Mix Milano 2025, ecco tutti i film LGBTQIA+ in programma. Paola Iezzi Premio More Love

4 giorni di grandi pellicole, esclusive anteprime provenienti da tutto il mondo, incontri con artistə, registə, scrittori e scrittrici, djset, musica live e stand up comedy. È il MiX Festival Internazionale di Cinema LGBTQ+

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Cherub di Devin Shears
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È tutto pronto per il 39° MiX Festival Internazionale di Cinema LGBTQ+ e Cultura Queer di Milano, che tornerà ad illuminare la città dal 18 al 21 settembre con la migliore cinematografia queer mondiale tra il Piccolo Teatro Strehler e il suo Sagrato, la Casa di Quartiere Garibaldi e, per la prima volta, il Cinema Arlecchino.

Sotto la nuova direzione artistica di Lara Vespari e Federico Manzionna, l’edizione 2025 si muove all’insegna del claim-manifesto “ACTION!”, parola chiave che guiderà una quattro giorni di grandi pellicole, esclusive anteprime provenienti da tutto il mondo, incontri con artistə, registə, scrittori e scrittrici, djset, musica live e stand up comedy.

MiX Festival 2025 celebra Paola Iezzi

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Special guest della cerimonia di apertura – giovedì 18 settembre, ore 20.30, al Piccolo Teatro Strehler – condotta da Manola Moslehi, sarà Paola Iezzi. La cantante riceverà il Premio More Love, riconoscimento che il MiX assegna a figure dello spettacolo, della cultura e della società civile distintesi per l’impegno nel dare voce e visibilità alle tematiche LGBTQ+. Durante la serata ci sarà il saluto istituzionale dell’Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Tommaso Sacchi, e l’esibizione live di alcuni performer di Italy Bares, il noto charity show che sensibilizza contro ogni forma di stigma e pregiudizio, con la partecipazione di Gabriele Foschi, Alice Grasso, Edoardo Zedda e le coreografie di Giammarco Capogna, Anna Rita Larghi e Thomas Signorelli.

A seguire, l’anteprima italiana di Dreams in Nightmares, nuovo lavoro della regista statunitense Shatara Michelle Ford, presentato alla Berlinale 2025, sezione Panorama, e riconosciuto come uno dei titoli più originali della stagione: un road movie queer che intreccia realismo e dimensione onirica per raccontare un viaggio fisico ed emotivo di tre donne nere queer in giro attraverso il cuore dell’America, alla ricerca della loro amica.

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A chiudere il festival – domenica 21 settembre, ore 20.30, al Piccolo Teatro Strehler – sarà un’altra anteprima italiana, fuori concorso, Une vie rêvée (Somewhere in Love) di Morgan Simon, con Valeria Bruni Tedeschi nel ruolo principale di Nicole, una donna di 52 anni, disoccupata e indebitata, sola con il figlio adolescente Serge in una banlieue parigina. Una commedia agrodolce che esplora con sottigliezza e umorismo la resilienza di fronte alle difficoltà della vita, mantenendo uno sguardo senza compromessi sulla precarietà e sui rapporti familiari, pur lasciando spazio a un barlume di speranza. Con una Valeria Bruni Tedeschi ai massimi livelli, qui affiancata dagli altrettanto bravi Félix Lefebvre (Été 85 – Estate ’85) nel ruolo del figlio, e da Lubna Azabal (Incendies – La donna che canta) in quello dell’amica.

A precedere la proiezione la cerimonia di chiusura con l’annuncio di tutti i film vincitori, co-condotta dal comico Pierluca Mariti, ora su Prime Video nel cast della prima stagione di Red Carpet – Vip al tappeto, e da Simonetta Musitano, attrice comica, doppiatrice e stand-up comedian, tra gli ospiti fissi di Comedy Central e Propaganda Live. Durante la serata anche il live intimo e potente di Emma Nolde, uno dei nomi più interessanti del nuovo cantautorato italiano.

Tre concorsi e decine di pellicole per il MiX Festival 2025

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Come sempre, nucleo centrale del festival rimangono i tre concorsi internazionali dedicati a lungometraggi, cortometraggi e documentari, che quest’anno presentano una trentina di titoli, quasi tutti in anteprima italiana, focalizzati su tematiche che, pur mettendo al centro lo sguardo e le voci LGBTQ+, affrontano questioni universali, raccontando storie capaci di toccare tuttə.

