Renee Nicole Good ammazzata dalle milizie di Trump. Donna in lacrime, “hanno ucciso mia moglie”

Agente ICE ha ucciso a sangue freddo Renee Nicole Good, 37enne statunitense. L'amministrazione Trump diffonde menzogne e una donna piange disperata: "Era mia moglie".

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Renee Nicole Good ammazzata dalle milizie di Trump. Donna in lacrime, "hanno ucciso mia moglie" - Renee Nicole Good Minneapolis - Gay.it
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Il mondo guarda attonito a quanto avvenuto a Minneapolis, stessa città in cui 5 anni fa venne ammazzato George Floyd, con gli agenti dell’Immigration and Customs Enforcement che hanno ucciso a sangue freddo Renee Nicole Good, 37enne donna statunitense, madre, poetessa, originaria del Colorado.

L’omicidio è avvenuto mercoledì mattina vicino a East 34th Street e Portland Avenue, nel corso di quella che il Dipartimento per la Sicurezza Interna ha descritto come la più grande ondata di controlli sull’immigrazione mai registrata in Minnesota. Circa 2.000 agenti federali sono stati dispiegati in tutto lo Stato.

L’omicidio a sangue freddo di Renee Nicole Good

Nel video presto diventato virale si vedono alcuni agenti avvicinarsi a un suv, ordinando alla conducente di scendere. L’auto fa retromarcia, per poi avanzare lentamente. A quel punto un agente spara a bruciapelo almeno due colpi. Renee Nicole Good morirà poco dopo in ospedale per le ferite d’arma da fuoco riportate alla testa. Nonostante i video dimostrino l’omicidio a sangue freddo, da ore l’amministrazione Trump incolpa Renee Nicole Good della sua stessa morte. Secondo la portavoce del Dipartimento per la Sicurezza Interna, Tricia McLaughlin, Renee avrebbe tentato di “investire” l’agente. Il dipartimento ha definito l’omicidio un atto di autodifesa e ha etichettato l’incidente come “terrorismo interno“. Kristi Noem, Segretario della sicurezza interna degli Stati Uniti d’America, ha aggiunto che la donna faceva parte di un gruppo di manifestanti che avrebbero “perseguitato e ostacolato” per tutto il giorno gli agenti dell’ICE. Secondo Noem la 37enne Good, definita “terrorista domestica”, avrebbe “armato” la sua auto contro gli agenti. All’interno dell’automobile, come successivamente confermato da foto e video, c’erano solo pupazzi e giocattoli.

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Renee Nicole Good

Ho visto il video, è orribile da guardare“, ha aggiunto Trump su Truth. “La donna alla guida dell’auto era molto turbolenta, ostacolava e opponeva resistenza, e poi ha investito violentemente, volontariamente e brutalmente l’agente dell’Ice, che sembra averle sparato per legittima difesa“. Peccato che non sia così, come dimostrano tutti i video finiti on line. Trump ha successivamente scritto che l’agente che ha sparato sarebbe finito addirittura in ospedale, perché ferito.

La disperazione della presunta compagna

Vedova di Timmy Ray Macklin Jr., morto nel 2023 a 36 anni, nonché mamma di tre bambini, Renee Nicole Good apparteneva probabilmente alla comunità LGBTQIA+. In un video pubblicato sui social una donna del Minnesota, seduta in terra con il suo cane, rivela ad una persona che la sta filmando che gli agenti dell’Immigration and Customs Enforcement hanno appena ucciso sua moglie, riferendosi proprio a Renee. “Hanno ucciso mia moglie. Non so cosa fare. È colpa mia, l’ho fatta venire qui“, dice la donna in lacrime. “Ci siamo fermate per filmare e le hanno sparato alla testa“, grida la donna. “Abbiamo una bambina di 6 anni a scuola“.

Good è stata identificata mercoledì sera da sua madre, Donna Ganger, che ha dichiarato al Minnesota Star Tribune che sua figlia viveva nelle Twin Cities con un’altra persona e non era coinvolta in proteste o in altre attività che avrebbero potuto mettere a dura prova gli agenti dell’ICE. “Probabilmente era terrorizzata“, ha detto Ganger al giornale. “Renee era una delle persone più gentili che abbia mai conosciuto. Era estremamente compassionevole. Si è presa cura delle persone per tutta la vita. Era amorevole, comprensiva e affettuosa. Era una persona straordinaria.”

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Sul proprio profilo IG, Renee si definiva “poetessa, scrittrice, moglie, mamma e pessima suonatrice di chitarra del Colorado; vivo a Minneapolis, Minnesota“, con l’emoticon di una bandiera rainbow a corredo.

