In occasione del 1° dicembre, Gay Help Line 800 713 713 e Roma Checkpoint hanno diffuso i dati 2025 sull’accesso ai servizi di prevenzione, diagnosi e supporto per HIV e altre IST. Numeri che confermano la centralità dei centri community based per la salute delle persone LGBTQIA+ e delle persone di recente arrivo in Italia, spesso più esposte a vulnerabilità e stigma.
Il dato sull’uso del preservativo desta forte preoccupazione: più della metà delle persone testate (53,7%) dichiara di non averlo utilizzato nell’ultimo rapporto occasionale. Una tendenza in crescita che segnala un crollo della percezione del rischio, soprattutto tra giovani e giovanissimi, e che rende urgente rafforzare prevenzione, informazione e accesso gratuito agli strumenti di protezione, dalla PrEP ai test rapidi.
Fabrizio Marrazzo, portavoce del Partito Gay LGBT+, lancia un appello: rendere immediatamente gratuiti i preservativi per tuttə gli under 26 — minorenni inclusi — e affiancare corsi strutturati di educazione sessoaffettiva. Marrazzo richiama gli studi che documentano il crollo dell’uso del condom tra i giovani e l’aumento costante delle IST negli 11–19enni, con picchi nella fascia 17–19 anni, oltre ai dati dell’ISS che indicano la crescita di gonorrea, sifilide e clamidia tra i/le 15–24enni.
“Una misura semplice, economica ed efficace sarebbe distribuire preservativi gratuiti in scuole, consultori, centri giovanili, servizi per migranti e spazi comunitari, accompagnandoli a una forte azione educativa” spiega l’attivista “La tutela della salute sessuale deve essere un diritto universale. Chiedo alle Regioni, progressiste e non solo, di attivarsi subito”, conclude Marrazzo.
Qualche giorno fa i dati diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità ponevano l’accento soprattutto sulla gravità del ritardo delle diagnosi: troppe persone fanno il test hiv troppo tardi, quando il virus è già evoluto in patologia (AIDS) e le cure (efficacissime se iniziate appena dopo il contatto con il virus) sono più complicate. Leggi il report >
I dati principali del 2025 di Gay Help Line e Roma Checkpoint
- Oltre 6.000 persone hanno contattato Gay Help Line per informazioni su diagnosi e prevenzione IST.
- Oltre 400 persone testate gratuitamente per HIV, sifilide e HCV tramite Roma Checkpoint (Gay Center + Arcigay Roma).
- 53,7% dichiara di non aver usato il preservativo nell’ultimo rapporto occasionale.
- Composizione di genere delle persone testate: 70,4% uomini – 23,8% donne – 5,9% persone trans o non binarie
- Età: 62,4% under 30 – 55,4% under 25
- Cittadinanza: 16% non italiane/i (in lieve aumento dal 2024)
- Persone che hanno fatto il test solo dopo una situazione di rischio: 31,9%
- Prime volte: 32,3% non aveva mai effettuato un test HIV (in crescita rispetto al 22,5% del 2024).
- Stigma: il 6% ha evitato rapporti con persone HIV positive.
- Preferenza di servizio: il 70% sceglie un centro community based anziché un ospedale (in aumento rispetto al 65% del 2024).
- Peer education: 40 nuove persone formate come peer educator nell’ultimo anno; centinaia raggiunte in contesti queer e non formali.
Sull’importanza dei Check Point e sulla loro utilità nell’approccio più diretto e penetrante con la popolazione si legga Caffè, test e PrEP: così a Napoli si riscrive la prevenzione HIV. Anche Roma Checkpoint si conferma uno spazio non medicalizzato, accogliente, privo di giudizio e culturalmente vicino alle comunità più esposte, capace di intercettare un numero crescente di giovani, persone migranti e chi vive vulnerabilità sanitarie e sociali. L’aumento delle prime diagnosi e la scarsa percezione del rischio rendono chiara l’urgenza: rafforzare la prevenzione, l’accesso ai test e la diffusione di strumenti come la PrEP gratuita. In un contesto in cui l’emergenza HIV non è affatto superata, l’impegno di Gay Center e Arcigay Roma dimostra quanto i servizi community based siano essenziali per garantire salute, dignità e informazione reale a tutte le persone.
Per contattare anche anonimamente Roma Check Point >
Per contattare anche anonimamente Gay Help Center chiama 800 713 713 o visita il sito web
A rafforzare il diritto alla prevenzione arriva anche l’iniziativa We Test – Mettiamo la Salute in Circolo, che mette a disposizione oltre 3.000 test rapidi HIV all’interno di circoli e associazioni LGBTQIA+. Un’operazione diffusa, comunitaria, pensata per portare il test dove le persone vivono le proprie relazioni, riducendo barriere, timori e stigma. I circoli LGBTQIA+ diventano così presidi di salute: luoghi di incontro e libertà che, grazie alla rete delle organizzazioni coinvolte, si trasformano in spazi di prevenzione accessibile a tutte le identità. Attraverso l’app ONE PASS è possibile trovare l’evento We Test più vicino e conoscere date e attività. Il progetto è promosso da una vasta rete nazionale — tra cui ARC Onlus, Arcigay, ARCO, ASA, Brescia Check Point, Check Point Plus Roma, Gaynet, Ireos, Mario Mieli, MOS, NPS, NUDI e Plus Onlus, a conferma dell’impegno collettivo nel rendere la salute sessuale un diritto realmente esigibile.
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