Nel Concorso Lungometraggi spiccano le anteprime italiane di: A natureza das coisas invisíveis (The Nature of Invisible Things) della brasiliana Rafaela Camelo – film d’apertura della Berlinale Generation Kplus e vincitore del premio per la Miglior Opera Prima al Frameline49 LGBTQ+ Film Festival di San Francisco – storia dell’amicizia tra Gloria, bambina trapiantata di cuore, e Sofia, bambina transgender, che si incontrano tra le corsie di un ospedale, e unite dal desiderio di fuga e dalla capacità di vedere l’invisibile, affrontano insieme morte, identità e famiglia con la leggerezza del realismo magico; Cherub, sorprendente esordio alla regia di Devin Shears, un racconto delicato di desiderio e di rinascita, senza dialoghi, con al centro un uomo solo e invisibile, con un corpo grasso, che trova una nuova prospettiva di vita quando invia il suo autoritratto a una rivista gay; 3670, altro intenso esordio alla regia firmato da Park Joon-ho e ambientato a Seoul, con protagonista un giovane disertore nord-coreano che scopre per la prima volta la libertà di amare e il calore di una comunità che lo accoglie. Da segnalare, non in anteprima italiana, Sad Jokes di Fabian Stumm, che sarà ospite del festival, commedia tragicomica che indaga con autenticità tutta l’ambiguità e la bellezza delle relazioni contemporanee.

Tra i documentari si distinguono, sempre in anteprima italiana, il pluripremiato documentario tedesco House With a Voice, firmato da Kristine Nrecaj e Birthe Templin, anche loro ospiti del festival, un ritratto intimo e profondo – presentato in collaborazione con Immaginaria International Film Festival of Lesbians & Other Rebellious Women – di sei Burrneshas, donne albanesi che, per motivi diversi, hanno scelto di vivere come uomini, un lavoro che sfida gli stereotipi e invita a riflettere sulla condizione delle donne; Niñxs dello spagnolo attivista e transfemminista Kani Lapuerta, presentato in prima mondiale a Visions du Réel, un viaggio, frutto di 8 anni di riprese, nella vita della oggi quindicenne Karla che racconta con sincerità il suo percorso di crescita e transizione di genere; e Fatherhood, documentario diretto dai norvegesi Even G. Benestad e August B. Hanssen, che segue Kristopher, David e Sindre, tre uomini in una relazione poliamorosa che aspettano il loro primo figlio dove Kristopher, uomo transgender che sarà il padre biologico, rappresenta un caso pionieristico in Norvegia dopo anni di sterilizzazioni forzate.

Non anteprima italiana ma sicuramente da non perdere il Queer Lion di Venezia 2024, Alma del desierto della colombiana Mónica Taboada -Tapia, incredibile storia di Georgina, una donna transgender Wayúu, che lotta per la propria identità e il proprio riconoscimento, una storia potente sulle tematiche di identità di genere, etnia e diritti civili.

Infine, nella sempre corposa sezione dei cortometraggi raggruppati quest’anno sotto il titolo di “Mini MIX – Short & Proud”, merita ricordare Marina di Paoli De Luca, fresco vincitore del Premio Miglior Cortometraggio alla SIC@SIC dell’82a Mostra del Cinema di Venezia, un coming of age che mette al centro temi universali e profondamente attuali come l’amicizia, la crescita e la ricerca della propria identità; La fille qui explose (The Exploding Girl ) del duo Caroline Poggi e Jonathan Vinel, già vincitori del Premio del Pubblico al MiX 2024 con il lungometraggio Eat the night, quest’anno presenti con un corto di animazione con protagonista una ragazza che esplode in continuazione, anche sette volte al giorno, una potente metafora dell’ansia costante e della rabbia interiore della Generazione Z; e l’anteprima italiana di Erion di Marius Gabriel Stancu che racconta la prima estate queer del protagonista, interpretato dall’astro nascente del cinema italiano Vincenzo Crea.

Le giurie del MiX Festival 2025

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I direttori artistici Federico Manzionna e Lara Vespari

A decretare i film vincitori tre giurie internazionali composte da personalità del mondo cinema, dell’arte e della cultura.

La regista, sceneggiatrice e produttrice Laura Luchetti (Fiore gemello, Sugarlove, La bella estate, e per Netflix un episodio de Il Gattopardo) presiederà la giuria che assegnerà il premio al Miglior Lungometraggio, insieme al regista, produttore, scrittore, sceneggiatore Fabio Mollo (Nata per te, My soul summer) e allə Head of Programming di MiX Festival CPH di Copenaghen Ebrar Bahçivan.

La documentarista russa Agniia Galdanova (Queendom), invece, presiederà la giuria che giudicherà il Miglior Documentario, insieme a Jonathan Zenti, audio e podcast designer, e Carlotta Coppo, filosofa e antropologa di formazione, fotografa di professione.

La giuria che valuterà il Miglior Cortometraggio, sarà, infine, presieduta dall’attore, autore e attivista LGBTQ+ Pietro Turano (Skam Italia, autore del podcast Eclissi Talk, consigliere nazionale di Arcigay e vicepresidente di Arcigay Roma), insieme ad Alberto Sacco, regista autore e conduttore (Le Rubrichette sui social, Most Ridiculous in TV) e Josephine Yole Signorelli, in arte “Fumettibrutti”, fumettista e attivista italiana.

