La Corte Suprema degli Stati Uniti ha confermato una disposizione chiave dell’Affordable Care Act, stabilendo nel caso Kennedy contro Braidwood che le compagnie di assicurazione sanitaria devono continuare a coprire i servizi preventivi raccomandati da una task force federale, inclusi i farmaci per la prevenzione dell’hiv, gli screening per il cancro e i vaccini.
La Corte a forte maggioranza conservatrice si è pronunciata con 6 voti a 3, in un parere redatto dal giudice Brett Kavanaugh, concludendo che la Task Force per i Servizi Preventivi degli Stati Uniti opera in conformità alla Costituzione e che il Segretario della Salute e dei Servizi Umani ha l’autorità di nominarne i membri come funzionari di grado inferiore. Ciò significa che il mandato dell’ACA, che impone alle compagnie assicurative di coprire i servizi di prevenzione, rimane intatto. I giudici Clarence Thomas (nominato da George H. W. Bush), Samuel Alito (nominato da George H. W. Bush) e Neil Gorsuch (nominato da Donald Trump) hanno espresso parere contrario. Ne dà notizia The Advocate.
La maggioranza ha respinto le argomentazioni secondo cui la struttura della Task Force violerebbe la clausola di nomina della Costituzione, sottolineando come il Congresso preveda l’autorità di supervisione e rimozione del Segretario, rendendo i membri della Task Force “funzionari di grado inferiore“.
Alla Corte si chiedeva se le compagnie assicurative potessero essere obbligate a coprire servizi come la profilassi pre-esposizione, o PrEP, che previene la trasmissione dell’hiv. Altri servizi potenzialmente a rischio includevano screening per il cancro, depressione, epatite B e C e infezioni sessualmente trasmissibili, nonché una serie di vaccini e interventi di consulenza.
Gli imprenditori cristiani contro la PrEP
I querelanti, un gruppo di imprenditori cristiani, sosteneva che l’obbligo di coprire la PrEP violasse le loro convinzioni religiose, perché convinti che il farmaco “incoraggia il comportamento omosessuale“. Un tribunale di grado inferiore si era precedentemente schierato a loro favore, suscitando preoccupazione per il fatto che la sentenza potesse compromettere l’accesso a livello nazionale a decine di servizi sanitari preventivi. Esperti medici e attivisti LGBTQ+ hanno sottolineato come la PrEP sia utilizzata da persone di ogni estrazione e orientamento sessuale e che l’hiv “non discrimina“.
La PrEP, profilassi pre esposizione da Hiv, è dal 2023 rimborsabile anche in Italia.
Le reazioni alla sentenza
Lambda Legal, PrEP4All, il Center for Health Law and Policy Innovation, il Center for HIV Law and Policy e la Equality Federation hanno definito la sentenza della Corte Suprema come “la decisione giusta per respingere questo attacco”. “Sostiene le tutele essenziali per i servizi di prevenzione e afferma che la prevenzione e la diagnosi precoce delle malattie salvano vite umane, migliorano i risultati sanitari e riducono le conseguenze a lungo termine“.
Il caso Braidwood, hanno precisato, non riguardava “solo un attacco alla prevenzione dell’hiv o alle persone LGBTQ, ma uno sforzo coordinato per smantellare l’accesso all’assistenza sanitaria preventiva gratuita per oltre 150 milioni di americani”. “Non si è mai trattato di libertà religiosa”. “Si è trattato di usare le persone LGBTQ come capro espiatorio per promuovere un programma più ampio che punisse i vulnerabili. E la verità è che la maggior parte delle persone danneggiate da questa decisione non sarebbe stata queer. Sarebbero state famiglie della classe operaia, comunità nere e ispaniche, americani rurali e chiunque faccia affidamento sulla prevenzione per rimanere sano e in vita”. Hanno poi fatto notare come, sebbene la sentenza preservi le tutele esistenti, sia necessario vigilare per prevenire interferenze politiche. “La storia ci ricorda che il silenzio è mortale“, hanno rimarcato, evocando il ricordo della crisi dell’AIDS e di coloro che “hanno armato la fede per giustificare l’inazione“. Hanno infine invitato il Segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr, celebre no-vax, a “seguire la scienza e non l’ideologia“, esortando il Congresso ad essere pronto a tenere udienze di controllo, se necessarie, per proteggere la prevenzione.
“In questo mese dell’orgoglio, celebriamo questa vittoria mentre onoriamo l’eredità di coloro che hanno combattuto a Stonewall, che sono scesi in piazza con ACT UP e che hanno chiesto dignità nel momento più critico”. “Portiamo avanti questa eredità. Unitevi a noi. Alzate la voce. Difendete la prevenzione. Combattete”.
Anche Democracy Forward, che ha guidato la resistenza legale contro l’amministrazione Trump e la sua guerra alla PrEP, ha accolto con favore la sentenza.
“Accogliamo con favore la decisione odierna della Corte Suprema degli Stati Uniti di confermare i requisiti di prevenzione imposti dal Congresso nell’Affordable Care Act“, ha dichiarato Skye Perryman, Presidente e CEO di Democracy Forward. “La Corte ha categoricamente e giustamente respinto teorie infondate e tentativi di distorcere il testo dell’ACA e la nostra Costituzione in un modo che avrebbe minacciato l’assistenza sanitaria per milioni di persone, dagli screening per il cancro alla contraccezione”. “Ma questa vittoria non dovrebbe oscurare la nostra costante preoccupazione che interessi particolari antiscientifici rappresentati da organizzazioni legali di estrema destra stiano presentando casi frivoli presso tribunali selezionati, mettendo a rischio la salute e il benessere di milioni di americani”.
Mark Takano, deputato per la California nonché presidente del Congressional Equality Caucus, ha elogiato la decisione. “Dopo diverse terribili sentenze anti-LGBTQI+, oggi la Corte Suprema ha fatto almeno una cosa giusta: la salute sia delle persone LGBTQI+ che delle persone in generale sarà più sicura grazie a questa decisione”.
In pochi mesi la Corte Suprema ha emesso sentenze che hanno fatto felice Donald Trump, che ha personalmente nominato 3 giudici su nove. Oltre ad aver confermato il divieto di assistenza sanitaria per i minori trans ha anche autorizzato il divieto militare per le persone trans, oltre ad aver limitato i poteri dei tribunali locali come agognato dal tycoon, che avrà ora il via libera per i suoi ordini esecutivi omobitransfobici senza dover andare incontro ad eventuali interferenze dei giudici statali.

