Un pomeriggio di paura nelle colline di Bonassola, in provincia de La Spezia. Giuseppe Luciano Aieta, 43 anni, imprenditore lombardo, è stato aggredito brutalmente mentre lavorava nel vigneto dell’agriturismo Cà du Ferrà, di proprietà del marito Davide Zoppi, 38 anni. Un uomo con il volto coperto da un passamontagna e armato di coltello lo ha colpito e scaraventato a terra, provocandogli ferite alla testa e alle spalle. Secondo le prime ricostruzioni, l’aggressore non era solo: una seconda persona lo avrebbe atteso poco distante, facendo da ‘palo’. Mentre le indagini sono in corso, non si esclude la matrice omofoba dietro la brutale aggressione.

La Spezia, aggressione all’imprenditore Giuseppe Luciano Aieta
A raccontare i dettagli dell’aggressione è stato proprio Davide Zoppi, marito della vittima, che in una lunga lettera pubblicata su Facebook ha parlato di “percosse, minacce con un’arma, immobilizzazione e un tentativo di violenza che mai avremmo immaginato di dover subire nella nostra terra, tra le nostre colline”.
Il marito ha denunciato un clima di ostilità che da oltre un anno e mezzo circonda la coppia: “Un clima fatto di pressioni, rancori, atti persecutori e tentativi di delegittimazione personale e professionale”, ed ha precisato: “Questa aggressione non è un episodio isolato”.
Il racconto del marito
Al Corriere della Sera, il marito dell’imprenditore ha raccontato i momenti drammatici dell’aggressione, avvenuta lo scorso 13 agosto, mentre Giuseppe Luciano Aieta lavorava tra le vigne della tenuta. L’uomo sarebbe stato sorpreso alle spalle da un uomo con un passamontagna:
“È stato aggredito alla schiena con un coltello ed è stato gettato andato a terra. Poi questa persona ha provato ad abbassarsi i pantaloni per tentare una violenza sessuale. Alle resistenze di Giuseppe, l’aggressore l’ha condotto poco lontano, minacciandolo con la lama, e l’ha legato e imbavagliato al palo di una vigna”.
A mettere in fuga l’aggressore, sarebbe stato il fortuito arrivo di un probabile vicino, giunto con la sua Apecar.
Indagini in corso: possibile matrice omofoba
La coppia ha sporto denuncia ai carabinieri, assistita dall’avvocato Davide Leggi del Foro di Roma. “Un episodio di violenza pura – ha dichiarato il legale al quotidiano La Nazione – al momento non possiamo escludere la matrice omofoba”.
L’aggressione infatti si inserisce in un contesto di tensione che la coppia stessa descrive come pesante e persecutorio. Le indagini restano aperte a più piste, ma l’ipotesi di un atto a sfondo omofobo non è esclusa.
“Abbiamo denunciato tutto alle autorità competenti, che stanno già operando per accertare i fatti e individuare i responsabili. Confidiamo pienamente nella giustizia e chiediamo che chi ha commesso o ha contribuito a qualsiasi titolo a commettere questo gesto venga punito con la massima severità”, ha aggiunto Zoppi al CorSera.
La storia di Giuseppe e Davide
La storia di Giuseppe Luciano Aieta e Davide Zoppi è nota sul territorio: insieme dal 2007, nel 2016 hanno celebrato la prima unione civile registrata in Riviera, diventando un simbolo di visibilità e diritti LGBTQIA+. Negli anni hanno recuperato ettari di terra incolta trasformandoli in un’attività agricola di successo, esempio di coraggio e passione per il territorio.
Solidarietà dalla comunità locale
Nonostante la paura e le ferite, Aieta e Zoppi ribadiscono la loro determinazione a continuare a vivere alla luce del sole. “In tanti ci avete scritto, chiamato, abbracciato – ha sottolineato Zoppi – questo ci dà la forza per andare avanti e per non sentirci soli”.
La comunità di Bonassola si è stretta intorno alla coppia, riconoscendo che l’aggressione non rappresenta solo un attacco a due persone, ma ai valori di civiltà e convivenza che tengono insieme una comunità.
“Chiediamo a tutti di non rimanere indifferenti – ha aggiunto Zoppi sui social – Questo non è solo un attacco a noi due – hanno concluso -, è un attacco ai valori di civiltà che tengono insieme una Comunità. È tempo che Bonassola scelga da che parte stare: dalla parte del rispetto, della giustizia, della libertà”.

