Negli Stati Uniti, una legge dello Stato di Washington avrebbe dovuto imporre ai leader religiosi l’obbligo di denunciare alle autorità casi di abusi su minori appresi anche durante il sacramento della confessione. La norma, nota come SB 5375, firmata a maggio dal governatore democratico Bob Ferguson, è stata temporaneamente bloccata dal giudice federale David Estudillo, che ha accolto il ricorso di tre diocesi cattoliche. Secondo i ricorrenti, la legge violerebbe il diritto alla libertà religiosa sancito dal Primo Emendamento, costringendo i sacerdoti a scegliere tra il rispetto del sigillo confessionale e l’obbligo di denuncia penale. La Chiesa legittimamente chiede di preservare il segreto della confessione. Ma è giusto che le autorità non accedano a eventuali parole proferite da un criminale pedofilo in sede di sacramento confessionale?
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Il ruolo dell’amministrazione Trump
Pochi giorni dopo l’approvazione della legge, il Dipartimento di Giustizia – guidato dall’ex procuratrice Pam Bondi, – la stessa trumpiana che ha ritrattato sulle presunte foto di Trump nel caso di Jeffrey Epstein, il miliardario autore di un traffico di pedofilia sotto l’amministrazione Trump – è intervenuto a sostegno delle diocesi, chiedendo di annullare l’intera normativa. La posizione ufficiale della DOJ definisce la SB 5375 “anti-cattolica” e potenzialmente incostituzionale. Alcuni osservatori sottolineano che questa mossa si inserirebbe in una più ampia strategia giudiziaria volta a rafforzare le protezioni per le organizzazioni religiose negli Stati Uniti.
Contesto e precedenti
Secondo quanto emerso da varie inchieste giornalistiche, la legge era stata promossa anche alla luce di precedenti casi di abusi all’interno di comunità religiose, tra cui testimoni di Geova e ambienti cattolici, dove il privilegio del segreto confessionale avrebbe impedito la segnalazione di presunti reati. In almeno 33 stati americani, norme simili consentirebbero al clero di mantenere il silenzio anche di fronte a confessioni relative ad abusi su minori.
Lo sfondo del caso Epstein
Intanto, secondo uno scoop pubblicato dal Wall Street Journal, l’amministrazione Trump avrebbe evitato la pubblicazione integrale dei file su Jeffrey Epstein, il finanziere accusato di traffico sessuale di minori, per via di presunti riferimenti allo stesso Trump contenuti nei documenti. Epstein, morto in carcere nel 2019, era stato in passato legato all’ex presidente. La sua ex compagna, Ghislaine Maxwell, attualmente detenuta, sarebbe stata convocata dal Congresso per una deposizione, mentre il Dipartimento di Giustizia avrebbe già fissato un incontro preliminare.
Verso la Corte Suprema?
Il caso Etienne v. Ferguson potrebbe ora arrivare fino alla Corte Suprema. Oltre alla Chiesa cattolica, anche una coalizione di Chiese ortodosse avrebbe presentato ricorso contro la legge. Se la norma venisse giudicata incostituzionale, secondo alcuni analisti potrebbe stabilire un precedente vincolante a livello nazionale, rendendo più difficile in futuro imporre ai ministri di culto l’obbligo di denuncia anche in presenza di segnalazioni gravi. Trump avrebbe così fornito una protezione non da poco anche alla Chiesa Cattolica governata dall’americano Robert Francis Prevost ora noto come Papa Leone XIV.
