Alghero, scritta omofoba in ospedale: “Fr*cio” nell’armadietto di un dipendente

Ad Alghero un dipendente ospedaliero trova una scritta omofoba nel suo armadietto. Il sindacato denuncia: “Fatto inqualificabile, servono tutele”.

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Scritta omofoba all'ospedale di Alghero
Scritta omofoba all'ospedale di Alghero
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Un nuovo grave episodio di omofobia si è verificato all’interno dell’Ospedale Civile di Alghero, dove un dipendente ha trovato una scritta omofoba incisa all’interno del proprio armadietto. La vicenda, denunciata dal sindacato Uil Fpl, riaccende l’attenzione sulla necessità di garantire ambienti di lavoro sicuri, inclusivi e rispettosi della dignità di ogni persona.

Scritta omofoba nell'ospedale di Alghero
Scritta omofoba nell’ospedale di Alghero

Scritta omofoba all’Ospedale Civile di Alghero

Nei giorni scorsi, un lavoratore del comparto sanitario dell’Ospedale Civile di Alghero ha scoperto un messaggio offensivo di matrice omofoba inciso all’interno del suo armadietto personale: “Fr*cio”.

Si tratta, secondo quanto riportato da AlgheroLive.it, dell’ennesimo episodio di ostilità e discriminazione subìto dal dipendente, che in passato era stato già vittima di episodi simili.

La scritta non è stata solo percepita come un atto di bullismo o di cattivo gusto, ma come un grave gesto omofobo e lesivo della dignità della persona, tanto da configurare anche possibili profili di rilevanza penale.

La denuncia del sindacato Uil Fpl

A portare il caso alla luce è stato il sindacato Uil Fpl, che ha espresso una ferma condanna per l’accaduto. Il sindacalista Antonio Oscar Campus ha definito l’accaduto “Un fatto inqualificabile, che non può essere minimizzato né tollerato”.

La Uil Fpl ha chiesto prontamente un intervento urgente da parte dell’Azienda, al fine di “tutelare la persona coinvolta e garantire un ambiente di lavoro sicuro e rispettoso per tutti”.

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Il sindacato, dunque, oltre a denunciare l’accaduto, ha chiesto all’Azienda sanitaria di attivarsi con misure immediate, non solo per proteggere il dipendente, ma anche per inviare un messaggio chiaro a tutto il personale: l’omofobia non sarà mai accettata né sottovalutata.

La risposta interna: “farsi scivolare la cosa addosso”

Secondo quanto riportato dal lavoratore vittima di omofobia, in occasione di segnalazioni precedenti fatte ai referenti interni, la risposta ricevuta sarebbe stata di “farsi scivolare la cosa addosso”.

Un atteggiamento che ha contribuito ad aumentare il senso di isolamento e disagio della persona coinvolta, che pur non avendo mai presentato segnalazioni scritte, aveva reso noti verbalmente gli episodi offensivi nei suoi confronti.

Frasi come quella avanzata dai referenti interni dell’ospedale, apparentemente volte a smorzare la tensione, in realtà finiscono per legittimare e normalizzare la discriminazione, lasciando le vittime senza reali strumenti di difesa.

Le richieste di tutela: spostamento temporaneo e sicurezza sul lavoro

Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, a seguito della denuncia, ha richiesto lo spostamento temporaneo del dipendente in via cautelativa, per allontanarlo da un ambiente che potrebbe risultare ostile e psicologicamente dannoso.

Si tratta di una misura straordinaria ma necessaria, in attesa che l’Azienda sanitaria adotti provvedimenti concreti per accertare le responsabilità e prevenire episodi simili in futuro.

© Riproduzione riservata.

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