Confermato anche per questa edizione il Premio al Miglior Video Musicale Queer organizzato in collaborazione con FLUIDOSTUDIO, che quest’anno sarà assegnato – domenica 21 settembre, ore 20.00, Piccolo Teatro Strehler – da una giuria presieduta dall’inglese Samuel Douek, architetto e pluripremiato regista cinematografico, e formata da Macia Del Prete, coreografa, ballerina, direttrice artistica e docente di danza contemporanea, Filippo Piva, giornalista esperto di tendenze e lifestyle, e Pie Agostini in arte “Sempiona”, queer performer e drag, dj milanese.

Eventi, talk, concerti. Il Mix Festival oltre il Cinema

Festival Mix Talk Hiv Marina Vergueiro Letter to myself
Festival Mix: il 19 Settembre ci sarà un talk intorno al tema dell’Hiv nel dibattito e nella percezione contemporanei. L’evento prevede la prpiezione del corto di Marina Vergueiro “Letter to myself”

Ma non ci saranno solo i concorsi. Come vuole tradizione il Mix Festival conferma anche quest’anno la sua natura interdisciplinare con un ricco calendario di eventi, incontri di approfondimento e workshop che esplorano la cultura queer oltre lo schermo, intrecciando arte, spettacolo, musica, scienza, sport e attivismo.

A cominciare da “Stand Up, Take ACTION” (venerdì 19 settembre, ore 21.30, Casa di Quartiere Garibaldi), una serata che unisce comicità e consapevolezza che torna dopo il successo dell’anno passato, con la conduzione della drag performer milanese La Fay e gli interventi di tre comedian affilatǝ e visionarǝ, Maura Bloom, Annagaia Marchioro e Laura Pusceddu.

Spazio anche agli eventi musicali con il live delle Moyre (venerdì 19 settembre, ore 19.00, Sagrato Strehler), duo musicale siciliano composto dalle sorelle Giulia e Paola Messina con la collaborazione del produttore musicale Matteo Sodano, primə classificate all’ottava edizione del Festival della Musica a Milano “SanNolo” con la loro “DEDICA FUNKY”; il live di Alec Temple (sabato 20 settembre, ore 21.30, Casa di Quartiere Garibaldi), progetto alt-pop, nato nel 2022 dall’incontro artistico tra Alessandro Zavoli e il producer cremonese VAGO XVII, vincitore assoluto del Premio Fred Buscaglione; e l’esibizione di Checcoro (domenica 21 settembre, ore 18.00, Sagrato Strehler), primo coro LGBT di Milano formato da persone di ogni orientamento sessuale e identità di genere con a cuore l’affermazione dei diritti umani e civili.

Altra musica e attività arriveranno sul Sagrato dello Strehler che si animerà fin dal pomeriggio con la musica dei migliori dj della scena queer milanese. Il piano terra della Casa di Quartiere Garibaldi, invece, ospiterà dalle 10.00 di sabato 20 alle 19.00 di domenica 21 settembre, la mostra “Le Pellicolose” di Simon The Graphic, un viaggio visivo e narrativo nel cuore di un doppio senso, pellicola e pericolose, che raccoglie i ritratti di una selezione personalissima di attrici italiane e internazionali – muse e ribelli, icone e outsider – che hanno lasciato un’impronta indelebile nel cinema e nell’immaginario collettivo.

Completano la line up degli eventi extra-cinematografici, un ampio programma di panel e workshop – dalla genitorialità al tema degli spazi sicuri, dal burlesque alla cultura delle ballroom – alcuni dei quali vedono la partecipazione diretta di partner del festival, impegnati in prima persona nella costruzione dei contenuti: ViiV Healthcare, già al fianco del festival come main sponsor nella scorsa edizione, punterà i riflettori sulla tematica della prevenzione HIV, tra scienza e innovazione, cultura e tematiche sociali, attraverso il talk “Prevent(ac)tion: HIV con e senza i confini di un corpo” (venerdì 19 settembre, ore 10:30, Casa di Quartiere Garibaldi), occasione di confronto tra voci scientifiche e culturali sul tema della prevenzione e della gestione dell’HIV, dialogo tra cinema, medicina e attivismo per riportare l’HIV al centro del dibattito pubblico, tra prevenzione, stigma e possibilità di riscatto durante il quale sarà proiettato il cortometraggio Letters to Myself della poetessa e filmmaker brasiliana Marina Vergueiro; McFIT rinnova la collaborazione aperta nel 2024 con una main partnership che prevede l’organizzazione di un workshop sull’autodifesa “Corpo, spazio, risposta” (sabato 20 settembre, ore 10.00, Casa di Quartiere Garibaldi) e il contributo alla realizzazione del panel “Corpi in gioco: sport e visibilità” (domenica 21 settembre, ore 15.00, Spazio Panel), per riflettere su come rendere davvero accessibile lo sport, tra identità e appartenenze, coming out, barriere e diritti;

Come sempre, tutte le proiezioni e le iniziative della 39a edizione saranno gratuite per le amiche e gli amici del MiX che effettueranno il tesseramento al costo di 20 euro all’associazione MIX Milano APS, già aperto sul sito ufficiale del festival.

