Durante gli Eurogames di Lione 2025, la più grande manifestazione sportiva LGBTQIA+ europea andata in scena dal 23 al 26 luglio, è stata condotta la ricerca Better in Colour, Better in Sports. Più di 500 persone provenienti da tutta Europa hanno partecipato a uno studio sulle pratiche di conversione, promosso nell’ambito della campagna Meglio a Colori da Gaynet insieme alla European Gay and Lesbian Sport Federation e ACT – Against Conversion Therapy, grazie al progetto europeo Connecting Spheres di Oxfam Italia.
Le cosiddette pratiche di conversione si manifestano in forme diverse e spesso brutali: possono consistere in sedute psicologiche coercitive, interventi medici non richiesti, esorcismi o forme di pressione mentale. Tutte condividono un presupposto errato e pericoloso: considerare l’omosessualità o l’identità di genere come disturbi da eliminare. Le Nazioni Unite le definiscono responsabili di gravi traumi fisici e psicologici, con conseguenze che possono durare per tutta la vita.
Agli EuroGames 2025 di Lione, la più grande manifestazione sportiva LGBTQIA+ europea, che ha riunito oltre 4.000 partecipanti da tutto il continente, è stata messa a punto una raccolta dati storica, i cui risultati saranno pubblicati in autunno e che punta a rafforzare la battaglia per il riconoscimento delle terapie riparative come forme di tortura. A raccontare a Gay.it il valore politico, culturale e umano di questa iniziativa è Rosario Coco, attivista e presidente di Gaynet, tra i promotori del progetto.

In questo articolo
- 1 EuroGames 2025: una ricerca per combattere le terapie di conversione
- 2 Dai dati alle storie: la campagna europea contro le pratiche di conversione
- 3 Un questionario condiviso per dare voce a tutta la comunità LGBTQIA+
- 4 Una legge per affermare diritti, non solo per vietare
- 5 Una battaglia per tuttə: unire il movimento e restituire speranza a chi è stato ferito
EuroGames 2025: una ricerca per combattere le terapie di conversione
Secondo l’Agenzia Europea per i Diritti Fondamentali (FRA), nel 2024 il 24% delle persone LGBTQIA+ in Europa ha subito almeno un tentativo di “conversione” volto a modificare il proprio orientamento sessuale o identità di genere. Agli EuroGames 2025 sono stato raccolti dati significativi e testimonianze che alimenteranno una campagna nazionale ed europea, promossa da Meglio a Colori e ACT – Against Conversion Therapies, per coinvolgere i comuni europei nella sottoscrizione di un Manifesto Municipale contro le pratiche riparative.
Visualizza questo post su Instagram
Dai dati alle storie: la campagna europea contro le pratiche di conversione
“Ci aspettiamo di raccogliere informazioni più dettagliate sulle discriminazioni subite da queste persone» spiega Rosario Coco. “Ci auguriamo in particolare che nello studio siano rappresentate persone trans, intersessuali e non binarie, per comprendere meglio il tipo di violenze – fisiche, verbali ma soprattutto psicologiche – che hanno affrontato. Il nostro interesse principale è indagare i tentativi di modificarne l’identità”.
Una distinzione fondamentale sarà quella tra chi ha subito soltanto pressioni o tentativi di conversione e chi, invece, è stato coinvolto in un vero e proprio percorso strutturato. “È importante capire quante persone siano state effettivamente sottoposte a pratiche di conversione”, aggiunge Coco.
L’obiettivo dello studio è ottenere dati concreti e raccogliere testimonianze dirette. Al momento, circa il 15% dei partecipanti ha risposto alla domanda aperta con una riflessione personale, e alcuni hanno lasciato un contatto per raccontare la propria esperienza in modo approfondito. I dati saranno analizzati dai professori Roberto Baiocco e Jessica Pistella dell’Università La Sapienza di Roma e presentati durante la conferenza annuale di ILGA, prevista per ottobre.
Nella seconda fase del progetto, le testimonianze raccolte daranno vita a una campagna di sensibilizzazione rivolta agli enti locali europei. L’obiettivo sarà quello di invitare le amministrazioni comunali ad aderire a un manifesto che promuove azioni concrete per contrastare le pratiche di conversione e tutelare i diritti delle persone LGBTQIA+. “Vogliamo coinvolgere i territori, partendo dall’attivazione che già esiste a livello europeo e rafforzandola con iniziative locali“, conclude Coco.
Un questionario condiviso per dare voce a tutta la comunità LGBTQIA+

