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Rob Jetten, politico liberale di sinistra e apertamente LGBTIAQ+, sarà con probabilità il nuovo primo ministro olandese. Dopo un anno di turbolenze politiche e il crollo del governo di Mark Rutte, l’Olanda volta pagina. Le elezioni parlamentari del 29 ottobre 2025 hanno sancito il fallimento dell’estrema destra di Geert Wilders, leader del Partito per la Libertà (PVV), incapace di trasformare la vittoria del 2023 in una maggioranza stabile. A emergere è Rob Jetten, leader liberal-progressista dei Democrats 66 (D66), che con circa 27 seggi si afferma come primo partito e possibile guida del nuovo esecutivo.
Il governo Rutte IV, una coalizione tra liberali, cristiano-democratici e D66, era imploso sulle politiche migratorie. Le urne hanno punito i nazionalisti dell’estrema destra alleati in Europa con Fratelli d’Italia e Lega, e hanno premiato un profilo liberal-progressista fortemente pro Unione Europea. Ora D66 apre i negoziati per una coalizione con Verdi, laburisti e centristi cristiano-sociali, nel tentativo di riportare stabilità e modernità al Paese.
Alle elezioni olandesi è testa a testa tra i liberal-progressisti di Jetten (D66) e la destra nazionalista di Geert Wilders (PVV), entrambi con 26 seggi. D66 cresce di 17 seggi, PVV ne perde 11. Seguono il VVD (22 seggi), i Verdi-laburisti di Timmermans (20) e il CDA (18). Nessun partito ha la maggioranza: iniziano ora i negoziati per formare il governo.
Chi è Rob Jetten
Classe 1987, nato a Veghel e cresciuto a Uden, Rob Jetten è il nuovo volto del liberalismo progressista olandese. Laureato in Economia all’Università di Nijmegen, ha iniziato la carriera come consulente aziendale prima di entrare in politica con i Democrats 66 (D66), di cui è oggi leader. Ex ministro per il Clima e l’Energia nel governo Rutte IV, è considerato uno dei promotori più convinti della transizione verde e di un’Europa solidale.
Aperto, dialogante, ma deciso sui diritti civili, Jetten difende il matrimonio egualitario, l’inclusione delle persone LGBTQIA+ e il diritto d’asilo come pilastri di una società moderna. Ha più volte denunciato le derive xenofobe della destra populista e il rischio di “un’Europa che rinnega sé stessa”.
Sportivo, maratoneta e vegetariano, ama definire la politica come “una forma di cura collettiva”. Se diventerà premier, sarà il primo leader gay nella storia dei Paesi Bassi e il più giovane mai eletto.
Rob Jetten e il suo compagno Nico Keenan
Il leader di D66 è da tempo legato all’atleta argentino Nico Keenan, giocatore di hockey su prato e due volte olimpionico con la nazionale del suo Paese. I due hanno annunciato il loro fidanzamento nel novembre 2024, condividendo su Instagram alcune foto con la didascalia “Soon to be Mr & Mr”. Come raccontato da Jetten al sito LINDA.nl, la proposta è arrivata a casa, poco prima di una cena romantica: “Era ora. Siamo molto felici insieme“.
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Keenan, 27 anni, è uno dei pochi sportivi apertamente bisessuali della Premier League olandese di hockey e fa parte del “Team LGBTQ” delle Olimpiadi di Parigi 2024. In un’intervista a Trouw ha spiegato di non sentirsi un’eccezione: “Vivo semplicemente la mia vita come voglio”. Jetten, che lo definisce “un ragazzo incredibilmente affascinante“, ha precisato che la data del matrimonio non è ancora fissata, ma che entrambi intendono unire presto le loro famiglie provenienti da due continenti diversi, come raccontato da Outsports.

Rob Jetten: messaggi politici
Crescita e fiducia sociale
“I Paesi Bassi sono rimasti fermi per quindici anni… Finché le persone avranno la sensazione che le loro vite siano bloccate, che non stiano facendo progressi, inevitabilmente cresceranno ansia e malcontento nella società.”
Fonte: DutchNews.nl
Politiche d’asilo pragmatiche
“Dobbiamo smetterla di trasformare l’asilo in un enorme circo politico… Sappiamo perfettamente cosa serve per far funzionare meglio il sistema d’asilo, quindi mettiamoci al lavoro.”
Fonte: DutchNews.nl
Una “terza via” europea
“Non vogliamo un libero mercato totale come negli Stati Uniti, dove pochi monopoli hanno troppo potere, ma nemmeno una censura di Stato dove il governo sa tutto di te. Una “terza via” europea può rendere il nostro continente il posto migliore al mondo in cui vivere”
Fonte: DutchNews.nl
Integrazione europea
“In principio, un’idea semplice ma maestosa… Con l’integrazione europea è esattamente così: non combattiamo più con le armi. Mandiamo i nostri giudici a Lussemburgo e i nostri politici in Belgio… Usiamo le parole, le leggi, la negoziazione, la pazienza”
Fonte: D66.nl
Sicurezza e Russia
“L’Europa deve sconfiggere Vladimir Putin.”
Fonte: Euractiv
La vittoria di Jetten in Olanda costituisce un cambiamento di trend in Europa rispetto all’onda nera di ispirazione USA e di matrice Maga/Trumpiana che ha contagiato Italia, Francia e Germania e che vede possibili derive autoritarie a est, in primis in Ungheria, ma anche in Polonia, Repubblica Ceca, Bulgaria e Slovacchia. Pochi giorni fa l’Irlanda ha eletto la presidente progressista Catherine Connolly. Negli USA tra i democratici potenzialmente in corsa per le primarie per la Casa Bianca 2028 il candidato apertamente gay Pete Buttigieg, obamiamo liberal, è in netto vantaggio nei sondaggi. Più a sinistra invece la storia di New York: nei prossimi giorni la città della Grande Mela potrebbe avere come sindaco il candidato progressita Mamdani. L’unione delle forze di sinistra con le forze liberali progressiste si configura come risposta politica vincente al neo-autoritarismo reazionario delle estreme destre occidentali.