A seguire tutti i titoli in cartellone tra lungometraggi, documentari e cortometraggi.

Concorso Lungometraggi

GIOVEDÌ 18/09 21:30 – Piccolo Teatro Strehler
Dreams in Nightmares di Shatara Michelle Ford

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Dreams in Nightmares, il secondo film di Shatara Michelle Ford, rielabora il road movie americano plasmandolo in una nuova forma, intima e politica, capace di raccontare la precarietà e la forza delle comunità marginalizzate black, trans e queer. Le tre giovani protagoniste, donne nere e queer, sono alla ricerca di un’amica che diventa un simbolo della ricerca del sé. Le prove che Z, Tasha e Lauren affrontano mettono in discussione le loro priorità, incrinando equilibri personali e convinzioni radicate anche in persone estremamente libere. Tra lirismo e tensione, Dreams in Nightmares è un’ode espansiva e commovente alla famiglia scelta e all’atto radicale di reclamare lo spazio per sognare – e per esistere – in un Paese che tra sogno di libertà e incubo di oppressione flirta sempre più pericolosamente col secondo.

VENERDÌ 19/09 10:00* – 20:00* – Piccolo Teatro Strehler
Sad Jokes di Fabian Stumm
*evento speciale / ingresso ad invito – proiezione dedicata a studentə delle scuole superiori e a seguire dibattito. – presenza del regista in sala
* alla presenza del regista

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Sad Jokes, secondo lungometraggio di Fabian Stumm, racconta con delicatezza e ironia la complessità dei legami affettivi e delle fragilità umane. Joseph e Sonya, amici intimi, crescono insieme il piccolo Pino. Lui è un regista in crisi creativa, ancora bloccato dal dolore per la fine della relazione con l’ex compagno Marc; lei è sopraffatta da una depressione che la allontana sempre più dalla vita. Quando Sonya decide di ricoverarsi in una clinica per cercare sollievo, Joseph si ritrova solo a gestire la quotidianità, diviso tra le responsabilità genitoriali, le nuove possibilità amorose e le proprie ambizioni artistiche. Con uno stile personale che fonde commedia, dramma e momenti surreali, Sad Jokes crea una tensione emotiva che riflette la complessità della realtà. Un film che riesce a essere tenero e crudele, assurdo e profondamente umano, restituendo tutta l’ambiguità e la bellezza delle relazioni contemporanee.

VENERDÌ 19/09 22:00 – Piccolo Teatro Strehler
1 Girl Infinite di Lilly Hu

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Con 1 Girl Infinite Lilly Hu firma un esordio potente e intimo, presentato nella sezione Bright Future del Festival di Rotterdam 2025. Nella città di Changsha, ritratta come un personaggio vivo e pulsante tra saloni di bellezza, internet café e hall d’hotel, si svolge la storia di Yin Jia, adolescente che costruisce il proprio mondo attorno all’amica Tong Tong, suo unico punto di riferimento. Ma quando Tong Tong viene attratta dalla promessa di un futuro diverso al fianco di un carismatico spacciatore, l’ossessione di Yin Jia si trasforma in disperazione. L’attaccamento diventa soffocante, minacciando di travolgere entrambe. Con una fotografia a mano che amplifica i dettagli emotivi e una colonna sonora synth-dreamy che avvolge come un sogno fragile, Hu compone un ritratto quasi claustrofobico e molto sensoriale del desiderio adolescenziale, sospeso tra il desiderio di intimità e la paura della perdita.

SABATO 20/09 10:00 – Piccolo Teatro Strehler
3670 di Park Joonho

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Cheol-jun, giovane disertore nord-coreano, porta dentro di sé il peso della fuga e di un’identità di cui ancora fa fatica a sentirsi a proprio agio. Le sue giornate di dividono tra i corsi di inglese, di educazione civica per inserirsi nella società sudcoreana e lavorare in un piccolo supermercato. Ma tra le luci della sua nuova metropoli entra per la prima volta in contatto con la vibrante comunità LGBT locale e incontra Yeong-jun: un legame inatteso che gli regala appartenenza e speranza; nonostante i fantasmi che lo accompagnano e il poco senso di appartenenza a un mondo che considera ancora troppo nuovo. Con 3670, presentato e premiato al 26º Jeonju International Film Festival, Park Joon-ho firma un esordio intenso e intimo: un viaggio che attraversa bar e strade notturne, app di incontri e confessioni private, per raccontare la solitudine, il desiderio e la forza della comunicazione. Un film che scava nel bisogno universale di sentirsi riconosciuti e amati.