Le reazioni all’omicidio

La presidente di The Human Rights Campaign, Kelley Robinson, ha espresso il suo dolore per l’uccisione di Renee Nicole Good, via The Advocate.

Oggi una donna è stata uccisa senza motivo a Minneapolis durante un’azione dell’ICE – un brutale promemoria del fatto che questa agenzia e il regime di Trump mettono a rischio ogni comunità, diffondendo paura invece che sicurezza”. “Le notizie secondo cui potrebbe aver fatto parte della comunità LGBTQ+ sottolineano quanto spesso siano i più vulnerabili a pagare il prezzo più alto. La sua famiglia e la popolazione di Minneapolis meritano un’indagine completa, una reale responsabilità e un’azione decisa. E dobbiamo allontanare l’ICE e il suo terrore da tutte le nostre comunità prima che si verifichino violenze ancora più prevenibili. Come richiesto dal Governatore Walz, ci uniamo alla nazione nel sostenere Minneapolis“.

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Anche Joe Hollendoner, CEO del Los Angeles LGBT Center, ha rilasciato una dichiarazione: “La sparatoria mortale di Renee Good, una cittadina LGBTQ+ degli Stati Uniti che esercitava il suo diritto di protestare contro le attività dell’ICE a Minneapolis, è una perdita di vite umane orribile e insensata. La morte di Renee mette a nudo la pericolosa realtà di un’agenzia che continua a operare impunemente, alimentata da un’amministrazione Trump che ha normalizzato la violenza, la crudeltà e l’erosione dei diritti umani fondamentali. Questo è ora il quinto omicidio noto collegato ad agenti dell’ICE, in un contesto di aggressiva escalation di raid e abusi. Questi non sono incidenti isolati: sono le conseguenze prevedibili e devastanti di un programma federale che tratta le comunità di immigrati, e coloro che sono solidali con loro, come sacrificabili“.

Amnesty International ha accusato l’amministrazione Trump di “uso inutile e letale della forza”, di aver travisato le circostanze e di aver utilizzato misure repressive militarizzate sull’immigrazione che hanno reso insicure le comunità.

Il direttore esecutivo di Common Defense, Jose Vasquez, ha affermato che “la presenza non richiesta dell’ICE a Minneapolis non è solo destabilizzante, ma è pericolosa e profondamente ingiusta“, definendo l’omicidio “straziante e imperdonabile“.

Il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, ha smontato la ricostruzione trumpiana dell’accaduto, intenta a “spacciare la sparatoria come un atto di autodifesa. Avendo visto il video personalmente, voglio dire a tutti direttamente che è una stronzata. Si è trattato di un agente che ha usato sconsideratamente la forza, causando la morte di una persona”. “Andatevene da Minneapolis. Non vi vogliamo qui“.

Parole rilanciate dal governatore dem del Minnesota, Tim Walz, ex candidato alla vicepresidenza con Kamala Harris, che ha definito l’amministrazione Trump una “macchina propagandistica”. “Questa tragedia era totalmente evitabile. Avete fatto abbastanza, non abbiamo bisogno di ulteriori aiuti da parte del governo federale“.

La deputata del Minnesota Leigh Finke, prima parlamentare transgender dello Stato, si è detta scioccata da quanto avvenuto: “La mia reazione è di grande tristezza”. “Per quelli di noi, del Minnesota, che hanno visto cosa hanno fatto questi agenti federali – ICE, CBP, altri – e come hanno trattato le nostre comunità e i nostri vicini, una cosa del genere sembrava assolutamente possibile. Svegliarsi con questa notizia è stato straziante. È terribile. Questo tipo di afflusso di forze dell’ordine, spesso giovani inesperti che arrivano con l’incarico di rapire vicini, sequestrare persone e deportarle, la violenza è l’unico modo in cui una cosa del genere può andare avanti. .Questo è il tipo di violenza fomentata dal nostro governo federale”. “Dobbiamo ricordarci che siamo tutti sulla stessa barca”. “Continueremo a lottare per questo. Ci batteremo in modo non violento con pace e amore e per le nostre comunità, qualunque cosa accada”.

Come accaduto con George Floyd nel 2020, l’omicidio a sangue freddo di Renee Nicole Good ha scatenato proteste in tutto il Paese, con migliaia di persone che si sono riversate in strada a Chicago, New York, Detroit, San Francisco e ovviamente Minneapolis.

© Riproduzione riservata.

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