Ve ne avevamo parlato lo scorso maggio, dell’incredibile storia di Ansley Baker, donna cisgender cacciata dal Liberty Hotel di Boston dopo essere entrata nel bagno delle donne insieme alla sua ragazza, perché “troppo mascolina” e considerata trans.
6 mesi dopo il Liberty Hotel, hotel a cinque stelle denunciato dalla coppia, ha raggiunto un primo accordo con lo stato del Massachusetts causa discriminazione: aggiornerà la formazione nei confronti del proprio personale e le proprie politiche antidiscriminatorie, oltre a donare 10.000 dollari a un’organizzazione LGBTQ+ e affiggere una dichiarazione antidiscriminatoria nella hall.
All’epoca una guardia giurata entrò in uno dei bagni femminili dell’hotel intimando ad Ansley Baker di uscire, accusandola di essere un uomo, costringendola a mostrare un documento d’identità che confermasse il suo genere. Mentre accompagnavano Baker e la sua compagna Liz fuori dal bagno, altre donne in coda per il bagno insultarono Ansley definendola “una pervertita”, chiedendo l’espulsione dalla struttura. Cosa che avvenne. L’hotel ha poi mentito, sostenendo che Baker e la fidanzata avessero usato lo stesso bagno. Peccato che non fosse vero.
L’odio transfobico colpisce anche le donne cis

Lunedì la Commissione contro le Discriminazioni del Massachusetts (MCAD) ha annunciato l’accordo dopo la denuncia statale, come riportato GO MAG. In una dichiarazione ufficiale, la MCAD ha affermato che la coppia è stata “stereotipata, molestata e allontanata“.
“Questo scandaloso incidente al Liberty Hotel ha lasciato queste due donne emotivamente scosse, umiliate e profondamente angosciate“, ha dichiarato la presidente del MCAD, Sunila Thomas George. “Sono state private dei servizi, sottoposte a trattamenti umilianti di fronte agli altri clienti dell’hotel e falsamente accusate di azioni che non hanno commesso, il che non è solo degradante, ma anche ingiusto secondo la legge sui diritti civili del Massachusetts“.
Il direttore generale del Liberty Hotel, Mark Fischer, ha presentato le sue scuse alla coppia, affermando: “A nome del Liberty Hotel, desidero porgere nuovamente le mie scuse ad Ansley Baker e Liz Victor per l’incidente verificatosi… Ci rammarichiamo profondamente che la nostra dichiarazione iniziale possa aver creato impressioni indesiderate sulle azioni di Ansley e Liz. Non era nostra intenzione“.
Ma la storia non finirà qui. Baker e Victor intendono infatti procedere con una causa civile contro l’hotel per aver pubblicato una “dichiarazione falsa e diffamatoria” nei loro confronti, che insinuava il loro coinvolgimento in comportamenti osceni mentre condividevano un bagno. Intervistata da WBZ-TV, Baker ha affermato che le scuse dell’hotel non significano molto. La compagna di Baker, Liz Victor, ha dichiarato di voler ritenere l’hotel responsabile delle sue azioni e garantire che tali falsità non vengano più diffuse in futuro.
Dal 2016, la legge dello stato del Massachusetts consente a tuttə di utilizzare i bagni e gli spogliatoi più in linea con la propria identità di genere.
Ma l’episodio di Boston è figlio di un odio transfobico che sta travolgendo gli USA, dove ci sono Stati che hanno vietato ufficialmente l’utilizzo del bagno delle donne da parte delle donne trans, con una donna arrestata in Florida e persino il Campidoglio ad aver legiferato in tal senso per negarne l’accesso alla deputata trans democratica Sarah McBride. Da mesi le associzioni LGBTQIA+ denunciano il clima da caccia alle streghe che si respira nel Regno Unito, con i bagni delle donne improvvisamente diventati luoghi da detective, in cui scovare non si sa come le donne trans. Da quando la Corte Suprema britannica si è esposta con la propria contestata sentenza transfobica, con JK Rowling che ha proposto di fotografare le donne trans nei bagni e “segnalarle” sui social, in molti hanno denunciato le possibili ripercussioni sulle cosiddette lesbiche “mascoline”.
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