SABATO 20/09 16:00 – Piccolo Teatro Strehler
Cherub di Devin Shears

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Harvey vive a Toronto una vita silenziosa e monotona: giornate trascorse in laboratorio, le visite al padre malato in ospedale e timide fantasie su una collega con cui però non riesce nemmeno a parlare. Timido, solo e con un corpo grasso, sembra destinato a rimanere invisibile. Finché, quasi per caso, entra in un sexy shop e scopre un magazine gay dedicato agli uomini corpulenti e così decide di inviare una propria foto al concorso “Cherub of the Month”. Da quel gesto così inatteso ne esce però una sorprendente riscoperta di sé, del desiderio di essere visto e una nuova possibilità di accettarsi e farsi accettare. Girato con budget ridottissimo come tesi di laurea all’Università York, Cherub è l’esordio di Devin Shears, presentato in anteprima al Vancouver International Film Festival 2024. Una commedia quasi priva di dialoghi, raccontata attraverso immagini e suoni.

SABATO 20/09 16:00 – Piccolo Teatro Strehler
Odd Fish di Snævar Sölvason

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In una tranquilla cittadina islandese, la quotidianità di Hjalti viene scossa dall’arrivo di Birna, una donna trans che scoprirà presto essere in realtà il suo migliore amico, Björn. La presenza di Birna costringe Hjalti a confrontarsi con il cambiamento – non solo quello dell’altro, ma anche il proprio – in un viaggio emotivo che mette in discussione certezze, ruoli e paure radicate. Odd Fish è una storia sul cambiamento, inevitabile e a volte spiazzante, ma anche profondamente umano. Snævar Sölvason costruisce un racconto intimo e universale che, con delicatezza e ironia, esplora il contrasto tra il bisogno di sicurezza e la necessità di evolversi. Attraverso la figura di Hjalti, simbolo di un mondo che fatica ad adattarsi, e quella di Birna, incarnazione del coraggio e della trasformazione, il film indaga se sia possibile trovare pace in un mondo dove nulla resta immutato. Ispirato a esperienze reali e scritto con la collaborazione di una donna trans, Odd Fish rifiuta ogni stereotipo sul mondo queer e sulla provincia islandese, restituendoci una comunità capace di empatia, anche quando il cambiamento fa paura.

SABATO 20/09 16:00 – Piccolo Teatro Strehler
Silver Star di Ruben Amar, Lola Bessis

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Bonnie e Clyde, Thelma e Louise, Billie e Franny. Billie ha vent’anni, le manca un occhio, ha un caratteraccio ed è appena uscita di prigione. Decisa a salvare i genitori dallo sfratto, tenta una fallimentare rapina in banca, finendo per prendere in ostaggio Franny, diciottenne incinta, impulsiva e dall’ingenuità (e caparbietà) disarmanti. Le due fuggono insieme, dando inizio a una fuga che è anche uno scontro di caratteri, fragilità e desideri. Con Silver Star, Lola Bessis e Ruben Amar firmano un racconto di ribellione e solidarietà femminile che unisce tensione, ironia e pathos, portando il genere del crime-road movie verso il territorio intimo e imprevedibile del legame tra due giovani donne in cerca di riscatto.

DOMENICA 21/09 17:00 – Piccolo Teatro Strehler
The Nature of Invisible Things di Rafaela Camelo

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The Nature of Invisible Things, opera prima di Rafaela Camelo, segue Gloria, bambina trapiantata di cuore, e Sofia, bambina transgender, nella loro amicizia tra le corsie d’ospedale. Unite dal desiderio di fuga e dalla capacità di vedere l’invisibile, affrontano insieme morte, identità e famiglia con la leggerezza della loro età. Film d’apertura della Berlinale Generation e vincitore del premio per la Miglior Opera Prima al Frameline49 LGBTQ+ Film Festival, il film trasforma l’ambiente sterile dell’ospedale in uno spazio di mistero e scoperta spirituale. Gloria percepisce presenze invisibili – dono misterioso che rispecchia il suo stesso miracolo medico – mentre Sofia è convinta che forze oscure stiano rubando la vita alla sua bisnonna guaritrice. Attraverso il filtro del realismo magico brasiliano, Camelo esplora con delicatezza temi complessi: la morte diventa passaggio, l’identità trans di Sofia viene accolta con naturalezza disarmante, e i legami familiari si ridefiniscono oltre le convenzioni. Le madri single delle bambine formano la loro rete di supporto mentre le figlie creano una sorellanza scelta che trascende i confini dell’amicizia tradizionale. Con umorismo sottile e sensibilità poetica, la regista dimostra come il mistero e la magia non siano fuga dalla realtà, ma strumenti per dare senso all’invisibile che ci circonda. Un’opera che celebra l’autenticità dell’infanzia queer e la forza trasformativa dell’immaginazione, confermando il cinema brasiliano come voce essenziale nel panorama internazionale.

