Alma del Desierto vince il Queer Lion 2024. In trionfo Georgina, donna Wayúu transgender simbolo di resistenza e speranza

Superati, tra i tanti, Queer di Luca Guadagnino e Diciannove di Giovanni Tortorici. Il documentario colombiano ha incantato la giuria.

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La 18esima edizione del Queer Lion ha visto trionfare un documentario colombiano. Alma del desierto di Mónica Taboada-Tapia (Colombia – Brasile, durata 87′), presentato nella sezione Orizzonti all’81esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia.

Con questa motivazione.

“Per aver affrontato – attraverso uno sguardo cinematografico potente che trascende il genere documentaristico – le complesse tematiche di identità di genere, etnia, cittadinanza e diritti civili, mescolando la ricerca da parte della popolazione Wayuu di una legittimazione sempre maggiore, alla lotta della protagonista transgender Georgina che, attraverso una pacifica, composta e stoica battaglia durata 45 anni, ha ottenuto il riconoscimento ufficiale della propria identità anagrafica”.

 

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La regista Mónica Taboada-Tapia con la giuria del Queer Lion 2024

Alma del Desierto è ambientato tra gli aridi paesaggi di La Guajira, dove Georgina, un’anziana donna Wayúu transgender, sa che non ha molto tempo a disposizione per cambiare la sua vita. Non avendo nulla da perdere si mette in viaggio per incontrare i suoi fratelli che non parlano spagnolo e sopravvivono a stento ai margini dell’opaco sistema burocratico colombiano. Tra ferite aperte, ricordi e distanze geografiche ed emotive, Georgina e i suoi non ne possono più. L’alma del desierto si impone come una storia di resistenza, un simbolo di speranza e un’appassionata lotta per la giustizia.

 

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La consegna del Queer Lion Award avverrà all’interno della cerimonia di premiazione delle Giornate degli Autori, oggi, venerdì 6 settembre, alle ore 17:00, presso la Sala Perla dell’81. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. L’accesso alla cerimonia di premiazione è consentito a ‘Pubblico, Tutti gli Accrediti’. Alle 19:00, presso la Casa della Critica, sede della Settimana Internazionale della Critica al Lido di Venezia, verrà nuovamente letta la motivazione e la regista potrà ricevere anche il plauso del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani e del pubblico presente. Ingresso ad invito.

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Alma del Desierto ha sconfitto altri 7 titoli in gara per il Queer Lion, compreso Queer di Luca Guadagnino. A premiare la pellicola una giuria composta da Daniel N. Casagrande, giornalista e critico cinematografico, membro del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, ideatore e fondatore del premio, Presidente dell’Associazione QL; Marco Busato, collaboratore di Radio Capodistria; Jani Kuštrin, operatore culturale; e Adriano Virone, attivista LGBTQ.

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Scoprire il passato e le origini della famiglia di mia madre a La Guajira è stata la motivazione iniziale del viaggio in quella regione“, ha confessato la regista Mónica Taboada-Tapia. “Così ho incontrato Georgina, una donna emarginata e sensibile che viveva ai margini della sua stessa comunità. Il nostro rapporto fraterno, nato al confine di una Colombia post-coloniale dominata da sistemi feroci e contraddittori che causano sofferenze, dura ormai da otto anni pieni di epifanie. La sopravvivenza di Georgina rappresenta una cesura. Come lo è anche la solidarietà della sua comunità. La convivenza tra persone di diverse etnie tra varie difficoltà è un atto di pura resistenza e ribellione contro un sistema politico che continua a opprimerci per rimanere al potere. La tenerezza di Georgina e la bellezza ambigua di questa zona desertica hanno creato una realtà stimolante che ha guidato il mio cammino. La nostra libertà nasce dall’affetto, dalla solidarietà umana e dal rompere il silenzio raccontando una storia proibita che non doveva essere narrata”.

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La regista Mónica Taboada-Tapia

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Un documentario sull’identità, sul desiderio di libertà, di ribellione e sulla solidarietà umana attraverso la storia di una donna trans nel deserto della Colombia. Con questo film, Mónica Taboada Tapia è ufficialmente diventata la prima regista colombiana a partecipare con un lungometraggio alla Mostra del Cinema di Venezia e ora la prima regista colombiana a vincere il Queer Lion, premio cinematografico istituito nel 2007 da un’idea di Daniel N. Casagrande e attribuito  al “Miglior film con tematiche omosessuali & Queer Culture” tra quelli presentati alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

Qui tutti gli altri vincitori passati.

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