Osceni insulti omofobi ai danni di un 17enne, in pubblico, nel cuore della movida della Brianza.
Sette giorni fa Edoardo, 17 anni, è in centro con alcune amiche. Decidono di sedersi in un bar di Monza. La cameriera, sottolinea Edoardo al quotidiano PrimaMonza, non è particolarmente cordiale. Il gruppetto ordina da bere e la giovane porta loro lo scontrino, precisando subito che “non si accettano conti separati“.
Il caso del caffè omofobo di Monza
Edoardo e le amiche pagano e aspettano il resto. La cameriera torna e lo “lancia sul tavolo”. “Peccato che mancasse un euro e 50“. Edoardo lo fa notare, la cameriera rientra, esce nuovamente e “lancia sul tavolo solo 50 centesimi“. A quel punto Edoardo insiste, la cameriera risponde bruscamente e lancia l’ultimo euro di resto. Il titolare del bar assiste alla scena, si avvicina al tavolo e pur prendendo le difese della sua dipendente sembrerebbe inizialmente propenso a stemperare i toni.
“Nel frattempo è arrivato un altro nostro amico che si è seduto e ha ordinato una bibita. Vista la non proprio positiva esperienza gli ho detto di stare attento poi al resto”.
Questa frase viene sentita dal titolare e succede il putiferio.
“Si è voltato e ha cominciato a riempirmi di parolacce e insulti anche omofobi, avvicinandosi pure troppo alla mia faccia, nemmeno fossi un suo conoscente”, ha denunciato Edoardo. “Mi ha detto “scemotto del ca**o, cogli*ne, fr*cio di merd*, ora chiamo i tuoi genitori così gli chiediamo cosa ne pensano”, intimandoci poi di alzarci e andarcene. Gli ho detto che ce ne saremo andati nel momento in cui avessimo finito di bere quanto già pagato. Ma nulla, alla fine abbiamo desistito e siamo usciti dal locale“.

Tornato a casa Edoardo, ferito da quanto avvenuto, ha raccontato tutto ai genitori.
“Siamo tutti così scioccati da quello che è accaduto. Sono frasi inaccettabili, anche se rivolte a un ragazzo ancora minorenne. Non si possono trattare così le persone“, ha sottolineato la mamma del 17enne, che via social ha aggiunto:
“Un insulto omofobo non è mai solo una parola. È una ferita. È violenza. È intollerabile. Mi è successo. E succede ancora. Troppo spesso. Nel silenzio. Nella normalizzazione. Come se fosse “uno sfogo”, “una battuta”, “una reazione”. No. Non lo è. Non si urla “fro di mea” a un ragazzo di 17 anni. Non si può giustificare l’odio. Mai. L’omofobia è reale. L’indifferenza la protegge. Il silenzio la alimenta. Parlarne non è vittimismo. È resistenza. È necessario. Ogni persona merita rispetto. A qualsiasi età, in qualsiasi luogo, in qualsiasi momento. Chiunque ami“.
Il precedente del 2019
Lo stesso bar in cui Edoardo è stato insultato venne travolto da un simile caso, nel 2019. All’epoca un cliente lasciò una recensione negativa del locale su Google e venne contattato via social, in privato, dal titolare, che lo minacciò e riempì di insulti omofobi, precisando di non “tollerare i culatt*i, fr*ci. e simili, e qualsiasi devianza analoga, i quali mi fanno letteralmente rivoltare, rigurgitare. E che quindi, non ho solo interesse a non rivedere, ma non appena ne avverto la malaugurata percezione nei dintorni, mi auguri che si levino al più presto di torno. E che spariscano dalla mia vista“.
Rete Brianza Pride rispose organizzando un “kiss mob” in piazza davanti alla struttura.
L’intervento della politica brianzola
Il caso omofobia che ha coinvolto Edoardo è diventato anche politico. Il PD Monza Brianza ha parlato di un “comportamento vile e inaccettabile, ancora più grave perché rivolto a un minorenne“.
Se l’Amministrazione di centrosinistra di Monza, in collaborazione con Brianza Oltre l’Arcobaleno, ha aperto il Punto Arcobaleno, sportello gratuito di ascolto e supporto per le persone LGBTQIA+ e le loro famiglie, attivo dal 4 giugno al Centro Civico Liberthub con reperibilità 24/7, le amministrazioni di centrodestra di Besana Brianza e di Arcore hanno negato i rispettivi patrocini al Brianza Pride, che si svolgerà il 27 settembre proprio ad Arcore.
“La dignità delle persone – soprattutto dei più giovani – deve essere sempre al centro dell’azione pubblica con coraggio politico e civico“, hanno rimarcato Davide Usai e Lorenzo Sala del Pd Monzia Brianza. “Nel 2025 episodi del genere non possono e non devono più accadere. La politica ha il dovere di costruire inclusione, non di alimentare discriminazioni“.
Al fianco di Edoardo si è stretto anche Più Europa Monza, che ha definito “intollerabile l’intolleranza. Episodi come questo accadono ogni giorno in tante città italiane e dimostrano quanto sia ancora lunga la strada per costruire una società in cui ciascuno possa essere liberamente se stesso, senza paura di discriminazioni o violenze. Anche per questo riteniamo che i Pride siano momenti politici importanti e ribadiamo la nostra adesione al Brianza Pride ad Arcore il 27 settembre. Condanniamo con fermezza quanto accaduto e chiediamo che tutte le forze politiche della città lo facciano con chiarezza“.

