Come di consueto, ecco l’immancabile lista dei dieci migliori libri queer usciti nel corso dell’anno.

Lo sbilico, Alcide Pierantozzi, Einaudi

Lo sbilico, Alcide Pierantozzi. Giulio Einaudi editore - Supercoralli

Erano almeno dieci anni che non leggevamo un libro così. Nello Sbilico Alcide Pierantozzi parte dalla sua esperienza personale per raccontare cosa succede a un corpo dissestato dalla malattia mentale. Con una lingua perfetta, al tempo stesso ancestrale e futuristica, certamente almeno in parte immaginata, una lingua nuova, dunque, che discende, emancipandosene, da Brancati, lo scrittore abruzzese si avvicina a un io narrante che gli somiglia assai – Alcide anch’esso, gay, stesso quadro clinico – e disvela lo stigma melmoso e il prodigio della convivenza con l’instabilità psichica.

Perché è un libro monumentale, solenne, eppure, a suo modo, piccolissimo, maneggevole. E soprattutto perché racconta l’irraccontabile non attraverso il filtro del pathos ma attraverso quello del logos

Io sono lei, Lucy Sante, NN Editore

Io sono lei. Storia della mia transizione

Una sera come tante, una persona socializzata uomo sblocca il suo cellulare, si scatta una foto, la carica su FaceApp e lascia che la sua fisionomia venga cambiata di segno, convertita al femminile. È l’inizio di una seconda vita, la donna sul display chiede di essere ascoltata, vuole prendere vita. È un’epifania, una rivoluzione: all’età di sessantasette anni, Sante capisce di essere una donna, di esserlo sempre stata. Qualcosa nel suo corpo si è fatto liquido e lei si è ritrovata di fronte alla resa dei conti. Allora, qualche giorno dopo, fa coming out con sua moglie e suo figlio, poi scrive una mail a tutti i suoi contatti. Scrive: «Mi chiamo Lucy Marie Sante, con l’aggiunta di una sola lettera al mio deadname. L’idea della transizione è infinitamente seducente e infinitamente spaventosa. Dopodiché, si accinge a fare quello che le è sempre riuscito meglio: scrivere. Io sono lei è il memoir eccellente di Lucy Sante.»

Perché Lucy Sante è un’icona della storia culturale d’Europa e del mondo e questo testo – questo pezzo di letteratura così preciso, nitido – restituisce, sì, la sua vicenda unica, ma anche, ma soprattutto, ci consegna una voce autoriale imprescindibile.

Abbiamo intervistato Lucy Sante qui

Blackout, Justin Torres, Einaudi

Blackout, Justin Torres. Giulio Einaudi editore - Stile libero Big

Vincitore del National Book Award, Blackout di Justin Torres è un romanzo ambizioso e composito, che contiene decine di resoconti, voci, storie queer. Tutto ha inizio in un luogo decadente, un deserto su cui si staglia il Palazzo, un ricovero per gli estraniati. Qui arriva Nene, un giovane di origini portoricane, per far visita all’anziano Juan Gay e accompagnarlo negli ultimi suoi giorni. Entrambi queer, i due si raccontano le rispettive storie; quella di Nene tutta declinata al tempo presente, tutta ancora da succedere, e quella di Juan, invece, conservata nel passato, ancora viva ma ormai giunta alla fine. Punteggiata di altre mille vite, di personaggə queer, spesso realmente esistitə, come Jan Gay, pseudonimo di Helen Reitman, e la sua compagna Zhenya Gay, rispettivamente autrice e illustratrice di molti libri per bambinə. Jan Gay, tra l’altro, aveva collaborato con Robert Lou Dickinson e George William Henry a Sex Variants: a Study of Homosexual Patterns, prima ricerca, pubblicata in due volumi nel 1941, intorno alle soggettività e ai corpi omosessuali e trans. Il suo nome, però, scompare dalla copertina e dalla storia perché alla vigilia della pubblicazione del libro, la donna si ribella al linguaggio patologizzante riservato alla descrizione delle varianti sessuali. Torres riparte da qui e racconta, una dentro l’altra, storie dimenticate, cancellate, di corpi della comunità LGBTQIA+ e inserisce nel suo testo – un romanzo post-moderno –  fotografie d’epoca, referti medici, documenti storiografici ed estratti da Sex Variants. Su questi ultimi applica la tecnica dell’erasure poetrycioè pratica delle cesure nette, cancella ciò che non vuole salvare, lascia emergere ciò che invece vuole sia tramandato.

Perché è un romanzo che sconfina e ridefinisce il suo genere, un testo raffinato, meritevole dei premi che ha vinto, che rende evidente, senza essere didascalico, quanto la storia queer sia sempre stata mistificata, piegata sul linguaggio egemonico, strumentalizzata. È un testo di liberazione, di scoperta, di ricerca. 