Per costruire uno strumento d’indagine rispettoso e al tempo stesso capace di far emergere dati attendibili su un tema così delicato, il team ha seguito un percorso predefinito. “Abbiamo chiesto a chi supervisiona la ricerca di elaborare una prima bozza, poi abbiamo formato un gruppo di lavoro composto da persone esperte e attiviste. Abbiamo rivisto le domande, limato il linguaggio e discusso a lungo“, racconta Coco.
Il questionario è stato somministrato durante gli EuroGames, non tanto per indagare il contesto sportivo in sé, quanto per raggiungere un campione ritenuto rappresentativo della comunità LGBTQIA+. L’indagine era infatti aperta non solo agli atleti, ma anche a spettatori, accompagnatori, fan e persino a persone eterosessuali e cisgender.
Scegliere gli EuroGames non è stata solo una questione organizzativa, ma anche una scelta dal forte valore simbolico e politico. “Lavoriamo su un terreno spesso attaccato dai nostri avversari, ma che riguarda l’intera comunità: lo sport non è solo competizione o prestazione, è soprattutto diritto all’attività fisica“, sottolinea Coco.
Per questo il campione coinvolto è stato ampio e variegato: “Abbiamo intercettato persone che praticano sport a ogni livello, anche chi normalmente non partecipa alla vita politica delle associazioni. È stato un modo per restituire voce e visibilità a soggettività spesso invisibili, persino all’interno della nostra stessa comunità“, conclude.
Visualizza questo post su Instagram
Una legge per affermare diritti, non solo per vietare
L’iniziativa dei cittadini europei (ECI), che in Italia ha già superato le 60.000 firme validate dal Ministero dell’Interno, dimostra quanto sia urgente una legge nazionale che metta al bando le pratiche di conversione, sempre più riconosciute come vere e proprie forme di tortura, sia psicologica sia fisica. In questa direzione si inserisce anche il lavoro di Gaynet con la campagna Meglio a Colori, che promuove una proposta di legge già resa pubblica e attualmente in fase di revisione in collaborazione con l’Associazione Italiana di Psicologia. “Stiamo lavorando a questo testo e valutando anche la possibilità di proporlo come legge di iniziativa popolare“, anticipa Rosario Coco. “Non si tratta solo di vietare, ma di affermare un valore culturale profondo: una legge contro le pratiche di conversione serve a ribadire che ogni persona ha il diritto di vivere liberamente il proprio orientamento sessuale e la propria identità di genere“.
Secondo Coco, un buon impianto normativo deve anche offrire protezione specifica alle persone trans, tutelandole dal rischio di esclusione e da ogni forma di manipolazione. Un aspetto cruciale, soprattutto per contrastare le derive trans-escludenti che cercano di equiparare i percorsi di affermazione di genere a pratiche coercitive.
Visualizza questo post su Instagram
Una battaglia per tuttə: unire il movimento e restituire speranza a chi è stato ferito

Per Rosario Coco, la lotta contro le pratiche di conversione non è soltanto un’urgenza sul piano dei diritti umani, ma rappresenta anche una sfida strategica per rafforzare l’intera agenda LGBTQIA+. “Sono convinto che questa battaglia possa aiutarci a costruire fondamenta più solide per tutte le rivendicazioni del nostro movimento” spiega il presidente dei Gaynet a Gay.it.
Una battaglia di lungo periodo, che sia in grado di creare alleanze e ricomporre le diverse anime della comunità, opponendosi con determinazione alle ideologie che, come sta accadendo negli Stati Uniti, puntano a smantellare diritti conquistati con fatica.
A chi ha subito – o sta ancora subendo – queste violenze, siano esse psicologiche o fisiche, Coco rivolge un messaggio di speranza:
“Auguro a ciascuna e ciascuno di riuscire ad abbracciare la pienezza della vita, in tutte le sue sfumature. Non è mai troppo tardi per farlo”.
© Riproduzione riservata.

Cosa ne pensi?