Elon Musk dichiara guerra a Netflix: dopo Dead End: Paranormal Park, nel mirino altre serie con personaggi trans e non binary

Dopo la polemica su “Dead End: Paranormal Park”, Elon Musk rilancia l'attacco contro Netflix e altre piattaforme per la presenza di personaggi trans e non binary nelle produzioni animate per bambini.

Ascolta:
0:00
-
0:00
Elon Musk, guerra a Netflix
Elon Musk, guerra a Netflix
4 min. di lettura

Il 30 settembre, Elon Musk ha annunciato su X (ex Twitter) di aver cancellato il suo abbonamento a Netflix. La decisione, resa pubblica con uno dei suoi consueti post polemici, arriva nel pieno della campagna d’odio montata da ambienti di estrema destra contro la serie animata Dead End: Paranormal Park, creata da Hamish Steele e distribuita da Netflix. Adesso però, la sua crociata anti-trans lo ha spinto ben oltre, attaccando anche altri show che vedono la presenza di personaggi trans. 

Elon Musk dichiara guerra a Netflix: dopo Dead End: Paranormal Park, nel mirino altre serie con personaggi trans e non binary - Elon Musk invita a cancellare Netflix a causa della serie 22trans woke22 per bambini Dead End - Gay.it

Elon Musk contro Netflix: “diffonde la propaganda transgender”

La serie Dead End: Paranormal Park, uscita nel 2022 e poi interrotta, è stata accusata da profili conservatori come Libs of TikTok e Gays Against Groomers di “spingere l’ideologia trans” per via della presenza di un protagonista transgender, Barney, doppiato dall’attore Zach Barack. Le clip diffuse online hanno scatenato un’ondata di reazioni, culminata con l’annuncio di Musk: “Ho cancellato Netflix”.

Il proprietario di X, che da tempo si definisce un “assolutista della libertà di parola”, ha poi ampliato la sua offensiva, invitando i suoi 227 milioni di follower a fare lo stesso. Il motivo, secondo Musk, sarebbe la presunta tendenza di Netflix a “sessualizzare i bambini” e a diffondere “propaganda transgender”.

L’attacco si estende a CoComelon e Baby-Sitters Club

CoComelon
CoComelon

Dopo Dead End: Paranormal Park, l’imprenditore ha puntato il dito anche contro altre produzioni per l’inclusione di personaggi LGBTQIA+. Tra queste CoComelon, celebre serie animata per bambini, e The Baby-Sitters Club, adattamento Netflix dell’omonima saga di libri.

Il 1° ottobre, Musk ha rilanciato un post su X che accusava CoComelon di mostrare “due papà gay interrazziali che cercano di crescere un bambino come transgender, facendolo ballare in drag per loro”. La scena, in realtà, rappresenta semplicemente una famiglia omogenitoriale, ma per Musk e per gli account della destra radicale americana è diventata il simbolo di una presunta “ideologia woke” che starebbe corrompendo i contenuti per l’infanzia.

Già nel 2023, il cartone era finito nel mirino di gruppi omofobi per la presenza di due padri gay e di un bambino che indossava un tutù e una tiara. Anche allora, sui social si erano moltiplicate le chiamate al boicottaggio, con l’hashtag #BoycottNetflix diventato per giorni uno dei più discussi tra i conservatori.

“Transformers: Earthspark” e la rabbia dei conservatori

La polemica non si ferma a Netflix. Negli ultimi giorni, l’account Libs of TikTok ha rilanciato un attacco contro Transformers: Earthspark, serie animata statunitense in onda su Paramount+, per la presenza di un bambino non binario.

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

Nel video condiviso, il piccolo personaggio spiega a un robot che esistono persone “che non sono né femmine né maschi”. Il robot risponde: “Che parola meravigliosa per un’esperienza meravigliosa”. Nello stesso episodio, Optimus Prime – il leader degli Autobot – si scusa per aver usato pronomi sbagliati nei confronti di un altro personaggio.

Secondo NME, la destra statunitense ha accusato la serie di “promuovere la propaganda dell’identità di genere”. Musk non ha mancato di inserirsi nella polemica, definendo il tutto “un’altra prova dell’infiltrazione woke nei media per bambini”.

Netflix nel mirino: accuse di “bias anti-bianchi” e donazioni ai Democratici

Le critiche di Musk non si limitano all’inclusione LGBTQIA+. Il miliardario ha anche rilanciato post che accusano Netflix di avere una presunta “politica anti-bianchi” nelle assunzioni e di finanziare “cause progressiste” attraverso le donazioni dei dirigenti aziendali al Partito Democratico americano.

Una strategia comunicativa coerente con la svolta ideologica che Musk ha impresso alla sua presenza pubblica negli ultimi anni, spostandosi sempre più su posizioni vicine alla destra radicale statunitense.

“Dead End: Paranormal Park” e la difesa del protagonista

Nel pieno delle polemiche, Zach Barack, doppiatore trans del protagonista Barney in Dead End: Paranormal Park, ha voluto rispondere alle accuse. In un messaggio diffuso online, l’attore ha ricordato l’impatto positivo della serie: “Il mio personaggio ha salvato delle vite”, ha scritto, riferendosi al valore rappresentativo che la storia ha avuto per molti spettatori LGBTQIA+.

Il creatore della serie, Hamish Steele, aveva già spiegato in passato che Paranormal Park nasceva con l’intento di “mostrare ai ragazzi queer che possono essere gli eroi della propria storia”, portando sullo schermo personaggi autentici e positivi in un contesto fantastico.

La “crociata anti-woke” di Elon Musk

Elon Musk saluto romano nazista
Elon Musk saluto romano nazista

La nuova polemica si inserisce perfettamente nel percorso di Musk, sempre più ossessionato da quella che definisce la “cultura woke”. Negli ultimi anni, l’imprenditore ha più volte attaccato movimenti per i diritti civili, l’inclusione di persone trans e le politiche di rappresentanza nei media.

Una posizione che ha avuto anche conseguenze personali. Musk ha infatti rotto i rapporti con la figlia trans, Vivian Jenna Wilson, che ha cambiato legalmente nome e genere nel 2022. L’imprenditore ha dichiarato che la figlia sarebbe stata “uccisa dal virus mentale woke”, un’espressione che riassume bene la sua visione del mondo: una guerra ideologica contro tutto ciò che considera progressista.

La sua crociata contro Netflix e altre piattaforme è solo l’ultimo capitolo di una lunga serie di attacchi che mirano a screditare qualsiasi rappresentazione queer nei media mainstream.

Nel frattempo, le produzioni citate da Musk continuano a essere apprezzate dal pubblico per la loro capacità di raccontare storie inclusive e realistiche. Come ha ricordato Zach Barack, “vedersi rappresentati può letteralmente salvare vite”.

© Riproduzione riservata.

Mi piace
Commenta
Salva
Condividi

Partecipa alla discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.