Fuori Concorso – film chiusura
DOMENICA 21/09 21:30 – Piccolo Teatro Strehler
Une vie rêvée – Somewhere in Love di Morgan Simon, Francia, 2024, 97’

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Tra i palazzoni grigi della periferia parigina, Nicole (Valeria Bruni Tedeschi) lotta per tenere insieme i pezzi di una vita che sembra sfuggirle: disoccupata, piena di debiti, sola con Serge, il figlio adolescente, e senza prospettive. Ma quando incontra Norah, carismatica proprietaria di un bar, qualcosa si riaccende. Somewhere in Love è un racconto toccante e ironico sulla possibilità di reinventarsi, dove il desiderio, l’amore tra donne e il bisogno di dignità si intrecciano in un percorso di liberazione. Morgan Simon firma un film vibrante e profondamente umano, in cui la rappresentazione queer emerge con forza e tenerezza, e il riscatto sociale passa anche attraverso la riscoperta del proprio diritto alla felicità.

Concorso Documentari

Fuori concorso
VENERDÌ 19/09 16:00 – Piccolo Teatro Strehler
Reef Builders di Stephen Shearman

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Reef Builders è un viaggio potente e poetico tra le comunità che, unite dalla cura per gli ecosistemi marini, stanno ricostruendo le barriere coralline del pianeta. Dall’Indonesia al Kenya, dall’Australia alle Hawaii, il documentario intreccia storie umane e ambientali, mostrando come la rigenerazione degli oceani passi attraverso legami profondi, azioni collettive e rispetto per le differenze. Un inno alla speranza, alla trasformazione e alla forza dei legami comunitari — dentro e fuori dall’acqua.

VENERDÌ 19/09 18:00 – Piccolo Teatro Strehler
Tripoli/ A Tale of Three Cities di Raed El Rafei

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In Tripoli / A Tale of Three Cities, il regista Raed El Rafei ritorna a Tripoli, la sua città natale, per affrontare quel luogo che un tempo lo ha respinto: è l’eco di un incontro con se stesso e con una città sospesa fra accoglienza e indifferenza. Tra strade segnate dalla crisi economica e un sentimento di rivoluzione incerto, la città diventa una sinfonia urbana, intessuta di sguardi rubati e silenzi carichi di significato.Il regista si immerge in conversazioni intime e a tratti spiazzanti: dialoga rispetto alle credenze culturali e sociali con un’artista queer, un giovane politico di sinistra e abitanti incontrati nella quiete rarefatta di una camera da letto o per strada. Le loro voci compongono un mosaico fragile e lucido, capace di riflettere le contraddizioni di una città ferita. Tripoli appare così come un organismo vivo, intrappolato in una trama sottile di speranze disilluse, paure sotterranee e rassegnazione collettiva, dove il timore di un imminente giorno del giudizio aleggia tra le pieghe di una comunità divisa, frammentata, ma ancora in ascolto.

VENERDÌ 19/09 18:00 – Arlecchino
Fatherhood di August B Hanssen, Even G Benestad

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Fatherhood, documentario diretto da Even G. Benestad e August B. Hanssen, segue Kristopher, David e Sindre, tre uomini trentenni che vivono una relazione poliamorosa e aspettano il loro primo figlio. Kristopher, uomo transgender, sarà il padre biologico – il primo in Norvegia. La sua gravidanza rappresenta un piccolo miracolo: nonostante sia stato sottoposto a sterilizzazione forzata a 18 anni per poter legalmente cambiare genere (pratica obbligatoria in Norvegia dal 1979 al 2016), il suo utero è rimasto sano e funzionale. Il film documenta con sensibilità il loro percorso dall’inizio della gravidanza fino ai primi momenti della nuova vita familiare, esplorando non solo le sfide personali ma anche la resistenza sociale e legale contro un sistema che ha privato le persone trans del diritto fondamentale alla genitorialità. Presentato in prima mondiale al Thessaloniki International Documentary Festival 2025 e con prima internazionale al BFI Flare Festival, Fatherhood offre uno sguardo intimo e universale sull’esperienza della genitorialità. Kristopher, che sogna di diventare padre dall’asilo, David e Sindre affrontano insieme ansie e gioie tipiche di ogni futura famiglia, mentre il documentario rivela la forza dei legami scelti e la determinazione di chi sfida le convenzioni per realizzare i propri sogni. I registi Benestad e Hanssen, già collaboratori in opere premiate come Pushwagner e All About My Father, costruiscono un ritratto autentico che celebra l’amore in tutte le sue forme e la capacità umana di creare famiglia oltre i confini tradizionali.

