Fratelli Menendez verso la libertà dopo 35 anni, svolta sull’onda della serie Netflix: “Non sono più un rischio”

Dopo 35 anni di carcere, i fratelli Menendez ottengono una riduzione della pena e la possibilità di libertà vigilata. La svolta arriva dopo la serie Netflix “Monsters”, che ha riacceso il dibattito sul caso.

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Fratelli Menendez verso la libertà, la decisione del giudice
Fratelli Menendez verso la libertà, la decisione del giudice
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Lyle ed Erik Menendez, i due fratelli condannati all’ergastolo senza possibilità di libertà vigilata per l’omicidio dei loro genitori nel 1989 a Beverly Hills, iniziano ad assaporare la libertà. Dopo 35 anni trascorsi in carcere, nelle passate ore è giunta una svolta clamorosa, in seguito alla decisione del giudice Michael Jesic di Van Nuys che ha consentito a Lyle ed Erik di accedere alla riduzione della pena. I Menendez, secondo il giudice, non rappresenterebbero più un rischio per la società

Lyle ed Erik Menendez, giudice riconosce il diritto a una riduzione della pena
Lyle ed Erik Menendez, giudice riconosce il diritto a una riduzione della pena

I fratelli Menendez verso la libertà: pena ridotta

Il caso dei fratelli Menendez, per decenni ha scosso l’opinione pubblica, tornando alla ribalta grazie a un documentario di Peacock e alla serie Netflix Monsters del 2024. La clamorosa decisione del giudice Jesic è giunta dopo le testimonianze di familiari, ex compagni di prigione e sostenitori durante l’udienza di circa otto ore. Il verdetto segna un significativo cambiamento nella loro situazione legale, applicando una legge californiana del 2018 che considera le circostanze di reati gravi commessi prima dei 26 anni d’età. All’epoca dell’omicidio dei genitori, i due fratelli di Beverly Hills avevano rispettivamente 21 e 18 anni.

Al termine del dibattimento, il giudice ha riconosciuto a Lyle ed Erik Menendez il diritto a una riduzione della pena: dall’ergastolo senza possibilità di sconto, a 50 anni di reclusione con possibilità di accedere alla libertà vigilata.

“Non sta a me stabilire se debbano essere rilasciati oggi”i, ha dichiarato il giudice Michael Jesic, “ma credo che meritino una possibilità”. Dopo 35 anni di detenzione, Lyle ed Erik Menendez potranno ora comparire davanti a un giudice per la libertà vigilata. Sarà quest’ultimo a valutare se concedere loro il rilascio dal carcere di San Diego, dove i fratelli Menendez sono attualmente detenuti e da cui hanno partecipato in videocollegamento all’udienza di revisione.

Le testimonianze a favore dei fratelli

Fratelli Menendez verso la libertà dopo 35 anni
Fratelli Menendez verso la libertà dopo 35 anni

Durante l’udienza, numerosi interventi hanno sottolineato il cambiamento radicale di Lyle ed Erik Menendez. Familiari, avvocati e persone a loro vicine hanno descritto i due fratelli come completamente riabilitati, affermando che non rappresentano più un pericolo per la società.

Tra le voci più toccanti, quella di Anerae Brown, ex compagno di carcere, che ha testimoniato con commozione: “Senza Lyle ed Erik, forse sarei ancora lì a fare sciocchezze. È grazie a loro se ho lasciato andare la rabbia e ho ricominciato ad avere speranza”. Oggi Brown è un uomo libero, padre di famiglia e con un impiego stabile.

Anche Anamaria Baralt, cugina dei Menendez, ha espresso pubblicamente il perdono della famiglia: “Da entrambe le parti crediamo che 35 anni siano abbastanza. Li abbiamo perdonati”.

Il caso Menendez: dal delitto alla sentenza del 1996

Erik e Lyle Menendez
Erik e Lyle Menendez . Wikipedia

Lyle ed Erik Menendez, all’epoca dei fatti rispettivamente di 21 e 18 anni, dopo l’omicidio dei loro genitori a Beverly Hills, sostennero sempre di aver agito in risposta a anni di abusi sessuali perpetrati dal padre, José, con la presunta complicità della madre Mary Louise “Kitty”. I due dichiararono di aver agito per legittima difesa, temendo che i genitori stessero per ucciderli. Il loro gesto, dissero, fu perpetrato dopo aver confidato a una cugina le violenze sessuali inflitte dal padre. Secondo la loro versione, i genitori avrebbero voluto punirli per aver rivelato quei segreti.

