Perché è importante la sfida per il sindaco di New York tra Mamdani e Cuomo: liberali e progressisti contro il buio reazionario dei Maga di Trump

Diritti LGBTIAQ+ e non solo. Qual è la strategia per sconfiggere l'onda nera autoritaria, in USA, ma non solo? Sguardi puntati su NYC.

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NY LGBT Mamdani Cuomo
New York elegge il sindaco: i candidati sono entrambi democratici. Vediamo come la pensano su diritti LGBTIAQ+ Zohran Mamdani ed Andrew Cuomo
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Martedì 4 novembre 2025 New York eleggerà il suo prossimo sindaco. Il voto anticipato è già iniziato. La posta in gioco va oltre la città e delinea un possibile segnale della metropoli-faro per i diritti americani e per il suo ruolo di influenza liberal-cosmopolita nel mondo: è un test per l’orientamento futuro del Partito Democratico americano certamente, ma anche e soprattuto per la tenuta della democrazia americana. Non è un caso che entrambi i candidati provengano dall’area democratica dello scenario politico USA che, ricordiamo, negli ultimi anni è stato terremotato dalla trasformazione reazionaria e suprematista dei MAGA di Trump.

Andrew Cuomo vs Zohran Mamdani

In campo ci sono due candidati con visioni ben distinte, eppure entrambi di area democratica. Andrew Cuomo, ex governatore di New York, corre come indipendente dopo aver perso le primarie. Zohran Mamdani, giovane deputato statale del Queens, democratico-socialista, ha vinto la nomination il 24 giugno con ampio margine. Cuomo non è un trumpiano. È un democratico centrista, con un passato progressista nei diritti civili ma oggi percepito come ambiguo. Pur restando lontano dai MAGA, ha scelto alleati controversi e toni moderati. Ma per la nuova sinistra, non basta più “non essere Trump: Cuomo rappresenta il passato, non la resistenza. È lo scontro tra vecchio potere e nuova sinistra urbana che si sta consumando, prima che altrove, all’interno dei Democratici. E che vedremo plasticamente rappresentata, prima che altrove, nell’elezione locale di New York City.

Zohran Kwame Mamdani è nato in Uganda, ha 33 anni, rappresenta la generazione metropolitana e progressista. La sua campagna è appoggiata da Alexandria Ocasio-Cortez, Cynthia Nixon, Ben Platt, Bowen Yang. Molti osservatori lo vedono come un potenziale candidato nazionale per il 2028. La sua vittoria a New York sarebbe un segnale forte: la sinistra può vincere, anche nei grandi centri di potere. È anche una sfida diretta al modello democratico moderato incarnato da figure come Barack Obama e Pete Buttigieg. Buttigieg, apertamente LGBTIAQ+ e padre di famiglia arcobaleno, è in testa secondo alcuni sondaggi come possibile vincitore delle primarie dem in tutto il Paese.

I diritti LGBTIAQ+ secondo Andrew Cuomo

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Il governatore italo-americano dello Stato di New York, Andrew Cuomo, durante il NYC Pride del 2016 (wikimedia)

Un tempo spiccatamente anti-trumpiano, Andrew Cuomo ha firmato nel 2011 la legge sul matrimonio egualitario. Nel 2019 ha promosso la legge contro la discriminazione delle persone trans. Ha abolito nel 2021 la norma “Walking While Trans”, spesso usata per perseguitare donne trans nere e latine. Ma oggi il suo rapporto con la comunità LGBTIAQ+ è in crisi. Ha evitato forum pubblici queer. Ha assunto un tesoriere legato a gruppi anti-LGBTIAQ+. Ha accettato l’endorsement del reverendo Ruben Diaz Sr., noto per le sue posizioni omofobe. La sua storia resta quella di una profonda apertura ai diritti civili, ma la fiducia attuale è incrinata. Le influenze delle svolte estremiste dei reazionari neoautoritari di Trump lo hanno indotto a correggere il suo storico afflato liberal.
A seguire i punti chiave della proposta politica di Cuomo rispetto ai temi della comunità LGBTIAQ+:

