Con l’avvicinarsi del 1 diembre, Giornata mondiale contro l’AIDS, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha pubblicato i dati sulle nuove diagnosi di infezione da hiv e dei casi di aids in Italia al 31 dicembre 2024.
L’Istituto Superiore di Sanità è il principale istituto di ricerca italiano nel settore biomedico e della salute pubblica, che promuove e tutela la salute pubblica nazionale e internazionale attraverso attività di ricerca, sorveglianza, regolazione, controllo, prevenzione, comunicazione, consulenza e formazione.
Nuove diagnosi di infezione da HIV

- Nel 2024, sono state effettuate 2.379 nuove diagnosi di infezione da HIV pari a 4 nuovi casi per 100.000 residenti. Nel 2023 le nuove diagnosi erano state 2507.
- L’incidenza osservata in Italia è inferiore rispetto all’incidenza media osservata tra i paesi dell’Europa occidentale (5,9 nuove diagnosi per 100.000 residenti).
- Le tre Province dove si è riscontrata un’incidenza maggiore nel 2024 sono state Roma, Firenze e Milano.
- Nel 2024 le incidenze più alte (≥4,5 casi per 100.000 residenti) sono state osservate nelle Regioni del Lazio, Toscana ed Emilia-Romagna. La regione con più casi segnalati (449) è la Lombardia.
- Dal 2012 il numero più elevato di diagnosi è attribuibile alla trasmissione sessuale (in ordine decrescente MSM, maschi eterosessuali e femmine eterosessuali).
- Nel 2024, la proporzione di nuovi casi attribuibile a trasmissione eterosessuale è stata del 46,0% (27,9% maschi e 18,1% femmine), quella attribuibile a maschi che fanno sesso con maschi del 41,6% e quella attribuibile a persone che usano sostanze stupefacenti del 3,8%.
- Dal 2012 al 2020 si è osservata una diminuzione delle nuove diagnosi HIV, mentre si rileva un aumento progressivo dal 2020 fino al 2023, con stabilizzazione nel 2024 rispetto all’anno precedente.
- Dal 2015 è in continuo aumento la quota di persone a cui viene diagnosticata tardivamente l’infezione da HIV (con bassi CD4 o in AIDS); nel 2024, 2/3 degli eterosessuali (maschi e femmine) e più della metà degli MSM sono stati diagnosticati con CD4<350 cell/μL (concentrazione di cellule in un volume di un milionesimo di litro). I linfociti CD4 sono cellule fondamentali per il sistema immunitario. Un numero basso indica che queste cellule sono state attaccate e distrutte dal virus, indebolendo le difese del corpo contro le infezioni.
- Nel 2024, quasi la metà delle persone con nuova diagnosi HIV ha effettuato il test per presenza di sintomi o patologie correlate all’HIV e 1/5 lo ha eseguito in seguito a comportamenti sessuali a rischio di infezione.
- Le persone che hanno scoperto di essere HIV positive nel 2024 sono maschi nel 79% dei casi.
- L’età mediana è di 41 anni, più alta nei maschi (41 anni) rispetto alle femmine (40 anni).
- L’incidenza più alta è stata osservata tra le persone di età 30-39 anni (10 nuovi casi ogni 100.000 residenti di età 30-39 anni); in questa fascia di età l’incidenza nei maschi è 3 volte superiore a quelle delle femmine (15,2 vs 4,5 per 100.000).
- Il numero complessivo di persone che vive con l’infezione da HIV in Italia è stato stimato intorno a 150.000 (130.000-170.000) con tasso di prevalenza pari a 0,3 per 100 residenti.

Nuovi casi di AIDS

- Nel 2024 sono state notificate 450 nuove diagnosi di AIDS, pari a un’incidenza di 0,8 casi per 100.000 residenti.
- Tra le nuove diagnosi di AIDS, l’83,6% riguarda persone che hanno scoperto di essere HIV positive nei sei mesi precedenti alla diagnosi di AIDS.
- Dall’inizio dell’epidemia (1982) a oggi sono state segnalate 73.717 nuove diagnosi di AIDS, di cui 48.356 deceduti entro il 2022.
- Nel 2024, il 79,0% delle persone diagnosticate con AIDS non aveva ricevuto una terapia antiretrovirale prima della diagnosi di AIDS.
- Tra le persone che non avevano effettuato trattamenti antiretrovirali prima dell’insorgenza di AIDS nel 2024, la polmonite da Pneumocystis jirovecii è stata la più comune patologia di esordio (22,4%) sebbene nell’ultimo ventennio abbia subito il calo più evidente.
- La proporzione di persone con nuova diagnosi di AIDS che ignorava la propria sieropositività e che ha scoperto di essere HIV positiva nel semestre precedente la diagnosi di AIDS è aumentata nel tempo e si è stabilizzata intorno all’84% nell’ultimo triennio.
- Nel 2024 questa proporzione è pari all’83,6%.
- Il numero di decessi in persone con AIDS è rimasto relativamente stabile dal 2017 al 2020, è diminuito nel 2021 per poi aumentare nel 2022 con 493 decessi. Il numero dei casi prevalenti di AIDS, ossia ancora viventi, al 2022 è pari a 24.790.
“È necessaria una maggiore sensibilizzazione sia sulle norme di prevenzione che sull’accesso al test“, ha sottolineato Barbara Suligoi, che dirige il Centro Operativo Aids dell’Iss. “Dal 2015 è in continuo aumento la quota di persone a cui viene diagnosticata tardivamente l’infezione da HIV (con bassi linfociti CD4 o con AIDS); nel 2024, due terzi degli eterosessuali, sia maschi che femmine, e più della metà degli MSM (Men who have sex with men) scoprono di essere HIV positivi quando il loro sistema immunitario è già compromesso (valori di linfociti CD4 bassi), un segno che il contagio è avvenuto da diverso tempo e che la malattia è in fase avanzata”.
“L’attenzione deve rimanere alta sull’hiv, così come sulle altre malattie a trasmissione sessuale“, ha aggiunto Anna Teresa Palamara, che dirige il dipartimento di Malattie Infettive dell’Iss. “Bisogna continuare a diffondere una cultura della prevenzione, soprattutto tra i giovani”.
