Vivian Wilson, la figlia trans di Elon Musk: “Non ho un’eredità e non mi interessa la sua ricchezza. Voglio solo essere normale”

Vivian Wilson, figlia trans di Elon Musk, racconta la sua vita lontano dal padre ed il suo desiderio di normalità: "La gente pensa che io sia ricca. Non ho centinaia di migliaia di dollari da spendere".

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Elon Musk e sua figlia trans Vivian Wilson
Elon Musk e sua figlia trans Vivian Wilson
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Vivian Wilson, 21 anni, è la primogenita del miliardario Elon Musk e della scrittrice Justine Wilson. Nonostante il padre sia il simbolo di una crociata pubblica contro le persone trans, lei cerca semplicemente di vivere la propria vita, costruirsi un futuro e non essere definita soltanto dal cognome che ha deciso di abbandonare.

vivian wilson

Vivian Wilson si racconta: “Mi sento un’adulta, ma nessuno mi considera tale”

In una recente intervista rilasciata a The Cut, Vivian Wilson ha mostrato subito la sua ironia e fragilità. “A volte posso sembrare chiusa. Ho meno energia sociale rispetto alla maggior parte delle persone”, confessa, parlando di sè.

La giovane racconta di vivere di cibo da asporto, passare notti insonni guardando Hunger Games, amare i videogiochi, il K-pop e Drag Race. Con sincerità aggiunge: “Mi sento un’adulta, ma ho l’impressione che gli altri non mi considerino tale. È irritante”.

L’adolescenza e il coming out come persona trans

Vivian è la prima di (almeno) 14 figli di Musk. Dopo il divorzio dei genitori, ha frequentato scuole particolari: dalla sperimentale Ad Astra, creata dal padre per i figli dei dipendenti SpaceX, fino alla prestigiosa Crossroads School di Santa Monica.

A 16 anni fa coming out come persona trans: “Avevo una disforia di genere davvero, davvero, davvero – non posso sottolineare abbastanza quanti “davvero” servano – davvero fott*tamente brutta”, dice.

Prima si fa chiamare Jenna, poi sceglie il nome Vivian, ispirandosi a un personaggio del videogioco Paladins. Quando nel 2022 compie 18 anni, chiede formalmente al tribunale di rinunciare al cognome paterno: “Non vivo più con il mio padre biologico e non desidero essere imparentata con lui in nessun modo, forma o misura”.

Elon Musk e la rottura definitiva

Elon Musk saluto romano nazista

All’inizio, Elon Musk sembra rispettare la sua decisione: “Non vuole essere una figura pubblica. Credo sia importante difendere il suo diritto alla privacy”, aveva detto.

Ma nel tempo la situazione peggiora. Nel 2023, la biografia di Walter Isaacson racconta un rapporto molto teso. Nel 2024, durante un’intervista a Jordan Peterson, Musk chiamò sua figlia con il suo dead name sostenendo che fosse stata “uccisa dal virus woke della mente”.

Nonostante le ingenti donazioni del padre a politici repubblicani impegnati in campagne anti-trans, Vivian scelse di rispondere con coraggio. Su Threads scrisse: “L’ultima volta che ho controllato, non ero morta. Non mi interessano le opinioni di chi sta sotto di me. Evidentemente Elon non può dire lo stesso perché, in un delirio da ketamina, è disperato di ricevere attenzioni e validazione da un esercito di incel degenerati e pick-me pronti a dargliele”.

“Era rabbia repressa. È stato liberatorio”

Nel 2024 Vivian concede anche la sua prima intervista televisiva, in cui definisce Musk “facile all’ira”, “menefreghista” e “narcisista”. Ammette però di aver pianto per tutta la durata dell’intervista: “Erano anni di energia accumulata. Dovevo tirarla fuori. È stato fott*tamente liberatorio”.

Non tutti hanno accolto bene le sue parole. Online è stata bersagliata da troll e messaggi inquietanti. “La gente può essere davvero inquietante, soprattutto riguardo al mio corpo. Dicono le cose più disgustose e fuori di testa su cosa mi farebbero. Mi fa sentire sporca”.

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Il sogno di indipendenza

Determinata a costruirsi un futuro senza dipendere dal padre – che nel corso dell’intervista non chiama mai per nome, né ‘papà’ -, Vivian studia lingue in Québec e in Giappone. Ha imparato coreano, cinese, giapponese e spagnolo. “Migliorare visibilmente in una lingua è la cosa più gratificante che abbia mai fatto. Poter parlare con qualcuno che non conosce l’inglese è fottutamente incredibile”.

Dopo un anno e mezzo decide di lasciare l’università: “Non mi manca fare i compiti. Tutti usavano l’IA. Mi ha tolto la motivazione”, ammette.

Ora progetta di iscriversi a un community college a Los Angeles. Tuttavia ammette: “L’università è costosa, non ho un’eredità”. Nonostante sia la figlia dell’uomo più ricco del mondo, Wilson sembra preoccuparsi spesso di soldi. “La gente pensa che io sia ricca. Non ho centinaia di migliaia di dollari da spendere. L’altro ha una ricchezza inimmaginabile. Per me, vivere con tre coinquilini è più economico”.

Vivian, inoltre, non aspira affatto a diventare ricca: “Posso permettermi il cibo. Ho amici, una casa e qualche soldo da spendere, che è già molto più di tanti miei coetanei a Los Angeles”.

Dalla moda al drag: una carriera in costruzione

Parallelamente, Vivian Wilson inizia a esplorare il mondo della moda e dello spettacolo. Ha già firmato collaborazioni con brand queer e gender-inclusive come Boy Smells, TomBoyX e Wildfang.

Racconta con entusiasmo il suo debutto drag nello show della queen Pattie Gonia: “Ho provato emozioni indescrivibili. È stato fottutamente incredibile. Emozionante al punto che per una volta mi importava davvero di fare bene”.

Alta un metro e ottanta, con lunghi capelli biondi, Vivian sembra avere tutte le carte in regola per una carriera nel modeling. Ma ribadisce che il suo obiettivo resta vivere una vita il più possibile normale.

Nonostante l’attenzione mediatica, Vivian riflette con lucidità: “Non sono brava a essere famosa. È una competenza. Ho lottato tanto per essere vista come una persona normale”.

Anche episodi banali, come il cassiere di un negozio che la riconosce come “la figlia di Elon”, la riportano sempre al peso del cognome. Con un misto di ironia e insofferenza ammette: “Non sono brava a essere famosa. È una competenza. Ho dovuto lottare per essere vista come una persona normale”.

Vivian Wilson rappresenta una nuova generazione di giovani persone trans che vogliono decidere da sole chi essere, senza essere ridotte al ruolo di simbolo o bandiera. “Ovviamente sto ancora scoprendo chi sono e cosa voglio. Vorrei che la gente mi conoscesse per altro, non solo per l’ovvio”, confida.

 

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