Hiv e Aids, i nuovi casi in Italia nel 2024. Diagnosi tardive, più etero che gay ma l’incidenza MsM è maggiore

Nel 2024 in Italia il 59,9% delle nuove diagnosi di infezione da hiv è avvenuta tardivamente, quando l’infezione era già in fase avanzata. Sono maschi nel 79% dei casi.

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Con l’avvicinarsi del 1 diembre, Giornata mondiale contro l’AIDS, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha pubblicato i dati sulle nuove diagnosi di infezione da hiv e dei casi di aids in Italia al 31 dicembre 2024.

L’Istituto Superiore di Sanità è il principale istituto di ricerca italiano nel settore biomedico e della salute pubblica, che promuove e tutela la salute pubblica nazionale e internazionale attraverso attività di ricerca, sorveglianza, regolazione, controllo, prevenzione, comunicazione, consulenza e formazione.

Nuove diagnosi di infezione da HIV

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  1. Nel 2024, sono state effettuate 2.379 nuove diagnosi di infezione da HIV pari a 4 nuovi casi per 100.000 residenti. Nel 2023 le nuove diagnosi erano state 2507.
  2. L’incidenza osservata in Italia è inferiore rispetto all’incidenza media osservata tra i paesi dell’Europa occidentale (5,9 nuove diagnosi per 100.000 residenti).
  3. Le tre Province dove si è riscontrata un’incidenza maggiore nel 2024 sono state Roma, Firenze e Milano.
  4. Nel 2024 le incidenze più alte (≥4,5 casi per 100.000 residenti) sono state osservate nelle Regioni del Lazio, Toscana ed Emilia-Romagna. La regione con più casi segnalati (449) è la Lombardia.
  5. Dal 2012 il numero più elevato di diagnosi è attribuibile alla trasmissione sessuale (in ordine decrescente MSM, maschi eterosessuali e femmine eterosessuali).
  6. Nel 2024, la proporzione di nuovi casi attribuibile a trasmissione eterosessuale è stata del 46,0% (27,9% maschi e 18,1% femmine), quella attribuibile a maschi che fanno sesso con maschi del 41,6% e quella attribuibile a persone che usano sostanze stupefacenti del 3,8%.
  7. Dal 2012 al 2020 si è osservata una diminuzione delle nuove diagnosi HIV, mentre si rileva un aumento progressivo dal 2020 fino al 2023, con stabilizzazione nel 2024 rispetto all’anno precedente.
  8. Dal 2015 è in continuo aumento la quota di persone a cui viene diagnosticata tardivamente l’infezione da HIV (con bassi CD4 o in AIDS); nel 2024, 2/3 degli eterosessuali (maschi e femmine) e più della metà degli MSM sono stati diagnosticati con CD4<350 cell/μL (concentrazione di cellule in un volume di un milionesimo di litro). I linfociti CD4 sono cellule fondamentali per il sistema immunitario. Un numero basso indica che queste cellule sono state attaccate e distrutte dal virus, indebolendo le difese del corpo contro le infezioni.
  9. Nel 2024, quasi la metà delle persone con nuova diagnosi HIV ha effettuato il test per presenza di sintomi o patologie correlate all’HIV e 1/5 lo ha eseguito in seguito a comportamenti sessuali a rischio di infezione.
  10. Le persone che hanno scoperto di essere HIV positive nel 2024 sono maschi nel 79% dei casi.
  11. L’età mediana è di 41 anni, più alta nei maschi (41 anni) rispetto alle femmine (40 anni).
  12. L’incidenza più alta è stata osservata tra le persone di età 30-39 anni (10 nuovi casi ogni 100.000 residenti di età 30-39 anni); in questa fascia di età l’incidenza nei maschi è 3 volte superiore a quelle delle femmine (15,2 vs 4,5 per 100.000).
  13. Il numero complessivo di persone che vive con l’infezione da HIV in Italia è stato stimato intorno a 150.000 (130.000-170.000) con tasso di prevalenza pari a 0,3 per 100 residenti.
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Nuovi casi di AIDS

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  1. Nel 2024 sono state notificate 450 nuove diagnosi di AIDS, pari a un’incidenza di 0,8 casi per 100.000 residenti.
  2. Tra le nuove diagnosi di AIDS, l’83,6% riguarda persone che hanno scoperto di essere HIV positive nei sei mesi precedenti alla diagnosi di AIDS.
  3. Dall’inizio dell’epidemia (1982) a oggi sono state segnalate 73.717 nuove diagnosi di AIDS, di cui 48.356 deceduti entro il 2022.
  4. Nel 2024, il 79,0% delle persone diagnosticate con AIDS non aveva ricevuto una terapia antiretrovirale prima della diagnosi di AIDS.
  5. Tra le persone che non avevano effettuato trattamenti antiretrovirali prima dell’insorgenza di AIDS nel 2024, la polmonite da Pneumocystis jirovecii è stata la più comune patologia di esordio (22,4%) sebbene nell’ultimo ventennio abbia subito il calo più evidente.
  6. La proporzione di persone con nuova diagnosi di AIDS che ignorava la propria sieropositività e che ha scoperto di essere HIV positiva nel semestre precedente la diagnosi di AIDS è aumentata nel tempo e si è stabilizzata intorno all’84% nell’ultimo triennio.
  7. Nel 2024 questa proporzione è pari all’83,6%.
  8. Il numero di decessi in persone con AIDS è rimasto relativamente stabile dal 2017 al 2020, è diminuito nel 2021 per poi aumentare nel 2022 con 493 decessi. Il numero dei casi prevalenti di AIDS, ossia ancora viventi, al 2022 è pari a 24.790.

È necessaria una maggiore sensibilizzazione sia sulle norme di prevenzione che sull’accesso al test“, ha sottolineato Barbara Suligoi, che dirige il Centro Operativo Aids dell’Iss. “Dal 2015 è in continuo aumento la quota di persone a cui viene diagnosticata tardivamente l’infezione da HIV (con bassi linfociti CD4 o con AIDS); nel 2024, due terzi degli eterosessuali, sia maschi che femmine, e più della metà degli MSM (Men who have sex with men) scoprono di essere HIV positivi quando il loro sistema immunitario è già compromesso (valori di linfociti CD4 bassi), un segno che il contagio è avvenuto da diverso tempo e che la malattia è in fase avanzata”.

“L’attenzione deve rimanere alta sull’hiv, così come sulle altre malattie a trasmissione sessuale“, ha aggiunto Anna Teresa Palamara, che dirige il dipartimento di Malattie Infettive dell’Iss. “Bisogna continuare a diffondere una cultura della prevenzione, soprattutto tra i giovani”.

© Riproduzione riservata.

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