Michael Patrick King, storico regista, produttore e showrunner di Sex and The City, ha annunciato la fine di And Just Like That, sequel tv della storica e mitologica serie anni ’90.
La 3a stagione, attualmente visibile su Sky, sarà l’ultima. Gli ultimi due episodi, che andranno in onda venerdì prossimo e il 14 agosto, metteranno un punto alla 30ennale storia di Carrie, Miranda, Charlotte e Samantha, rimasta ai margini di questo sequel per conflitti personali tra protagoniste seppur “telefonicamente” presente, da Londra.
And Just Like That, addio

Michael Patrick King ha annunciato la notizia pochi minuti fa.
“E così, all’improvviso… la narrazione in corso dell’universo di Sex And The City sta giungendo al termine. Mentre scrivevo l’ultimo episodio della terza stagione di And Just Like That, mi è diventato chiaro che questo sarebbe potuto essere un punto di arrivo meraviglioso. Insieme a Sarah Jessica Parker, Casey Bloys e Sarah Aubrey, abbiamo deciso di concludere la popolare serie quest’ann,o con un finale in due parti e di estendere l’ordine originale della serie da 10 a 12 episodi. SJP e io abbiamo rimandato l’annuncio fino ad ora perché non volevamo che la parola “finale” offuscasse il divertimento di guardare questa stagione. È con grande gratitudine che ringraziamo tutti gli spettatori che hanno lasciato entrare questi personaggi nelle loro case e nei loro cuori in questi tanti anni.”
Emozionante l’addio social di un’emozionata Sarah Jessica Parker, dedicato alla sua Carrie.
“Lei ha amato, perso, vinto, inciampato, saltato. È caduta in basso e nelle pozzanghere. È invecchiata, diventata più saggia. Ha preso le decisioni più difficili. Le decisioni peggiori e migliori. Ha viaggiato vicino e lontano. Ha cambiato casa, fuso orario, fidanzato, la sua mente, le sue scarpe, i suoi capelli, ma mai il suo amore e la sua devozione per New York. Ha avuto appuntamenti, drink, fidanzati, un marito e amori e storie d’amore davvero grandiose. Ha chiamato taxi, ha corso con i tacchi e ha ballato con Stanford. Ha detto la verità e ha mentito. Ha perdonato. È stata piantata in asso. È rimasta forte. Si è distinta. Si è dedicata a cappelli, libri, scarpe, amici e alla promessa di un nuovo giorno nella sua amata città e alle persone che amava di più. Ha indossato vergogna, orgoglio, onore, ottimismo e letteralmente innumerevoli abiti, gonne. Si è aggrappata a mani, speranze e alle persone migliori. Miranda, Samantha e Charlotte, non ci saranno mai amiche migliori e che grande fortuna per Carrie aver potuto conoscere e amare Seema e LTW, due nuove connessioni divine. Carrie Bradshaw ha dominato il mio cuore professionale per 27 anni. Credo di averla amata più di tutte. So che altri l’hanno amata proprio come me. Sono stata frustrata, condannata e ho fatto il tifo per lei. La sinfonia di tutte queste emozioni è stata la colonna sonora più bella e la compagna più importante. Perciò la più sentita e profonda gratitudine e il debito di una vita. A tutti voi. MPK e io abbiamo insieme riconosciuto, come abbiamo fatto in passato, che questo capitolo si è concluso. AJLT è stata tutta gioia, avventura, il più grande duro lavoro insieme al talento più straordinario di 380 persone, inclusi tutti i brillanti attori che si sono uniti a noi. Sto meglio grazie ad ogni singolo giorno trascorso con voi. Grazie a tutti. Vi amo così tanto. Spero che amiate questi ultimi due episodi tanto quanto noi“.

Sex and the City, trasmessa originariamente dal 1998 al 2004, ha riscritto la storia della serialità televisiva, tramutando Sarah Jessica Parker, Kim Cattrall, Kristin Davis e Cynthia Nixon in 4 icone. Nessuno sul piccolo schermo aveva mai così parlato di sesso, di relazioni, di donne. Venerata dalla comunità LGBTQIA+ mondiale, la serie HBO vinse tutto quello che c’era da vincere, compresi 7 Emmy e 8 Golden Globe, per poi approdare al Cinema con due film, nel 2008 e nel 2010.
Naufragata la 3a pellicola, causa infiniti dissidi tra la protagonista nonché produttrice Sarah Jessica Parker e Kim Cattrall, è nata dal niente la serie sequel And Just Like That, incapace di replicare il boom delle stagioni originali, seppur molto più inclusiva rispetto all’universo LGBTQIA+ con tanto di coming out di Miranda come donna queer. Ciò che si temeva, ovvero una conclusione annunciata e probabilmente inevitabile, visto il netto calo di qualità nella scrittura rispetto al passato e un’ostentata ricchezza che con il tempo si è fatta indigeribile tra infiniti abiti di marca, abitazioni da sogno e sfacciato product placement, è diventato realtà. Ancora due puntate e dir loro addio, eterne ragazze.
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