Di omosessualità nel regno animale ne abbiamo parlato spesso. Ma perché la scienza fatica a trattare questo argomento? Elefanti, pinguini, fenicotteri, megatterre, cigni e moltissime altre creature che senza problemi vivono apertamente la propria identità sessuale omo. Poi un giorno di qualche mese fa vi avevamo raccontato dei montoni gay della Nord Reno-Westfalia e di Rainbow Wool, factory creativa animalista che ha mescolato i colori dell’arcobaleno queer alle istanze transpeciste e all’amore per animali salvati dalla macellazione. Ai piani alti del reparto marketing di Grindr forse hanno letto il nostro articolo, o forse no, ma tant’è: è nata una collezione realizzata proprio con la lana dei montoni gay.
In questo articolo
- 1 Maglioni creati con lana di montoni gay: la storia di Rainbow Wool
- 2 Grindr, Michael Schmidt e la nascita della prima collezione di lana “queer”
- 3 Moda e attivismo: la collezione come manifesto politico contro invisibilità e pregiudizi
- 4 Lana queer, adozioni e nuove tendenze: Rainbow Wool pronta all’assalto del mercato
Maglioni creati con lana di montoni gay: la storia di Rainbow Wool
Una sfilata newyorchese, un designer abituato a vestire icone pop e una fattoria tedesca che salva montoni gay dalla morte. Grindr ha trasformato una storia improbabile in un manifesto politico e culturale: “I Wool Survive”, la prima collezione di moda realizzata interamente con la lana dei cosiddetti gay sheep.
La storia nasce a Rainbow Wool, una piccola realtà vicino a Colonia fondata dal pastore e attivista Michael Stücke. Da anni il suo rifugio accoglie montoni che, in natura, mostrano una preferenza esclusiva per altri maschi. Un fenomeno noto agli etologi e tutt’altro che raro: tra il 18% e il 30% degli arieti manifesta infatti un orientamento omosessuale stabile, documentato attraverso comportamenti di corteggiamento e accoppiamento del tutto analoghi a quelli eterosessuali.
Un dato che, nelle fattorie tradizionali, è sempre stato considerato un problema: gli animali “inefficienti” dal punto di vista riproduttivo vengono spesso destinati alla macellazione. Da qui la missione di Stücke, che ha deciso di sottrarre questi animali a un destino segnato e trasformarli in una risorsa etica, sostenibile e politica.
Ogni anno il rifugio raccoglie la lana dei suoi montoni – lana perfettamente identica a quella prodotta dagli altri ovini, ma caricata di un valore simbolico enorme. I ricavi vengono reinvestiti nel benessere degli animali, nella tutela del territorio e nelle iniziative LGBTQ+. Il rifugio, inoltre, offre visite guidate e la possibilità di adottare a distanza un montone gay, sostenendone cure e alimentazione.
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Grindr, Michael Schmidt e la nascita della prima collezione di lana “queer”
La storia della Rainbow Wool ha iniziato a circolare nel 2024, incuriosendo media e attivisti. Poi è arrivato l’interesse di Grindr, che ha colto l’occasione per trasformare il progetto in qualcosa di più ambizioso: una dichiarazione estetica e politica destinata a travolgere la moda internazionale.
L’app ha coinvolto Michael Schmidt, designer noto per aver creato abiti per Beyoncé, Lady Gaga, Cher, Taylor Swift, Lil Nas X, e per il suo lavoro con Chrome Hearts. L’obiettivo: costruire una collezione interamente realizzata con la lana dei montoni gay della Rainbow Wool. Una collezione giocosa ma con una dichiarazione chiara: la natura non ha mai represso il desiderio, lo fanno gli esseri umani.
Il risultato è “I Wool Survive”, svelata il 13 novembre a New York, all’Altman Building, davanti a una platea di artisti, icone queer e protagonisti della nightlife internazionale. Tra gli ospiti: Zaldy, Aquaria, Susanne Bartsch, performer, stylist e volti storici della scena LGBTQ+.
Schmidt ha realizzato 36 look che rielaborano gli archetipi dell’immaginario gay in chiave ironica, politica e liberatoria. Ci sono il leather daddy in harness di lana arcobaleno, il marinaio crop, il mechanic, il jock, il wrestler, il truck driver DTF, fino al pizza boy trasformato in modello da passerella.
“Questa collaborazione dimostra che l’omosessualità non è una scelta: esiste ovunque nel regno animale”, afferma Stücke. Schmidt aggiunge: “La discriminazione contro animali non etero riflette la stessa paura che colpisce le comunità LGBT”.
Moda e attivismo: la collezione come manifesto politico contro invisibilità e pregiudizi
L’iniziativa si inserisce nel solco di una moda già attiva sul fronte dell’attivismo queer. Negli ultimi anni, designer come Connor Island avevano già lanciato magliette come “Protect the Dolls”, andata sold out in poche ore, o brand come Marke avevano raccontato le estati mai vissute delle persone queer con “The Summer I Never Had”.
Ma l’operazione di Grindr è più radicale: non si limita a un messaggio stampato, ma interviene direttamente sul processo produttivo, sugli animali, sull’etica e sulla filiera.
Parte dei capi sarà battuta all’asta e i proventi destinati a progetti LGBTQ+. L’after-party al The Eagle, storico tempio della nightlife leather, ha sancito la fusione definitiva tra fashion, orgoglio e cultura gay.
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Lana queer, adozioni e nuove tendenze: Rainbow Wool pronta all’assalto del mercato
Secondo quanto riportato dal New York Times e da riviste come Esquire, la collezione sta generando un interesse che potrebbe cambiare completamente il presente e il futuro della Rainbow Wool. Ordini in arrivo, nuove richieste, persino l’ipotesi che altre fattorie possano convertire la propria produzione verso la cosiddetta “lana gay”.
Non è la prima volta che la fattoria di Stücke fa parlare di sé: già in passato Rainbow Wool produceva lacci per scarpe, toppe e berretti, spesso promossi da testimonial celebri come Bill Kaulitz dei Tokio Hotel, che ha adottato due arieti del rifugio, Karl e Wolli. Ma con il supporto mediatico di Grindr, il progetto sta entrando in una nuova fase: quella della moda globale.
Intanto Rainbow Wool prosegue la sua missione: salvare arieti gay, offrire visite guidate, reinvestire ogni ricavo nel benessere degli animali e nella tutela del territorio, dove le pecore agiscono come “giardinieri naturali” in un ecosistema protetto.
E sì: si può anche adottare un montone gay, sostenendone cure e alimentazione (QUI le info). A ricordare che, a volte, anche la lotta politica può avere il soffice profumo della lana appena tosata.


