da diversi psicologi per “curarla” dalla sua condizione”. Visto e considerato che “le cure psicologiche” non sortivano l’effetto sperato, i genitori della ragazza si sono affidati ad una persona che sosteneva di poterla guarire “dall’influenza maligna”. Tramite ripetuti esorcismi.

Esausta, la giovane si è infine rivolta al CAD. Oggi è maggiorenne e si è trasferita lontana dal luogo di origine.

“Casi come questi sono rari, per fortuna, ma non unici”, ha proseguito Paparella. “E i ragazzi fanno una fatica enorme a chiedere aiuto. Per fortuna, riusciamo sempre ad aiutarli”. “In questi luoghi cambia il contesto, soprattutto culturale”. “Conosco un ragazzo sposato in Spagna, la cui famiglia vive in provincia di Bari. Ogni volta che torna qui in vacanza è costretto a presentarlo come il suo migliore amico, dopo tanti anni”.

Perché in provincia è tutto più difficile, rispetto alle grandi città. L’omobitransfobia è ancora più subdola perché lavora di pari passo al sostrato di vergogna che colpisce le vittime. Nonostante le violenze subite, spesso protratte per anni, “in nessun caso i figli hanno voluto denunciare la propria famiglia”, ha precisato Paparella. Perché le vittime “tendono a proteggere i genitori”.

Gli effetti devastanti delle pratiche di conversione

In Italia una persona LGBTQIA+ su 5 ha subito almeno un tentativo di conversione, mentre in Europa si tratta di una persona su 4. Questi sono i dati pubblicati nel maggio 2024 dall’Agenzia dell’Unione Europei per i diritti fondamentali. Proprio per questo motivo nel 2024 è iniziata una raccolta firme per invitare la Commissione europea a proporre il divieto giuridico vincolante delle pratiche di conversione dirette ai cittadini LGBTQ+ nell’Unione europea. Il milione di firme raccolte è stato convalidato e sarà ora presentato alla Commissione, che dovrà dare una risposta entro il 17 maggio del 2026. Nel nostro Paese, dove non esiste alcun divieto nei confronti delle terapie di conversione, la campagna Meglio a Colori che ne chiede l’illegalità è sostenuta da Gaynet, Rete Lenford, Arcigay, MIT, Agedo, Libellula, Gender X, Circolo Mario Mieli, Genderlens, Famiglie Arcobaleno, Rete Genitori Rainbow, Arco, Agapanto, I Sentinelli di Milano, Alfi, CEST, NUDI, T Genus, Cammini di Speranza, Edge, Dì Gay Project, Tenda di Gionata, Omphalos LGBTI e molte altre realtà.

“Avremmo decisamente bisogno di una legge che vieti questo abominio”, scrive oggi sui social Roberta Parigiani, portavoce del Movimento Identità Trans. “Ma siamo in Italia, dove deputati e ministri raccolgono consenso sventolando lo spauracchio della presunta “ideologia gender”.

 

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REPLICA DI “PRO-LIFE INSIEME”

Esorcismi e identità di genere: oltre la narrazione ideologica

Nei giorni scorsi alcuni media hanno riportato il caso di una ragazza
trans di Bari sottoposta a esorcismi “per guarirla dall’influenza
maligna”. La notizia è stata presentata come denuncia di “pratiche di
conversione” considerate abusi, senza però offrire un reale
contraddittorio: nessuna intervista alla famiglia, nessuna voce della
Chiesa, solo la testimonianza di associazioni LGBTQ+. È lecito dunque
chiedersi se la narrazione non sia in realtà parziale e ideologica,
piuttosto che un’inchiesta equilibrata.

Una lettura cattolica dei fatti

La Chiesa cattolica non ha mai definito l’omosessualità o la disforia di
genere come malattie cliniche. Tuttavia, ricorda che atti e scelte
contrari alla legge naturale sono peccato (Catechismo della Chiesa
Cattolica, nn. 2357-2359). Il Creatore ha voluto l’uomo “maschio e
femmina” (Gen 1,27), e il rifiuto di questa identità data porta
inevitabilmente sofferenza interiore.

Ogni peccato, insegna il Vangelo, ha come padre il diavolo (cfr. Gv
8,44). La spinta a ribellarsi al proprio essere, fino a volerne cambiare
i tratti essenziali, non è solo un disagio psicologico ma, in ultima
analisi, un inganno del Maligno.

Il senso degli esorcismi

Lontano dalle caricature mediatiche, l’esorcismo non è una pratica
superstiziosa. È un sacramentale con cui la Chiesa, in nome di Cristo,
allontana il demonio da chi ne è oppresso (CCC 1673).

Don Gabriele Amorth, storico esorcista della diocesi di Roma, affermava
che Satana cerca di colpire soprattutto l’ambito della sessualità,
perché lì si gioca la verità più profonda dell’uomo e della donna.
L’esorcismo non “cura un orientamento”, ma libera da colui che spinge al
peccato e alla confusione. È un atto di misericordia spirituale, che la
Chiesa offre a chi liberamente lo chiede.

Libertà e discernimento

Una famiglia che, vedendo un figlio intraprendere scelte contrarie alla
propria identità naturale, decide di affidarsi alla preghiera, esercita
un diritto fondamentale: la libertà religiosa. Non è “violenza”
ricorrere alla Chiesa, ma anzi sarebbe violenza ideologica negare a chi
crede questa possibilità.

La Chiesa non obbliga nessuno, ma annuncia una verità: ogni scelta
contro la natura voluta da Dio porta alla schiavitù, non alla libertà.

La vera misericordia

Il mondo propone spesso l’accettazione acritica di ogni desiderio. La
Chiesa, invece, accompagna con la pazienza e con la preghiera,
ricordando che la vera carità non è assecondare tutto, ma condurre alla
verità che libera (cfr. Gv 8,32). Benedetto XVI lo ha ribadito: la
carità senza verità diventa sentimentalismo; solo la verità apre al bene
autentico.

In conclusione, l’articolo che denuncia gli esorcismi come abusi manca
di equilibrio e di rispetto per chi vede nella fede una risposta. La
Chiesa non opprime ma offre un cammino: riconoscere che dietro le spinte
contro natura si cela il nemico dell’uomo, e che solo Cristo, attraverso
la preghiera e i sacramentali, può riportare pace e libertà autentica.

La Redazione del Comitato “ Pro-life insieme “

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