Torino, 15enne sequestrato e torturato, sospetto stupro con video da parte di una baby gang

La notte di Halloween trasformata in momenti di odio e bullismo. Il ragazzo era stato invitato da quelli che considerava "amici". La gang già nota agli inquirenti. Cosa è accaduto. Cosa sappiamo.

Ascolta:
0:00
-
0:00
Torturato con sigarette spente sulla pelle e obbligo di immergersi nel fiume gelido: sospetti di un presunto stupro con video.
Torturato con sigarette spente sulla pelle e obbligo di immergersi nel fiume gelido: sospetti di un presunto stupro con video.
3 min. di lettura

Attenzione questo contenuto potrebbe urtare la tua sensibilità

In un Paese dove quindicenni torturano i propri compagni fingendo amicizia, il governo sogna scuole senza parole come corpo, desiderio, rispetto. Cancellano l’educazione affettiva e sessuale mentre i ragazzi imparano altrove, nelle chat, nei silenzi, nella crudeltà casuale del branco, l’infinito possibile della violenza umana. Una distonia feroce, che rivela non solo l’assenza di educazione, ma il vuoto stesso di una coscienza collettiva. Eccoci a un altro episodio da brividi. Oltre il bullismo e oltre l’immaginazione.

Una notte di orrore, consumata tra le periferie di Torino e il fiume Dora. Un ragazzo di quindici anni, definito dalle cronache “persona con fragilità”, residente tra Moncalieri e il capoluogo piemontese, è stato sequestrato, picchiato e umiliato da tre coetanei – due ragazzi e una ragazza – appartenenti, secondo gli inquirenti, a una baby gang già nota alle forze dell’ordine.

Secondo quanto riporta La Repubblica, il quindicenne era stato invitato da quelli che considerava amici – uno di loro sarebbe un compagno di scuola – a trascorrere la serata di Halloween insieme. Doveva invece passare la notte dal nonno, ma non è mai arrivato. “Gli hanno fatto vivere una notte di vero terrore”, racconta la madre, che lo ha accompagnato il giorno seguente dai carabinieri. Il ragazzo si è presentato alla caserma di Moncalieri con le sopracciglia e i capelli rasati, i vestiti ancora umidi e un taglio vicino all’occhio. Secondo quanto riferito dalla donna e trapelato dai giornalisti locali, i bulli avrebbero infierito sulle fragilità del ragazzo.

Come ricostruisce La Stampa, i tre lo avrebbero portato in un appartamento di Torino, dove non erano presenti adulti. Gli hanno sequestrato il telefono, lo hanno chiuso in bagno per ore, minacciandolo con un cacciavite. Poi lo avrebbero rasato a forza, picchiato e bruciato con una sigaretta sulla caviglia. Non contenti, lo avrebbero condotto lungo il fiume Dora, costringendolo a spogliarsi e a immergersi nell’acqua gelida, mentre da un ponte – da cui passava il tram 4 – gli sputavano addosso ridendo.

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

Il Corriere di Torino conferma i dettagli delle sevizie, precisando che il ragazzo è rimasto nelle mani del gruppo per un’intera notte, fino a quando è stato lasciato nei pressi della stazione di Porta Nuova, dove gli hanno restituito il cellulare. Solo allora ha potuto avvisare la madre. “Quando l’ho visto è stato uno choc. Hanno approfittato delle sue fragilità fingendo di essergli amici”, ha dichiarato la donna.

carlo torino figlio gay maltrattamento genitori padre madre omobitransfobia bullismo scuola

Secondo il nuovo rapporto della Fondazione Foresta ETS, condotto su un campione di 5.849 studenti delle scuole superiori italiane, oltre uno su quattro ha dichiarato di essere stato vittima di bullismo o cyberbullismo. Le percentuali più alte si registrano tra chi manifesta differenze legate all’aspetto fisico, all’identità di genere o all’orientamento sessuale. Un dato che assume un valore ancora più inquietante nel contesto politico attuale, mentre il governo spinge per misure come il DDL Valditara e l’emendamento della Lega che mirano a escludere l’educazione sessuo-affettiva persino dalle scuole medie.

Gli investigatori, coordinati dalla procura dei minori, stanno analizzando le celle telefoniche e le immagini delle telecamere per identificare con certezza i responsabili. Il Fatto Quotidiano riferisce che gli inquirenti hanno già trasmesso la notizia di reato alla Procura e che la banda sarebbe legata ad altri episodi di bullismo e vandalismo nella cintura sud di Torino.

Sia La Repubblica sia La Stampa parlano anche del sospetto di un video che potrebbe documentare abusi sessuali, ma la circostanza – scrive il Corriere – non risulta ancora agli atti della denuncia ed è oggetto di verifica.

Ringrazio Dio che mio figlio è vivo, ma voglio giustizia”, ha detto la madre.

© Riproduzione riservata.

Mi piace
Commenta
Salva
Condividi

Partecipa alla discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.