“Libro anti-gender di Sasso promosso con i soldi pubblici” l’accusa di Arcigay Latina, le opposizioni: “Andremo a fondo”

Il saggio del leghista relatore del Ddl Valditara è pubblicato da "Passaggio al Bosco", editore nell'occhio del ciclone per essere presente alla fiera Più Libri Più Liberi, nonostante abbia tra i suoi titoli anche testi filo nazisti e filo fascisti. 

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A Latina sono stati spesi soldi pubblici per promuovere il libro del deputato Rossano Sasso dal titolo L’ideologia gender esiste. Giù le mani dai nostri figli?

Il libro di Sasso è pubblicato da “Passaggio al Bosco“, editore che in queste ore è nell’occhio del ciclone per essere presente alla fiera Più Libri Più Liberi, nonostante annoveri tra le sue pubblicazioni – oltre al saggio dell’on Sasso – anche testi filo nazisti e filo fascisti.

Il Comune della cittadina laziale, fondata nel 1932 dal regime fascista, il 12 novembre 2025 ha approvato una “determina” del consiglio comunale spendendo 40mila euro di denaro pubblico per la rassegna Di note e di parole ospitata al Teatro Comunale “Gabriele D’Annunzio”.  È in quest’ambito che l’on. Sasso ha presentato il suo libro.

 

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Questa non è cultura, è propaganda” hanno gridato i contestatori durante la conferenza. Erano circa un centinaio, tra loro persone LGBTIAQ+ con le proprie famiglie e persone della società civile. Si sono ritrovati tramite il passaparola organizzato da Arcigay Latina SEICOMESEI APS che ha denunciato l’uso di uno spazio istituzionale e di fondi pubblici per un’iniziativa che, a suo avviso, veicola narrazioni “prive di fondamento scientifico” e stigmatizzanti verso le persone LGBTQIA+.

“Non è accettabile che spazi istituzionali e risorse pubbliche siano utilizzati per diffondere narrazioni che delegittimano le persone LGBTQIA+ e le loro famiglie, presentandole come un problema ideologico o una minaccia”

Sasso è deputato della Lega, già sottosegretario all’Istruzione e oggi relatore del cosiddetto ddl Valditara, approvato ieri alla Camera, ora in procinto di passare al Senato, con il quale la destra di governo vieta educazione sessuale e affettiva nelle scuole materne ed elementari e obbliga al consenso genitoriale per medie e superiori. Lo stesso Sasso in aula a Montecitorio ha ricordato che “Dio Patria e Famiglia” sarebbe – sue parole – “il credo” del centrodestra di governo.

Gayt.it ha potuto visionare il documento con cui il Comune di Latina ha approvato l’evento culturale nel quale si è data visibilità al libro di Sasso.

La determina n. 2770/2025 del Comune di Latina approva un avviso esplorativo per selezionare progetti culturali da inserire nella rassegna “Di note e di parole”. L’atto definisce con precisione le finalità: promuovere coesione sociale, pluralismo, inclusione e partecipazione, con iniziative di carattere artistico, performativo ed educativo (teatro, musica, danza, laboratori, letture, talk).

La presentazione del libro di Rossano Sasso, deputato della Lega e promotore del ddl Valditara sull’educazione alle differenze, appare criticamente in contrasto con tali obiettivi: il testo dell’avviso non prevede né iniziative politiche né eventi che possano avere un impatto divisivo sulla cittadinanza. Non emergono inoltre dal documento criteri o graduatorie che chiariscano come la proposta sia stata selezionata e giudicata coerente con la missione culturale indicata. La determina consente l’utilizzo di fondi pubblici fino a 15.000 euro per singolo progetto, inseriti in un plafond complessivo di 40.000 euro: un potenziale finanziamento che risulta problematico se riferito a contenuti percepiti da una parte della comunità come stigmatizzanti. L’atto afferma che la rassegna debba rafforzare “una città più inclusiva e libera da pregiudizi”, ma non prevede meccanismi di tutela rispetto alla natura dei contenuti selezionati, lasciando un evidente vuoto di coerenza e trasparenza tra finalità dichiarate e iniziative concretamente ammesse.

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Fonti presenti alla rassegna di Latina riferiscono a Gay.it che lo stanziamento di 40mila euro, imputato al capitolo di spesa comunale 949/29, risulta difficilmente compatibile con la modestia dell’offerta culturale proposta, ritenuta (ma si tratta di opinioni) non commisurata al budget pubblico assegnato.

Secondo Arcigay Latina SEICOMESEI APS particolare criticità viene attribuita al sottotitolo del libro di Sasso “Giù le mani dai nostri figli”, espressione che l’associazione lega a una retorica che associa in modo implicito le persone LGBTQIA+ a un “rischio” per i minori: “Questo schema produce conseguenze reali: isolamento sociale, bullismo, discriminazioni, sofferenza psicologica, soprattutto tra le persone giovani“.

Secondo l’associazione, la serata avrebbe assunto “un clima da evento politico di parte, più simile a un comizio che a una presentazione editoriale», confermando la natura dell’appuntamento come «operazione politica mascherata da incontro culturale“. All’esterno e all’interno del teatro, riferisce Arcigay, erano presenti oltre cento persone in protesta pacifica.

La critica si concentra sulla responsabilità del Comune e della sindaca di Latina nel concedere teatro, patrocinio e sostegno economico: “La sindaca non è la sindaca di una parte, ma dell’intera città. Governare significa rappresentare tutte e tutti, non favorire narrazioni che escludono una parte della cittadinanza“. Per Arcigay, “consentire o sostenere iniziative di questo tipo equivale a prendere posizione” contro una comunità già esposta a stigma e violenze.

Le parole che queste persone scrivono non restano su carta: passano sui nostri corpi. Hanno un peso reale sulla nostra esistenza: alimentano bullismo, violenza omotransfobica, isolamento e suicidi“, sottolinea ancora Arcigay Latina SEICOMESEI APS, che ribadisce come il Teatro Comunale debba essere “luogo di cultura, pluralismo e libertà, non strumento di propaganda politica che colpisce persone reali“.

Le opposizioni di PD, Latina Bene Comune (lista civica) e M5S hanno dichiarato che intendono andare a fondo e annunciano accessi agli atti e verifiche sull’utilizzo dei fondi pubblici. L’attuale sindaca di Latina, Matilde Eleonora Celentano, ha, tra le altre, la delega alla cultura. Il documento di determina è stato emanato dal Servizio Cultura, firmato digitalmente dalla Dirigente del Servizio, Dott.ssa Manuela Zuffranieri, con Responsabile del Procedimento l’Avv. Elena Lusena.

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