VENERDÌ 19/09 21:00 – Arlecchino
Alma del desierto di Mónica Taboada

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Alma del desierto, Queer Lion a Venezia 2024, trascende il documentario tradizionale per raccontare con uno sguardo potente le complesse tematiche di identità di genere, etnia, cittadinanza e diritti civili. Nei paesaggi aridi de La Guajira, Colombia, Georgina, donna transgender Wayúu nel terzo atto della sua vita, sa che il tempo stringe e desidera cambiare la sua esistenza. Senza nulla da perdere, cerca i suoi fratelli e sorelle, che non parlano spagnolo e sopravvivono ai margini di un sistema burocratico opaco. Tra ferite aperte e ricordi, Georgina e la sua comunità affermano che è arrivato il momento di cambiare. Il film intreccia la sua stoica battaglia di 45 anni per il riconoscimento ufficiale della propria identità anagrafica con la ricerca di legittimazione del suo popolo. Una storia di speranza e fervente lotta per la giustizia che, con autenticità e coraggio, illumina strade spesso oscure e poco raccontate e apre gli occhi su temi universali come la memoria e l’affermazione di sé.

SABATO 20/09 14:00 – Piccolo Teatro Strehler
Such Feeling di Alex Baczyński-Jenkins

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Con Such Feeling, Alex Baczyński-Jenkins firma un potente ritratto corale della comunità queer polacca, mescolando linguaggi tra documentario, performance e diario intimo. Il film segue per diversi anni un gruppo di amicə attraverso momenti di quotidianità, attivismo e sperimentazione artistica, dando forma a un racconto fluido, sensuale e politico. Baczyński-Jenkins intreccia scene performative e gesti spontanei, costruendo una narrazione frammentata ma coesa, in cui la soggettività queer si afferma come spazio di resistenza e immaginazione. Such Feeling non cerca la linearità ma l’intensità del vissuto: piccoli gesti, relazioni, dettagli che parlano di cura, desiderio e autodeterminazione, in un contesto segnato da ostilità e repressione. Un’opera che sfida i confini del genere documentario e afferma, con forza, il diritto alla complessità dell’esistenza queer.

SABATO 20/09 19:00 – Arlecchino
Niñxs di Kani Lapuerta

Mix Milano 2025, ecco tutti i film LGBTQIA+ in programma. Paola Iezzi Premio More Love - NINXS still01 - Gay.it

Nella magica città di Tepoztlán, in Messico, la quindicenne Karla guida il pubblico in modo intimo e sfacciato nel suo viaggio alla scoperta di sé. Le sue sono le tipiche gioie e incertezze dell’adolescenza – Tik Tok, i litigi con la mamma, gli alti e bassi delle amicizie, unite ai pregiudizi di genere della società in cui vive. Mentre Karla affronta la sua transizione, Kani Lapuerta trasforma otto anni di riprese in un film gioioso – la protagonista parla, cresce, scopre sé stessa e il mondo davanti ai nostri occhi. Attraverso Karla, e la presa diretta sulla sua stessa identità transgender, il film presenta una storia di formazione stimolante e al tempo stesso dolce, sull’espressione di sé, la resilienza e le complessità della crescita, tanto specifica quanto universale. Un coming of age toccante e potente, un inno all’inclusivitá e alla sacralità di un safe space in cui essere noi stessə.

SABATO 20/09 21:00 – Arlecchino
House with a voice di Kristine Nrecaj, Birthe Templin (alla presenza delle registe)

In collaborazione con Immaginaria International Film Festival of Lesbians & Other Rebellious Women.
Presentazione a cura di Cristina Zanetti, co-director di Immaginaria, e di MiX Festival

Mix Milano 2025, ecco tutti i film LGBTQIA+ in programma. Paola Iezzi Premio More Love - Hose of Voice 04©Filmkantine Alfred Nrecaj - Gay.it

House With a Voice è la storia di sei Burrneshas, donne albanesi che, per motivi diversi, hanno scelto di vivere come uomini. Le loro motivazioni sono diverse: difendersi dalla violenza misogina, garantire la sopravvivenza della famiglia, evitare matrimoni forzati e conquistare la libertà. Il film ci offre uno spaccato intimo delle loro vite, seguendo il loro percorso di autodeterminazione e ci accompagna nei loro racconti personali, esplorando temi di libertà e oppressione, tra la promessa di sacrificare la propria vita per la sopravvivenza della famiglia e la rottura dei confini di genere. Il racconto esplora la forza della mente umana nel decidere chi vogliamo essere, ma ci mostra anche come, nonostante questi sforzi, le essenze della vita al femminile siano spesso considerate meno preziose, anche a livello globale. Un viaggio che sfida gli stereotipi e invita a riflettere sulla condizione universale delle donne.

Concorso Cortometraggi

DOMENICA 21/09 dalle 11:00 alle 15:00 – Arlecchino
MARATONA CORTI “Mini MiX – Short & Proud”
Corpi, desideri e rivoluzioni in formato breve

Mix Milano 2025, ecco tutti i film LGBTQIA+ in programma. Paola Iezzi Premio More Love - Gender Reveal 2024 Still 031 - Gay.it

¡Beso de lengua! di José Luis Zorrero, Messico, 2024, 15′

Un appuntamento surreale tra Itzcóatl e Moisés, dove desiderio, mascolinità e dolcezza si intrecciano con ironia e delicatezza, in un gioco visivo che svela nuove forme d’intimità queer.

