Monster: La storia di Ed Gein, le furenti reazioni della critica USA alla serie Netflix

Tutti ne parlano e tutti la vedono, Monster 3 ha nuovamente diviso. Come Ryan Murphy insegna.

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Monster: The Ed Gein Story. Charlie Hunnam as Ed Gein in episode 302 of Monster: The Ed Gein Story. Cr. Courtesy Of Netflix © 2025
4 min. di lettura

Prima negli States e in altri 39 Paesi in tutto il mondo, Italia compresa.

Il ciclone Monster: La storia di Ed Gein si è abbattuto su Netflix dopo gli exploit delle prime due stagioni dedicate a Jeffrey Dahmer e ai fratelli Lyle ed Erik Menendez, confermando la forza della creatura antologica creata da Ryan Murphy e Ian Brennan, puntualmente discussa, criticata, chiacchierata.

Monster: La storia di Ed Gein racconta come un uomo semplice di Plainfield, nel Wisconsin, sia diventato il più grande mostro della storia, rivelando al mondo la verità più orribile di tutte: i mostri non nascono, ma sono creati da noi, sono il nostro stesso riflesso.

Monster: dentro la mente di Ed Gein

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Monster: The Ed Gein Story. (L to R) Laurie Metcalf as Augusta Gein, Charlie Hunnam as Ed Gein in episode 307 of Monster: The Ed Gein Story. Cr. Courtesy Of Netflix © 2025

Serial killer. Profanatore di tombe. Psicopatico. Nelle gelide campagne del Wisconsin degli anni ’50, un uomo solitario, all’apparenza cordiale e dai modi gentili di nome Eddie Gein viveva tranquillamente in una fattoria fatiscente, nascondendo una casa degli orrori così raccapricciante da ridefinire l’incubo americano. Spinto dall’isolamento, dalla psicosi e da una completa ossessione per la madre, i crimini perversi di Gein hanno dato vita a un nuovo tipo di mostro destinato a tormentare Hollywood per decenni.

Da Psyco a Non aprite quella porta, fino a Il silenzio degli innocenti, la macabra eredità di Gein ha dato vita a mostri immaginari modellati sulla sua immagine, alimentando un’ossessione culturale per la perversione criminale. Ed Gein non ha solo influenzato un genere, ma è diventato un modello per l’horror moderno.

Partendo da questa indiscutibile verità Ryan Murphy e Ian Brennan hanno dato forma ad una stagione multiforme, disturbante e volutamente cinefila, con la mente schizofrenica di Eddie Gein da scandagliare in lungo e in largo, tra identità di genere inopinatamente tirate in ballo e una ginefilia da certificare. Perché Gein non era una donna nata in un corpo sbagliato, bensì un uomo che erotizzava a tal punto il corpo femminile da volerlo indossare, trovarsi al suo interno. Non un’identità bensì una sessualizzazione, un atto violento, una violazione della femminilità.

Monster: La storia di Ed Gein, parla il regista

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Una stagione dichiaratamente ispirata dal fascino culturale per il male, come precisato a Variety da Max Winkler, produttore nonché regista di sei episodi su 8:

“Tutto è iniziato con Ryan che ci ha illustrato l’intera visione di come voleva che la serie fosse trasmettendo determinate emozioni, e ci ha domandato: ‘Chi è il mostro?’ È il sistema sanitario americano? È sua madre, Augusta Gein? È Ed Gein? È Ilse Koch? Sono i registi che poi si sono ispirati a tutto questo? Sono gli artisti che hanno creato i fumetti feticizzando Ilse Koch? Sono i registi che poi hanno preso ciò che ha fatto Ed Gein, e poi Hitchcock che lo ha inserito nella cultura pop e ha cambiato per sempre il cinema e l’intrattenimento? Stiamo ancora cercando di capirlo, ora che vediamo persone online condividere i video di Charlie Kirk che viene colpito a morte, che trovi su X senza alcun preavviso. È così grande e inebriante, ma era tutto nella testa di Ryan e Ian fin dall’inizio.”

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Charlie Hunnam, strabiliante negli abiti di Ed Gain, ha perso 18 chili per girare le ultime due puntate, quelle emotivamente per lui più complesse, senza dimenticare le riprese sulla neve a meno 16 gradi e il finale con omaggio ad All That Jazz.

Eppure la critica statunitense non ha molto apprezzato Monster: La storia di Ed Gein, come certificato dal 29% di recensioni positive su RottenTomates, con stroncature inattese.

Monster: La storia di Ed Gein e la critica USA

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Monster: The Ed Gein Story. Charlie Hunnam as Ed Gein in episode 303 of Monster: The Ed Gein Story. Cr. Courtesy Of Netflix © 2025

“”Monster” rende Ed Gein di nuovo mitico, e a sua volta gli toglie la consistenza e la grinta disperatamente necessarie per far funzionare la serie“, scrive Variety.

Un tuffo nelle tenebre psicosessuali che quasi annega nelle proprie ambizioni e depravazioni“, aggiunge il Times.

Dire che “Monster: The Ed Gein Story” è una delle produzioni più disordinate di Ryan Murphy è dire poco“, si legge su RogerEbert.com.

La terza stagione di Monster suscita solo spiacevoli sensazioni: noia, frustrazione, confusione, disgusto. Non è solo una serie mal riuscita; è perversa e insensata”, si legge su ScreenRant.

Non è altro che un assecondare voyeuristicamente gli istinti più bassi degli spettatori“, scrive il The Guardian.

Monster: The Ed Gein Story è un romanzo pulp e sciatto come i fumetti che legge Ed, frutto di sensazionalismo, rabbia e disinformazione“, aggiunge Collider.

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