Il produttore cinematografico indipendente Niels Juul (“Ferrari”, “Killers of the Flower Moon”) ha acquisito i diritti per realizzare un lungometraggio su Lucio Dalla. Ne dà notizia Variety.
La No Fat Ego di Juul, che aprirà i suoi uffici a Roma e Milano nel mese di ottobre con l’obiettivo di produrre da quattro a sei lungometraggi l’anno in collaborazione con partner strategici, si è assicurata i diritti del libro “Lucio C’è“, pubblicato da Mondadori e scritto da Marcello Balestra, amico di lunga data e manager di Dalla.
“Sono andato a studiare in Italia quando ero molto giovane e mi sono sempre sentito a casa, ammirando lo spirito creativo e unico del Bel Paese sia quando lavoravo nella moda [Von Dutch] che nel cinema”, ha dichiarato Juul in una nota. “Sono stato anche molto fortunato a incontrare e ad imparare da giganti della creatività come Giorgio Armani e Vittorio Cecchi Gori, e non vedo l’ora di portare nel mondo storie ambientate in Italia in collaborazione con alcuni dei migliori produttori italiani in circolazione”.
Lucio C’è di Marcello Balestra, dal libro al film
In Lucio C’è, pubblicato lo scorso febbraio, Marcello Balestra racconta Lucio Dalla con parole e immagini non solo come artista, ma come amico, mentore, ispiratore. Ogni passo è una scoperta: il dietro le quinte della creazione artistica, l’energia travolgente dei concerti, le amicizie indimenticabili e le risate che hanno illuminato i momenti difficili. Dalla Fonoprint di Bologna alle Isole Tremiti, “ogni pagina vibra della curiosità inesauribile di Lucio, della sua capacità di unire le persone e di far fiorire il talento che sapeva vedere in ogni incontro. Per scoprire un Dalla picaresco e colto, innamorato della vita e delle sue contraddizioni, capace di trasformare il quotidiano in poesia e i sogni in musica”. Nel libro i piccoli aneddoti personali si intrecciano ai grandi momenti della carriera e della vita: dalla condivisione di progetti visionari, come l’etichetta Pressing, ai legami intimi di amicizia e fiducia, “a far emergere i mille volti di un uomo libero, fuori dagli schemi, sempre un passo avanti al suo tempo“.
Lucio Dalla e la storia con Marco Alemanno
E chissà se nel film si affronterà anche la vita privata di Lucio Dalla, mai dichiaratosi omosessuale, quando era ancora in vita, per poi lasciar spazio ad un’infinita diatriba mediatica con protagonista Marco Alemanno, suo compagno per otto anni. Dalla, trovato morto in un albergo di Montreaux il 1 marzo del 2012, non ha lasciato nulla al fidanzato, costretto ad abbandonare anche la casa di Bologna dove aveva vissuto a lungo con il cantautore. Al momento della morte Dalla non aveva stilato alcun testamento, con i suoi ben andati tutti in eredità ai sei parenti ancora in vita. “Sono prigioniero nella mia casa“, dichiarò all’epoca Alemanno al Corriere. “Se devo andare in un altro spazio della proprietà, dove ci sono i miei oggetti o le opere d’arte che Lucio mi ha regalato, deve esserci un testimone, attento chissà che non rubi nulla. Mi hanno tolto le chiavi, hanno cambiato le serrature“.
Ron, amico intimo di Dalla, attaccò pubblicamente Alemanno, definendolo “una figura molto importante per lui perché gli risolveva dei problemi enormi. Era il suo segretario ed il suo produttore“. Ma non il suo compagno, se non fosse che da anni si vociferasse dell’omosessualità di Lucio nell’ambiente della musica nazionale, per quanto mai pubblicamente dichiarata dal diretto interessato. Nel 2023 Pupi Avati disse che in gioventù Lucio era stato uno spietato sciupafemmine, per poi andare incontro ad un cambiamento a causa di una terapia ormonale a cui era stato sottoposto per “problemi di crescita”.
“Lucio non cresceva, la mamma gli fece fare una cura a base di ormoni che in qualche modo lo ha compromesso. Non solo non è cresciuto, ma a un certo punto Lucio è diventato ispido, peloso. Non so se questo mutamento abbia avuto riflessi in ambito sessuale”. “A Lucio, nel periodo in cui suonavamo insieme, piacevano moltissimo le ragazze, era un assatanato delle donne, era innamorato pazzo della sorella dell’impresario Cremonini, l’attrazione per il mondo femminile era in lui presente e inequivocabile. Poi, a un certo punto della sua vita, qualcosa cambiò”.
Parole, quelle di Avati, che suscitarono inevitabile polemiche, con il mondo del Cinema pronto a riportare in vita Lucio Dalla su grande schermo. In modo possibilmente sincero e veritiero.

