Negli ultimi anni il trattamento e la prevenzione dell’HIV stanno cambiando davvero. Arrivano opzioni “long‑acting” — farmaci iniettabili che si somministrano ogni due mesi — che offrono efficacia paragonabile o superiore alle terapie quotidiane con il vantaggio di ridurre l’onere di prendere pillole ogni giorno.
Queste novità sono state al centro del 20° Congresso della European AIDS Clinical Society (EACS) a Parigi che si è tenuto dal 15 al 18 ottobre, dove sono stati presentati numerosi studi che confermano risultati molto positivi in termini di efficacia, sicurezza e accettabilità.
Cosa sono le terapie long‑acting per le persone con HIV?
- Le terapie long‑acting principali in uso clinico combinano cabotegravir e rilpivirina somministrati per via intramuscolare ogni due mesi.
- Gli studi real‑world e clinici mostrano che oltre il 90% delle persone mantiene la soppressione virale a 12–24 mesi. I fallimenti virologici sono rari (intorno all’1%).
- I vantaggi pratici: niente più pillole quotidiane, appuntamenti bimestrali al centro che permettono un controllo clinico diretto e un’aderenza molto alta.

Cosa dicono gli studi principali presentati all’EACS?
- Long‑ICONA (coorte italiana): ha seguito persone che hanno sostituito la terapia orale quotidiana con iniezioni bimestrali; non ha evidenziato aumento dell’infiammazione sistemica e le concentrazioni del farmaco sono rimaste sempre sopra la soglia di efficacia.
- Metanalisi su oltre 2.000 persone: conferma efficacia superiore al 90% a 12 mesi, con poche interruzioni dovute soprattutto a dolore nel sito d’iniezione.
- SCohoLART (San Raffaele): su 549 persone virologicamente soppresse osservate per una mediana di 24 mesi, il 99% ha mantenuto la soppressione virale dopo due anni. L’aderenza è stata altissima (oltre il 98% delle iniezioni fatte nella finestra prevista). Sono stati anche riportati benefici sul piano immunologico (miglior rapporto CD4/CD8) e sul profilo metabolico e renale.
PrEP long‑acting: alternative e preferenze
La PrEP long‑acting con cabotegravir è oggi una delle principali opzioni disponibili per la prevenzione. In uno studio chiamato CLARITY è stato confrontato direttamente cabotegravir con un’altra formulazione iniettabile (lenacapavir) dal punto di vista di tollerabilità e preferenza degli utenti.
Risultati rilevanti: dopo aver provato entrambe le formulazioni, il 69% dei partecipanti ha giudicato cabotegravir “molto o totalmente accettabile” rispetto al 48% per lenacapavir; il 90% dei partecipanti e l’86% degli operatori ha espresso preferenza per cabotegravir. Inoltre, le reazioni locali (noduli, arrossamenti) sono state molto più frequenti con lenacapavir.
Nei primi programmi real‑world in Europa (Ospedale Sacco di Milano e Spallanzani di Roma), su oltre 300 persone che hanno scelto la PrEP iniettabile, non sono state registrate nuove infezioni dopo una mediana di 28 settimane e la continuità del trattamento è stata del 92%. Le interruzioni sono state più spesso legate al cambiamento delle circostanze personali (es. entrata in una relazione stabile) che alla tollerabilità.
Perché queste opzioni possono essere particolarmente importanti per la comunità LGBTQ?
Maggiore discrezione e riduzione dello stigma: ricevere un’iniezione ogni due mesi può essere più discreto rispetto a tenere e prendere pillole quotidiane, un aspetto importante per chi teme lo stigma in famiglia, al lavoro o nella propria cerchia sociale.
Migliore aderenza per chi ha vite frenetiche o irregolari: la somministrazione bimestrale riduce il rischio di dimenticare dosi e quindi di perdere protezione o controllo virologico.
Scelta e personalizzazione: avere opzioni diverse (orale, PrEP orale, PrEP iniettabile, terapia iniettabile) permette di scegliere ciò che si adatta meglio allo stile di vita, alla salute e alle preferenze personali.
Riduzione dell’ansia legata all’aderenza: molte persone riferiscono maggiore serenità sapendo di avere una protezione duratura senza dover pensare alla pillola tutti i giorni.
Le opportunità di terapie e PrEP long-acting
Le terapie e la PrEP long‑acting rappresentano un’importante opportunità per ampliare le scelte disponibili nella prevenzione e nel trattamento dell’HIV. Offrono efficacia, elevata adesione e spesso una migliore esperienza d’uso rispetto alle opzioni quotidiane. Per la comunità LGBTQ, possono significare maggiore libertà, discrezione e serenità — sempre nel contesto di un rapporto di cura aperto e informato con i professionisti sanitari.
I contenuti proposti rientrano nella responsabilità esclusiva della redazione. ViiV Healthcare -con la quale Gay.it ha sottoscritto un accordo di media-partnership- non ha avuto alcun ruolo nella definizione e/o creazione degli stessi rispetto ai quali è totalmente estranea.


