Identificati i tre minorenni che hanno torturato il quindicenne: emergono video e ipotesi di abusi sessuali

Il ragazzo di Moncalieri sequestrato a Torino sarebbe stato sottoposto anche a una gogna social.

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Confermata la presenza di materiale video sui cellulari dei tre aggressori del 15enne sequestrato e torturato a Torino Moncalieri da una baby gang, già nota agli inquirenti.
Confermata la presenza di materiale video sui cellulari dei tre aggressori del 15enne sequestrato e torturato a Torino Moncalieri da una baby gang, già nota agli inquirenti.
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Sono stati identificati nel giro di poche ore i tre presunti responsabili della notte di orrore vissuta dal quindicenne di Moncalieri (Torino) la sera di Halloween. Due ragazzi e una ragazza, tutti tra i 14 e i 16 anni, già noti alle forze dell’ordine per vandalismo e danneggiamenti. Almeno uno di loro frequentava la stessa scuola della vittima.

I carabinieri, coordinati dalla Procura dei minori di Torino, hanno sequestrato i cellulari della baby gang per cercare foto e video della notte di violenza: secondo quanto emerso, sarebbero quattro i filmati girati durante il sequestro, poi cancellati. Le immagini potrebbero documentare anche abusi sessuali, ipotesi su cui si concentrano ora le indagini delle pm Vitina Pinto e Virginia Pecoriello.

La notte di Halloween e lo “sgabuzzino”

Il quindicenne, fragile e con difficoltà scolastiche, era stato attirato in una casa di Torino con il pretesto di un incontro tra amici. Lì sarebbe stato chiuso per ore in uno sgabuzzino, rasato a zero, picchiato e costretto a gettarsi nudo nella Dora, con addosso la bruciatura di una sigaretta. Un atto di bullismo da branco e di pura sopraffazione, come lo ha definito la procuratrice minorile Emma Avezzù: “Erano in tre contro uno, una violenza vera e propria”.

Il linciaggio social e la paura

Dopo l’aggressione, la baby gang avrebbe diffuso sui social messaggi di scherno e minaccia contro il ragazzo. Secondo quanto ricostruito da Open e da La Stampa, i messaggi offensivi e le minacce contro il quindicenne sarebbero stati pubblicati sui social, precisamente sulle bacheche e nei gruppi frequentati dai ragazzi coinvolti.

Non si tratterebbe solo di messaggi privati, ma di veri e propri commenti pubblici o semi-pubblici (storie, post e thread su piattaforme come Instagram e TikTok) in cui i coetanei della “baby gang” lo insultavano e lo minacciavano con frasi come:

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“Ti ho messo come la mia putt… rattone! Se ti becco in giro…”
“Non sei più un gangster, ma un pentito”
“Avete finito di vivere”

La città di Moncalieri è sotto choc. “Conosciamo da sempre questo ragazzo, siamo sconvolti – ha dichiarato il sindaco Paolo Montagna – è stato vittima di una violenza inaccettabile. Nessuno deve restare in silenzio”. Montagna ha poi parlato di “una guerra fra poveri. La madre del quindicenne, in lacrime, ha raccontato la paura di non averlo visto tornare e la disperazione nel ritrovarlo sfigurato: “Temo per la reazione di mio figlio, ha bisogno di aiuto”. Entrambi saranno ascoltati nelle prossime ore da magistrati e psicologi, mentre la Procura valuta ulteriori contestazioni per violenza sessuale.

Intanto ieri alcuni giovani hanno deciso di incontrarsi a Moncalieri per una “spedizione punitiva“: una quarantina di adolescenti si sono dati appuntamento in centro per un presunto “confronto” con uno dei tre indagati per le torture subite dal ragazzo. Su Instagram lo slogan era “finite peggio di Faneto“, in riferimento al rapper accusato di presunte violenze nei confronti della sua ex, e che pochi giorni fa è stato vittima di una resa dei conti. L’isolato è stato presidiato dai carabinieri; alcuni dei ragazzi urlavano: “La deve pagare“.

Nessuna reazione da parte della politica nazionale ad ora, davanti agli atti di inaudita violenza perpetrati da minorenni: i carnefici hanno tutti tra i 14 e i 15 anni. In Italia il Governo Meloni sta portando avanti progetti di legge che vieterebbero l’educazione sessuale, affettiva e alle differenze a scuola.

© Riproduzione riservata.

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