Abbiamo intervistato Justin Torres qui

Scene da una domesticazione, Camila Sosa Villada, Sur

Scene da una domesticazione - Sosa Villada, Camila - Ebook - EPUB3 con Adobe DRM | IBS

È già diventato un film prodotto da Gael García Bernal e Diego Luna in cui lei, l’autrice, Camila Sosa Villada, recita nel ruolo della protagonista. Scene da una domesticazione è il terzo tra i suoi libri che viene tradotto anche in Italia, dopo Le cattive Sono una pazza a volere te. Sosa Villada è la scrittrice argentina più influente all’estero e l’autrice trans più nota e acclamata in tutto il mondo, che, in questo romanzo da camera, racconta del rapporto tra un’attrice e un avvocato, moglie e marito. Lei donna trans, lui uomo gay come tanti. Lei diva del teatro, vedette, star assoluta alle prese con La voce umana di Cocteau. In scena può essere chi vuole, toccare vette vertiginose, spingersi sempre un po’ più in là, ma fuori dal palco, a luci spente, invece, sceglie il matrimonio, il più potente dispositivo di domesticazione. Entrambi, ma ciascuno a suo modo, scappano dalla paura dell’inferno cercando rifugio nella quiete borghese, ma non sanno che la dannazione può assumere forme inaspettate.

Perché qui, in questo romanzo dall’incedere cinematografico, Camila Sosa Villada con il suo sguardo corrosivo racconta una vicenda dai tratti universali e mina la famiglia tradizionale alle sue radici. 

Abbiamo intervistato Camila Sosa Villada qui.

Cannon, Lee Lai, Coconino

I dieci migliori libri queer del 2025 - Cannon Cover Prima 1 scaled - Gay.it

Lucy detta Cannon è a un punto di non ritorno, sempre sull’orlo del burnout, costretta com’è a barcamenarsi tra un capo vagamente molesto, un lavoro lagorante nella ristorazione, rapporti giunti al capolinea, amicizie stanche e una famiglia – un nonno, soprattutto – particolarmente ingombrante. Un giorno come gli altri, al lavoro, Cannon esplode, urla, rovescia tutto. Ed è così, infatti, che, un istante dopo quel boato, inizia il graphic novel di Lee Lai, talentuosissima fumettista australiana; nella penombra di un locale, una sola figura, incredula di quello che le sta intorno, dei cocci per terra, delle sedie impilate, della sua stessa reazione.

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

Per la caratterizzazione accuratissima della protagonista, millennial queer alle prese con un mondo sull’orlo del fallimento. 

Wild Swimming, Giorgia Tolfo, Bompiani

Wild Swimming

Tra le pagine del memoir di Giorgia Tolfo, un esordio eccellente pubblicato a inizio anno da Bompiani, l’espressione wild swimming non indica soltanto l’atto di nuotare all’aria aperta, in acque incontaminate, ma fa riferimento alla postura esistenziale della protagonista, una donna queer tra i trenta e i quaranta, nata in Veneto, poi trasferitasi a Londra, dove ora vive sospesa tra una lingua e quell’altra. Quello della Giorgia-personaggio, dietro la quale si cela la Giorgia-scrittrice, è un io frantumato, attraversato da più di una crisi: quella linguistico-traduttiva, ma anche quella psicogeografica e spazio-temporale. Ma in questa frattura, lei – e insieme a lei tutta una generazione – nuota, resiste, si sbraccia per rimanere, almeno, a galla.

Perché è il racconto di un turbamento, intimo e sentimentale, che si fa segnale di uno smarrimento più grande, collettivo. E, soprattutto, perché, al suo esordio, Tolfo dispone di una prosa matura, sicurissima, molto alta. Nel suo libro risuonano Deborah Levy, Virginia Woolf e Annie Ernaux.

Abbiamo intervistato Giorgia Tolfo qui.

Amore, soldi, sesso e morte, McKenzie Wark, Nero Editions

Amore e soldi, sesso e morte : McKenzie, Wark, Crispiani, Giulia: Amazon.it: Libri

Scritto in forma epistolare, Amore, soldi, sesso e morte racconta, come nel caso di Lucy Sante anche se con procedimenti completamente diversi, una transizione tardiva. McKenzie Wark affida la cronaca della sua transizione a lettere scritte a madri, amanti, figliə, amiche, sorelle trans e dee. Scrivere di sé è scrivere di altrə, scrivere ad altrə. Je est un autre. Transizionare è manipolare l’io, il corpo e la scrittura: la declinazione del gender non può prescindere dalla flessione del genre. Gender e genre sono elementi porosi, campi di sperimentazione, opportunità di espansione, possibili shock del pensiero, corpi hackerati.