Next Door di Lukas März, Germania, 2024, 20′

Next Door è un cortometraggio che unisce tensione e provocazione politica: una coppia si trasferisce in un nuovo appartamento, ma qualcosa di inquietante li attende dall’altra parte della parete.

Shame di Hadi Moussally, Francia, Libano, 2024, 4′

Girato in formato verticale (9:16) per rispettare l’aspect ratio delle fotografie ottocentesche, il film è ambientato nel XIX secolo nella regione del Levante. Attraverso il personaggio di Salma Zahore, esplora con leggerezza le dinamiche familiari e sociali della cultura araba, sfidando il concetto di vergogna (عيب) come strumento di controllo sociale e celebrando l’individualità.

Gender reveal di Mo Matton, Canada, 2024, 13′

Una satira queer feroce: Rhys, una persona non binaria, arriva al gender‑reveal party del capo con due partner. Il rituale etero‑cis implode in una grottesca rivalsa contro il binarismo di genere.

Coming Out di Beatrice Campagna, Italia, 2024, 15′

Al Coming Out, il primo locale gay di Roma, davanti al Colosseo, fervono i preparativi per il Pride. Per Lisa, proprietaria del locale, e Gaia è il primo Pride da separate – dopo una storia d’amore che le ha viste innamorate adolescenti, poi donne consapevoli, e insieme mamme di un bambino, la cui fine le spinge alla ricerca di nuovi equilibri personali e familiari.

Hi Mom, It’s Me Lou Lou di Atakan Yilmaz, Turchia, 2024, 20’

Hakiki è uno studente universitario che si guadagna da vivere facendo performance come drag queen in un locale di Istanbul. Quando sua madre muore improvvisamente, deve fare i conti con la vita che si è lasciato alle spalle (e le verità su sé stesso che ha tenuto nascoste), quando torna a casa della sua famiglia, a cui non fa visita da anni.

My Comrade di Tathagata Ghosh, India, 2024, 25′

In un villaggio remoto, un incontro inatteso mette due uomini di fronte a una scelta impossibile. My Comrade è un cortometraggio intenso che mescola tensione e intimità, rivelando quanto fragile e potente possa essere un legame umano in tempi di conflitto.

Take Care di Brittany Ashley, Stati Uniti, 2025, 11′

Una donna si ferisce deliberatamente solo per essere affidata alle cure di un’infermiera del pronto soccorso. Ma quando viene dimessa dall’ospedale prima del previsto, deve trovare un nuovo modo per prolungare la sua degenza.

Marina di Paoli De Luca, Italia, 2025, 18′

L’estate di una ragazza un anno dopo l’inizio della sua transizione, tra sguardi silenziosi e corpi che si sfiorano. Un’improvvisa presenza maschile scompiglia desideri, amicizie e identità in bilico.

Dragfox di Lisa Ott, Regno Unito, 2024, 8′

Un viaggio onirico in stop-motion che segue Sam, undicenne alle prese con la propria identità di genere. Una volpe canterina e misteriosa lo guida in un’avventura musicale tra sogno e realtà, dove la differenza diventa forza.

Skin on Skin di Simon Schneckenburger, Germania, 2024, 31′

Il film indaga le condizioni di schiavitù moderna che affliggono ancora oggi l’industria alimentare europea, dove lavoratori migranti sono sfruttati attraverso agenzie e subappaltatori. Schneckenburger segue la relazione travagliata tra due uomini, un operaio e una guardia di sicurezza, e le crudeli dinamiche di potere provocate dal contesto. Un ritratto crudo della ricerca di dignità e autodeterminazione in un sistema industriale brutale.

Erion di Marius Gabriel Stancu, Italia, 2025, 14′

L’estate sospesa tra Christian ed Erion, ragazzo italo-albanese, nel Sud Italia dei primi Duemila. Un’intimità nascosta che esplora desiderio, identità e tensioni culturali mai davvero sopite.

La fille qui explose – The Exploding girl di Caroline Poggi, Jonathan Vinel, Francia, 2024, 19′

La fille qui explose racconta con ironia e potenza visiva la storia di Candice, che esplode anche due o tre volte al giorno. Il suo record è sette volte. Un film che riflette su corpo, rabbia e identità in un mondo che implode dall’interno.

Le prime volte di Giulia Cosentino, Perla Sardella, Italia, Spagna, 2025, 16′

Le prime volte rilegge l’adolescenza femminile attraverso lettere mai spedite e immagini d’archivio, dando nuova voce a memorie queer sommerse e mai raccontate.

The Last Story on Earth di Aaron Immediato, Stati Uniti, 2024, 18′

Di fronte ai manifestanti infuriati, una drag queen determinata fa del suo meglio per finire la lettura di una fiaba nella biblioteca locale, ma un’invasione aliena mette le sue abilità a dura prova.

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