In Russia un tribunale ha inflitto una multa di 800 mila rubli (circa 8.700 euro) alla catena di librerie Chitay-gorod, accusata di aver diffuso “propaganda LGBT” attraverso alcuni libri in vendita. La decisione arriva dal tribunale distrettuale centrale di Chita, nella Siberia orientale, come ha segnalato il sito indipendente Mediazona.
Il giudice ha reso pubblico il testo della sentenza solo a gennaio, nonostante la sanzione fosse stata decisa già a fine dicembre. Un dettaglio significativo: i titoli dei libri incriminati sono stati secretati. Dal provvedimento emerge soltanto che si tratta di quattro volumi, giudicati “propagandistici” sulla base di due perizie commissionate dalle autorità. Secondo uno degli esperti, i libri metterebbero in discussione “le rappresentazioni tradizionali russe della famiglia e della società”, arrivando a “discreditare la famiglia patriarcale”. In un passaggio citato integralmente nella sentenza, si parla di un presunto invito alla “liquidazione del sistema tradizionale di valori” e alla sua sostituzione con un “anarchismo sessuale”, nel quale le persone (nientemeno) “sceglierebbero liberamente il proprio orientamento di genere in qualsiasi momento della vita”.
Una seconda perizia va ancora oltre, sostenendo che i testi avrebbero una “direzione omosessuale” e che presenterebbero i valori tradizionali come “superati, conservatori e inutili”, arrivando persino a “umiliare e offendere” i rappresentanti delle cosiddette “valori tradizionali”.
Il caso non è isolato. Un procedimento analogo contro la stessa catena è in corso anche nella città di Iževsk (centro dell’industria militare russa) dove l’udienza è prevista nelle prossime settimane. Tutto si inserisce nel quadro della legislazione russa contro la “propaganda LGBT”, estesa negli ultimi anni fino a colpire qualsiasi contenuto, anche culturale e destinato agli adulti. Pochi giorni fa era stata vietata la diffusione del videogame Roblox per “propaganda LGBTQIA+”
Secondo l’ente che vigila sui media, il videogioco di produzione statunitense sarebbe accusato di incoraggiare comportamenti criminali violenti e di veicolare propaganda LGBT, oltre a includere materiali ritenuti inadatti ai minori, giudicati potenzialmente dannosi per la loro formazione morale e spirituale. Lo scorso dicembre era stato invece vietato, dopo 40 anni di indisturbata diffusione, il romanzo horror cult “IT” di Stephen King. Dal maggio 2024 sono invece banditi i libri apertamente LGBTIAQ+ di autori come Cunningham, James Baldwin e Vladimir Sorokin. Pochi giorni dopo la lista di libri censurati, persino Apple era stata multata per propaganda LGBT. Parallelamente, dopo l’insediamento di Trump per il suo secondo mandato alla Casa Bianca, un meccanismo analogo si va scatenando anche negli USA: nello Utah già nel 2024 era stata divulgata una lista di libri bannati per contenuti queer. Pochi giorni fa la conferma, lo stato americano da sempre governato dai repubblicani ha vietato Wicked e Noi siamo Infinito da tutte le scuole perché “libri con contenuti sensibili”.