  • 2011 – Marriage Equality Act. Da governatore dello Stato di New York, Cuomo firma la legge che legalizza il matrimonio tra persone dello stesso sesso nello Stato. È un momento storico: New York diventa il sesto Stato americano a riconoscere il matrimonio egualitario, e il più popoloso. Cuomo si presenta come un riformatore liberale, capace di costruire consenso bipartisan.
  • 2015 – Tutele sanitarie per persone trans. Cuomo introduce regole che obbligano le compagnie assicurative a coprire i trattamenti medici per la disforia di genere. È una misura che anticipa le protezioni federali.
  • 2019 – GENDA (Gender Expression Non-Discrimination Act). Cuomo firma la legge che estende le tutele antidiscriminatorie all’identità e all’espressione di genere. È una delle riforme più rilevanti per i diritti trans nello Stato di New York.
  • 2019 – Divieto di conversion therapy. Cuomo mette al bando le cosiddette “terapie di conversione” sui minori, dichiarando che “nessuno deve essere costretto a negare chi è”.
  • 2021 – Abrogazione della legge “Walking While Trans”. Cuomo approva la cancellazione di una norma risalente agli anni ’70, usata per arrestare donne trans, spesso nere o latine, con l’accusa di “adescamento”.
  • Nel 2025 Cuomo ha scelto come tesoriere di campagna Kristofer Graham, un attivista che ha collaborato con gruppi anti-LGBTQ e con la campagna repubblicana del trumpiano Lee Zeldin.
  • Ha accettato l’endorsement del pastore Ruben Diaz Sr., noto per le sue posizioni omofobe e contrarie al matrimonio egualitario.
  • Ha evitato i forum organizzati da gruppi LGBTIAQ+ durante la campagna elettorale per il sindaco.
  • Le principali associazioni LGBTIAQ+ della città hanno deciso di non appoggiarlo.

I diritti LGBTIAQ+ secondo Zohran Kwame Mamdani

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Zohran Mamdani

Mamdani ha fatto dei diritti LGBTIAQ+ un tema centrale. Ha proposto un piano da 65 milioni per la salute di affermazione di genere. Vuole creare un ufficio comunale per le persone LGBTQIA+. Vuole trasformare New York in una “città santuario” per chi fugge da Stati ostili alle persone queer. Nel suo ultimo spot ha citato Sylvia Rivera, storica attivista trans, e ha dichiarato: “In un tempo di odio, New York deve essere luce”. Mamdani sostiene che i diritti LGBTQ non siano una “questione identitaria”, ma parte del conflitto sociale e democratico americano e si è strenuamente esposto contro la persecuzione delle persone trans dei Maga di Trump. Il suo approccio è netto, intersezionale, generazionale.
Di seguito i punti chiave della proposta politica di Mamdami rispetto ai temi della comunità LGBTIAQ+:

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  • 2021 – Zohran Mamdani ha sostenuto e votato l’abrogazione della legge “Walking While Trans, usata per arrestare donne trans, spesso nere o latine, accusate di adescamento solo per come camminavano o si vestivano. Una norma simbolo della criminalizzazione dell’identità trans..
  • 2021 – Gender Recognition Act. Mamdani ha battagliato apertamente per la legge che permette alle persone trans e non binarie di aggiornare i propri documenti con maggiore libertà, includendo l’opzione “X” come genere neutro.
  • 2023 – Shield Law per la salute trans. Ha votato a favore della legge che protegge medici e pazienti che forniscono o ricevono cure di affermazione di genere da azioni legali provenienti da Stati ostili.
  • 2024 – Mamdani ha appoggiato il “Proposal 1”, modifica costituzionale dello Stato di New York che vieta la discriminazione basata su orientamento sessuale, identità e genere, estendendo le tutele anche alla casa e al lavoro.
  • 2025 – Campagna per i diritti trans. Ha partecipato a manifestazioni in difesa dei minori trans. In un sit-in in Union Square ha dichiarato: “Non serve conoscere un ragazzo o una ragazza trans per difenderli. Nessuno va sacrificato”.
    • 2025 – Spot su Sylvia Rivera. Ha pubblicato un video in cui richiama l’eredità dell’attivista trans di Stonewall. “In un tempo di odio, New York deve essere luce”, dice nel video, guardando in camera.
  • 2025 – Nel suo programma c’è un “Piano LGBTQIA+ per New York“, programma da 65 milioni di dollari per:
    – finanziare le cure di affermazione di genere nei centri pubblici;
    – creare un Office of LGBTQIA+ Affairs per coordinare politiche su salute, alloggi e inclusione;
    – istituire New York come città santuario per le persone LGBTQ perseguitate in altri Stati.
  • Mamdani sostiene che i diritti LGBTQ non siano una “questione identitaria”, ma parte del conflitto sociale e democratico americano.
  • È sostenuto apertamente da molte figure LGBTIAQ+ note, tra cui Cynthia Nixon, Ben Platt, Hari Nef e Bowen Yang.
  • I sondaggi lo danno in netto vantaggio tra gli elettori queer under 40.
  • Le principali associazioni LGBTIAQ+ newyorkesi lo hanno indicato come prima scelta nella scheda elettorale.

La resistenza americana

La battaglia di New York avviene in un’America sotto pressione. Donald Trump, tornato in pieno controllo del Partito Repubblicano, agita spettri di vendetta, polarizzazione e repressione. I suoi alleati parlano apertamente di modificare le regole elettorali, anche in vista delle elezioni di mid-term del 2026. In questo contesto, una nuova resistenza sta emergendo. È fatta di amministratori locali, candidati di sinistra, giovani elettori, comunità queer e movimenti di base. Mamdani ne è oggi un simbolo. Ma non può farcela da solo. O per meglio dire: potrebbe farcela a New York, ma di certo non ce la farebbe mai nel resto del Paese. Ed è proprio rispetto allo sguardo di noi europei sconvolti dalla deriva autoritaria trumpiana che la domanda è: esiste una resistenza liberal-democratica USA per provare a sconfiggere politicamente i Maga e Donald Trump, prima che sia necessario ricorrere a strumenti di altro genere?

La domanda politica

La sinistra del Partito Democratico, da Mamdani a Ocasio-Cortez, fino a Bernie Sanders, ha una visione chiara. Ma resta isolata se non si costruisce un’alleanza seria con il centro liberal. I democratici di tradizione obamiana devono decidere se sostenere davvero questo fronte, o lasciarlo ai margini. Come detto, nei sondaggi per il 2028, Pete Buttigieg – padre di una famiglia arcobaleno – è in testa tra gli elettori democratici. Ma anche la sua immagine moderata potrebbe non bastare contro l’ondata reazionaria. Anche perché, va detto e va scritto qui su Gay.it, il profilo di persona apertamente omosessuale padre di famiglia arcobaleno potrebbe essere un ostacolo alla penetrazione del suo carisma politico presso le decisive aree moderate del Paese. Forse è il momento di dire le cose con chiarezza: per rispondere a fanatici illiberali e neofascisti non servono ambiguità, ma una proposta politica coraggiosa, progressista, e fiera dei suoi valori liberali. E occorre un’alleanza d’acciaio di tutte le forze politiche liberal-democratiche. Negli USA, ma non solo: l’elezione della Presidente irlandese Catherine Connolly, profilo politico di una sinistra popolare, ma non populista, particolarmente attenta ai temi dell’inclusione e della partecipazione, costituisce un segnale di speranza e coesione. La risposta alle divisioni seminate dalle forze reazionarie può e deve essere quella dell’unione.

Questo articolo è stato possibile grazie al lavoro di ricerca di Uncloseted Media. Sono state consultate come fonti anche New York Times, New York Post, The Advocate, Reuters, Human Rights Campaign, CNN, Newsweek, Gayety, The Guardian, LGBTQ Nation, Gay Times, YouGov. Le riflessioni speculative sullo scenario politico sono dell’autore dell’articolo.

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