Perché è sì memoir epistolare dal tono romanzesco, ma la sua vocazione teorica è incredibilmente evidente: qui Wark parla di sé, ma intanto parla di tantə e finisce per teorizzare il femmunismo: una pratica sociale in cui il munus non appartiene alla comunità – che dovrebbe essere universale salvo poi costituirsi intorno ai maschi cis-het – ma a una cerchia ristretta di corpi che hanno subito marginalizzazione per essersi discostati dal discorso egemonico e binario del genere.

Negli universi, Emet North, Mercurio

Negli universi

Raffi lavora alla Nasa, in un laboratorio del reparto di Cosmologia, dove cerca la materia oscura. Intanto, quasi per caso, si innamora di Britt, che è appena precipitata nella sua vita, ma forse c’è sempre stata. Si conosco già, si sono già incontrate? Magari in un’altra vita, in un universo parallelo? Le loro storie, i loro corpi scivoleranno così da una dimensione a un’altra, da un’identità all’altra, tra i generi, in più tempi, tra fantascienza e desiderio. Quella scritta da Emet North e pubblicata in Italia da Mercurio è una storia – anzi una storia dentro l’altra, una galleria di storie potenziali – che accende una luce sulle cose dell’universo che si possono trovare solo distogliendo lo sguardo e su quelle che, invece, trovi solo se ti ostini a cercarle. Una storia d’amore, soprattutto, e un lamento per quello che sarebbe potuto essere, che mai sarà. Una capsula dal futuro, anche, da quel deserto di mondo che ci troveremo a vivere, che non riusciamo a immaginare, ma che comunque arriverà e ci troverà. Ci coglierà impreparatə e, in ogni caso, vivə. È una cometa, questo libro.

Perché è una parabola d’amore e di esistenza queer elettrizzante e commovente, che, attraverso gli stilemi del genere fantascientifico, illumina le nostre vite, spingendoci a riflettere sulle infinite possibilità, sul senso della fine e di ogni inizio. Non a caso è, per il New York Times, uno dei migliori testi fantasy e fantascientifici contemporanei.

Abbiamo intervistato Emet North qui.

Una questione di famiglia, Claire Lynch, Fazi

Una questione di famiglia - Claire Lynch

1982, Regno Unito. Dawn ha ventitré anni e, come molte coetanee, è già moglie, già madre di una bambina di tre anni, Maggie. Quello che sembrava un destino già scritto, però, si incrina quando, a passeggio per il mercato rionale, Dawn incontra Hazel. Bastano pochi sguardi, poche parole, a rovesciare tutta una vita, ogni certezza. Le due si innamorano di un amore nuovo, ma, per essere felice, per essere libera, Dawn è costretta ad abbandonare tutto e voltare pagina. Quando Heron scopre che la moglie ama un’altra donna, infatti, si rivolge agli avvocati, a un sistema cieco, gretto e omofobo, che gli concede di crescere la figlia da solo. Solo molti anni più tardi, nel 2022, Maggie proverà a scoprire cosa l’ha divisa davvero da sua madre.

Perché Claire Lynch è diretta erede dei migliori racconti di Patricia Highsmith, Sarah Waters e Jeanette Winterson e qui usa gli stilemi tipici del family novel e di una certa letteratura middle-brow, tradizionalmente britannica, per accendere una luce su un triste capitolo della storia queer e celebrare una generazione di donne che ha perso tante, spesso tutto, per provare a essere felice.

Abbiamo intervistato Claire Lynch qui.

Brutale, Salvatore Falzone, 66th and 2nd

Brutale - Salvatore Falzone - Libro - 66thand2nd - Bookclub | IBS

Brutale è il secondo romanzo di Salvatore Falzone, edito da 66th and 2nd: un testo solidissimo eppure esplosivo, che nasce a partire da due storie, due direttrici parallele, che, quando si incontrano, svelano gli esiti tragici, e gore, a cui conducono sempre le relazioni asimmetriche. A Vigevano vivono Giulio e Paolo. Mentre il primo, che pare innamoratissimo del suo fidanzato, di notte cerca amanti dominanti su Grindr, il secondo cerca di riscattare la sua miseria e quella della sua fidanzata sottomettendo, su OnlyFans, coetanei omosessuali. E quando i due si incontrano, anzi si re-incontrano, dominazione e passività, sottomissione e potere diventano termini incendiari. Niente sarà più come prima.

Perché racconta le dinamiche di potere all’interno delle relazioni queer (e non solo) e i risvolti ossessivi e violenti a cui queste possono condurre.

Abbiamo intervistato Salvatore Falzone qui.

© Riproduzione riservata.