La Spezia, imprenditore aggredito nel vigneto del marito: tentato stupro, percosse e minacce. Atto omofobo?

Giuseppe Luciano Aieta, imprenditore e marito di Davide Zoppi, aggredito nel vigneto a Bonassola (La Spezia). Indagini in corso: possibile matrice omofoba. "Non è un episodio isolato".

Ascolta:
0:00
-
0:00
Aggressione all'imprenditore Giuseppe Luciano Aieta
Aggressione all'imprenditore Giuseppe Luciano Aieta
3 min. di lettura

Un pomeriggio di paura nelle colline di Bonassola, in provincia de La Spezia. Giuseppe Luciano Aieta, 43 anni, imprenditore lombardo, è stato aggredito brutalmente mentre lavorava nel vigneto dell’agriturismo Cà du Ferrà, di proprietà del marito Davide Zoppi, 38 anni. Un uomo con il volto coperto da un passamontagna e armato di coltello lo ha colpito e scaraventato a terra, provocandogli ferite alla testa e alle spalle. Secondo le prime ricostruzioni, l’aggressore non era solo: una seconda persona lo avrebbe atteso poco distante, facendo da ‘palo’. Mentre le indagini sono in corso, non si esclude la matrice omofoba dietro la brutale aggressione.

Davide Zoppi e Giuseppe Luciano Aieta
Davide Zoppi e Giuseppe Luciano Aieta

La Spezia, aggressione all’imprenditore Giuseppe Luciano Aieta

A raccontare i dettagli dell’aggressione è stato proprio Davide Zoppi, marito della vittima, che in una lunga lettera pubblicata su Facebook ha parlato di “percosse, minacce con un’arma, immobilizzazione e un tentativo di violenza che mai avremmo immaginato di dover subire nella nostra terra, tra le nostre colline”.

Il marito ha denunciato un clima di ostilità che da oltre un anno e mezzo circonda la coppia: “Un clima fatto di pressioni, rancori, atti persecutori e tentativi di delegittimazione personale e professionale”, ed ha precisato: “Questa aggressione non è un episodio isolato”.

Il racconto del marito

Al Corriere della Sera, il marito dell’imprenditore ha raccontato i momenti drammatici dell’aggressione, avvenuta lo scorso 13 agosto, mentre Giuseppe Luciano Aieta lavorava tra le vigne della tenuta. L’uomo sarebbe stato sorpreso alle spalle da un uomo con un passamontagna:

“È stato aggredito alla schiena con un coltello ed è stato gettato andato a terra. Poi questa persona ha provato ad abbassarsi i pantaloni per tentare una violenza sessuale. Alle resistenze di Giuseppe, l’aggressore l’ha condotto poco lontano, minacciandolo con la lama, e l’ha legato e imbavagliato al palo di una vigna”.

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

A mettere in fuga l’aggressore, sarebbe stato il fortuito arrivo di un probabile vicino, giunto con la sua Apecar.

Indagini in corso: possibile matrice omofoba

La coppia ha sporto denuncia ai carabinieri, assistita dall’avvocato Davide Leggi del Foro di Roma. “Un episodio di violenza pura – ha dichiarato il legale al quotidiano La Nazioneal momento non possiamo escludere la matrice omofoba”.

L’aggressione infatti si inserisce in un contesto di tensione che la coppia stessa descrive come pesante e persecutorio. Le indagini restano aperte a più piste, ma l’ipotesi di un atto a sfondo omofobo non è esclusa.

“Abbiamo denunciato tutto alle autorità competenti, che stanno già operando per accertare i fatti e individuare i responsabili. Confidiamo pienamente nella giustizia e chiediamo che chi ha commesso o ha contribuito a qualsiasi titolo a commettere questo gesto venga punito con la massima severità”, ha aggiunto Zoppi al CorSera.

La storia di Giuseppe e Davide

Davide Zoppi e Giuseppe Luciano Aieta

La storia di Giuseppe Luciano Aieta e Davide Zoppi è nota sul territorio: insieme dal 2007, nel 2016 hanno celebrato la prima unione civile registrata in Riviera, diventando un simbolo di visibilità e diritti LGBTQIA+. Negli anni hanno recuperato ettari di terra incolta trasformandoli in un’attività agricola di successo, esempio di coraggio e passione per il territorio.

Solidarietà dalla comunità locale

Nonostante la paura e le ferite, Aieta e Zoppi ribadiscono la loro determinazione a continuare a vivere alla luce del sole. “In tanti ci avete scritto, chiamato, abbracciato – ha sottolineato Zoppi – questo ci dà la forza per andare avanti e per non sentirci soli”.

La comunità di Bonassola si è stretta intorno alla coppia, riconoscendo che l’aggressione non rappresenta solo un attacco a due persone, ma ai valori di civiltà e convivenza che tengono insieme una comunità.

“Chiediamo a tutti di non rimanere indifferenti – ha aggiunto Zoppi sui social – Questo non è solo un attacco a noi due – hanno concluso -, è un attacco ai valori di civiltà che tengono insieme una Comunità. È tempo che Bonassola scelga da che parte stare: dalla parte del rispetto, della giustizia, della libertà”.

© Riproduzione riservata.

Mi piace
Commenta
Salva
Condividi

Partecipa alla discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.