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Nonostante le loro motivazioni, la sentenza del 1996 non ha considerato gli abusi subiti, focalizzandosi invece sul movente economico dell’eredità paterna. José Menendez era un dirigente di rilievo presso l’etichetta musicale RCA e possedeva un consistente patrimonio, che i due fratelli avrebbero speso in modo sconsiderato durante i mesi in cui cercavano di sviare le indagini.

L’udienza di revisione ha visto la partecipazione di testimonianze importanti a favore dei Menendez, considerati come “riabilitati”. Per Lyle ed Erik si profila ora la possibilità di lasciare, per la prima volta in oltre tre decenni, il carcere in cui sono stati rinchiusi senza interruzioni dalla condanna.

Nonostante l’opposizione persistente della procura di Los Angeles, che sostiene che i fratelli Menendez non abbiano assunto piena responsabilità per il crimine commesso, il giudice Jesic ha sottolineato la loro trasformazione e il supporto significativo della famiglia e degli amici.

La serie su Netflix

Fratelli Menendez verso la libertà dopo 35 anni, svolta sull’onda della serie Netflix: “Non sono più un rischio” - MONSTERS 207 Unit 03506RC - Gay.it
Monsters: The Lyle And Erik Menendez Story. Cooper Koch as Erik Menendez in episode 207 of Monsters: The Lyle And Erik Menendez Story. Cr. Miles Crist/Netflix © 2024

Il caso dei Fratelli Menendez ha continuato a catalizzare l’attenzione pubblica grazie alla serie Monster: la storia di Lyle ed Erik Menendez, trasmessa su Netflix dal 2024, rinnovando il dibattito sulla giustizia penale e sulla riabilitazione dei condannati. 

I protagonisti della serie, Nicholas Alexander Chavez e Cooper Koch – rispettivamente nei ruoli di Lyle ed Erik Menendez -, nonostante il verdetto del 1996, credono alle violenze subite dai due ragazzi. Koch, senza mezzi termini, aveva detto: “Credo a entrambi. Credo che tutto ciò che hanno detto al banco dei testimoni sia vero”. Più incerto Chavez invece rimase più cauto: “Sono arrivato a una conclusione davvero unica, ma sono anche giunto alla conclusione di non voler davvero dire a nessuno qual è, e di voler davvero tenere per me quella parte del mio mestiere e della mia interpretazione”.

Anche i veri fratelli Mendez ebbero reazioni diverse in seguito alla messa in onda delle serie Netflix. Erik la stroncò definendola piena di “palesi bugie”. Di contro, Lyle, ospite telefonico del podcast 2 Angry Men commentò: “Il progetto ha portato milioni di spettatori a capire il trauma di cui io ed Erik abbiamo sofferto. L’interpretazione di Cooper Koch è stata davvero straordinaria e anche quella di Nicholas Chavez. Alla fine, molte persone hanno capito cosa può succedere nelle case della gente ricca quando si chiude la porta. Hanno aperto gli occhi di molte persone ed è una buona cosa. Ryan Murphy ha puntato una luce su tutto ciò e in questo senso penso che ci sentiamo grati a lui”. Lo stesso Ryan Murphy la definì “la cosa migliore che sia accaduta ai fratelli Menendez in 30 anni”.

Nonostante le critiche di Erik, il loro legale, l’avvocato Mark Geragos, durante una conferenza stampa a quasi un mese dal debutto della serie Monsters, dichiarò: “Quando è uscita la serie di Ryan Murphy, era una tale caricatura di loro che il contraccolpo ha effettivamente creato un’attenzione sulla vicenda e la gente ha iniziato a guardare”. Parole, dunque, che diedero alla serie il merito di aver riacceso l’attenzione sul caso.

Mentre il loro futuro giuridico si avvicina a una svolta, il destino dei Menendez rimane al centro dell’interesse nazionale e internazionale per la sua complessità emotiva e legale.

© Riproduzione riservata.

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