Dopo il caso di Bolzano, con un consigliere di Fratelli d’Italia che ha associato la bandiera Progress Pride ad un gerarca nazista, ecco esplodere il caso di Avezzano.
Consigliere di maggioranza, Nello Simonelli ha pubblicato un lungo post social in cui ha commentato il Pride andato in scena sabato, l’Abruzzo Pride. Questa una sconcertante parte del suo ragionamento.
“Se, in una giornata qualunque, senti il bisogno di denudarti in piazza per “affermare te stesso”, con dei bambini a un metro da te, ai margini della società ci devi restare. E non conta se sei eterosessuale, omosessuale, bianco o nero. Si chiama decenza. E chi si comporta da maiale, stia nella stalla. Il messaggio delirante di sabato è stato avallato da esponenti del Partito democratico, che da tempo ha scelto di posizionarsi ai margini della società reale, quella fatta di famiglie, di lavoro, di responsabilità. Non credo che Armani, Dolce, Gabbana, Freddie Mercury, Elton John o Gianni Versace abbiano mai creduto alla favola dei “margini della società”. Anzi. Viva la nostra società. Viva chiunque, con sobrietà e rispetto, sceglie di esserne protagonista e non problema”.
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Le reazioni al post choc di Nello Simonelli
Parole che hanno suscitato sdegno da parte dell’opposizione comunale.
“Le recenti esternazioni del consigliere comunale di Avezzano Nello Simonelli sul Pride e sulle persone LGBTQIA+ non sono semplici scivoloni, ma parole gravi, offensive e del tutto inadeguate al ruolo istituzionale che ricopre, ancor più se si parla del presidente della Commissione Cultura“, ha tuonato il Pd abruzzese. “Ridurre un evento come il Pride, pacifico, inclusivo e fondato sul riconoscimento dei diritti, a una caricatura di parte, mistificando la sua natura e il suo significato, significa mancare completamente il punto e ignorare la storia e le ragioni di una battaglia civile che dura da decenni. Il Pride non è folklore, né provocazione. È la voce di una comunità che per troppo tempo è stata sì costretta a vivere in una riserva indiana, ai margini, a subire discriminazioni, insulti, silenzi e solitudini. È lo spazio pubblico in cui si afferma che ognuno ha diritto di esistere, amare, vivere ed essere riconosciuto senza paura. L’argomento degli “amici gay” utilizzato come giustificazione è non solo inadatto al contesto politico, ma anche sintomo di una visione arretrata e paternalistica ormai fuori tempo. Per favore, andiamo avanti, mettiamoci al passo con un mondo moderno e libero in cui c’è spazio per tutti. Non basta conoscere una persona omosessuale per comprendere davvero cosa significhi vivere in una società che fatica ancora a garantire piena dignità e diritti a tutti. Chi guida una Commissione Cultura dovrebbe promuovere comprensione, approfondimento, pluralismo e rispetto ed essere aperto a tutte le condizioni e i punti di vista, perché è questo che la cultura fa. Dovrebbe conoscere le radici e il significato internazionale di eventi come il Pride e contribuire a tradurli in azioni concrete a livello locale. Chiediamo che il consigliere faccia un passo indietro rispetto a quanto dichiarato e chieda scusa pubblicamente alle persone e alla comunità che ha offeso”
Durissimi anche Fabrizio Giustizieri e Rosalia Tangredi di Sinistra Italiana-Alleanza Verdi. “Esprimiamo sdegno e preoccupazione per le parole usate dal consigliere Simonelli. Definire “maiali” le persone che ieri hanno sfilato pacificamente significa usare un linguaggio non consono al ruolo istituzionale che ricopre. Non è solo un’offesa volgare e gratuita, ma anche un attacco simbolico a quei valori di inclusione, rispetto e autodeterminazione che il Pride rappresenta. Ci chiediamo poi perché a pronunciarsi in modo così violento contro la manifestazione sia proprio Simonelli, che immaginiamo essere un uomo eterosessuale, perfettamente a proprio agio nel vivere pubblicamente la propria identità. Il gioco retorico di citare nomi celebri o situazioni isolate non regge. Il problema non è l’eccezione, ma la quotidianità. La discriminazione si annida nella vita dell’operaio, dell’insegnante, dell’infermiere, dello studente; la discriminazione è nella paura di una carezza, di un gesto affettuoso, di una parola detta ad alta voce. È lì che il Pride porta luce. Le parole contano e quando a usarle è un rappresentante delle istituzioni, il danno è ancora più grave”.
Simonelli non chiede scusa ma anzi rilancia
Simonelli, che è capogruppo della civica “Avezzano città territorio” nella maggioranza del sindaco civico Gianni Di Pangrazio, non ha però fatto alcun passo indietro nè chiesto scusa. Anzi.
“Ti senti un maiale? Fai cose da maiale? Perché in caso contrario, nessuno ha dato del maiale a nessuno“, ha scritto sui social, per poi aggiungere. “
Ho espresso un’opinione chiara sul Pride, senza insulti, ma con fermezza. Difendo una società decorosa, dove ogni persona viva dignitosamente – senza eccessi, senza oscenità, senza bambini spettatori di volgarità. AVS ha estrapolato una mia frase per screditarmi. Ma io quella frase la rivendico con forza. Chiunque, davanti a minori, mostra le parti intime – etero, omo o trans – è un maiale. E i maiali stanno nella stalla. Mi accusano? Meglio. Io non mi piego al pensiero unico. Non chiedo scusa. Non abbasso lo sguardo. Porto con orgoglio la mia medaglia: non è d’oro, è fatta di decoro”.
Nei giorni precedenti al post contestato Simonelli aveva preso parte ad un dibattito contro le “aberrazioni propagandate dalle frange LGBTQ quali la medicalizzazione dei minori, la maternità surrogata che trasforma i bambini in oggetti in commercio e le donne in vacche da monta che portano soldi a chi le sfrutta, al relativismo che svuota di senso parole come “padre” e “madre””, oltre ad aver criticato anche il Roma Pride del 14 giugno, parlando di “vuoto, bieco e prevaricatore esibizionismo”.
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