Il Tribunale Tagansky di Mosca ha inflitto ad Apple una multa di 10,5 milioni di rubli (97.000 sterline) in quattro distinti casi amministrativi. Tre di questi avrebbero violato le norme russe sulla “propaganda LGBT”. Ne dà notizia Reuters. La legge anti-LGBTQ+ del Paese, che di fatto criminalizza tutte le forme di attivismo LGBTQ+ cancellando un’intera comunità, è entrata in vigore nel gennaio del 2024.
Putin condanna Apple
Mosca ha dichiarato Apple Distribution International Ltd colpevole di tre illeciti amministrativi relativi alla “propaganda LGBT” e ha ordinato tre multe da 2,5 milioni di rubli (70.000 sterline in totale). La quarta multa di 3 milioni di rubli (28.000 sterline) è stata emessa per Apple, presumibilmente per non aver limitato l’accesso degli utenti a contenuti online illegali a Mosca.
Il rappresentante legale di Apple ha chiesto che le udienze si svolgessero a porte chiuse, come riportato dal quotidiano Mediazona, quindi non si conoscono le cause di ciascuna controversia. Apple non ha ancora rilasciato dichiarazioni sulle multe inflitte dal tribunale di Mosca.
A differenza di Meta, Apple avrebbe resistito alle richieste di Donald Trump e della sua amministrazione, mantenendo attivo il programma di diversità, equità e inclusione.
Incubo omobitransfobia in Russia
Nel 2023 la Russia di Vladimir Putin ha inasprito le restrizioni alla promozione delle cosiddette “relazioni sessuali non tradizionali” nel contesto di una più ampia repressione dei diritti LGBT, che il presidente ha cercato di dipingere come prova del decadimento morale nei paesi occidentali.
Di fatto una censura totale. In Russia è vietato tutto ciò che coinvolga le persone LGBTQIA+. Dai film ai libri, dalle serie tv ai videogiochi, dai locali ai Pride, con le associazioni LGBTQIA+ equiparate a gruppi terroristici. In pochi anni abbiamo assistito ad una stretta sconvolgente, che ha visto finire dietro le sbarre proprietari di locali, frequentatori di discoteche, studenti. Lo scorso gennaio un uomo è stato multato per aver scherzato sul fatto di aver “fondato” il movimento internazionale per i diritti LGBTQ+, mentre un mese prima, a fine 2024, un uomo accusato di gestire un’agenzia di viaggi LGBTQ+ è stato trovato morto nella sua cella. Putin sta lavorando ad “un database di cittadini LGBTQ+”, per registrare e tracciare le persone LGBTQ+ perché a suo dire membri del “movimento LGBT internazionale”, etichettato come “estremista” dal governo russo nel 2023. Il Paese ha bandito la Elton John Aids Foundation perché “promuove relazioni sessuali non tradizionali”, con botte, torture e schedature segrete che sono all’ordine del giorno nella Russia di oggi.
Nel 2024 lo zar ha rivinto le elezioni farsa, confermandosi presidente almeno fino al 2030. Primo ministro dal 1999 al 2000 e dal 2008 al 2012, Putin è stato presidente della Russia dal 2000 al 2008 e dal 2012 ad oggi, con il quinto mandato conquistato lo scorso anno. La sua ossessione nei confronti della comunità LGBTQIA+ è esplosa nel 2013, quando il parlamento nazionale russo ha approvato all’unanimità una legge che proibisce la distribuzione di materiale propagandistico a sfondo omosessuale, rivolto ai minori di 18 anni, in tutto il Paese. La tristemente celebre “legge contro la propaganda LGBT”, che ha di fatto reso illegali i Pride, così come il parlare in difesa dei diritti LGBTQ+, distribuire materiale che promuova le istanze delle persone omosessuali, propagandare l’idea che le relazioni tra persone dello stesso sesso siano uguali a quelle etero, mostrare film, serie tv e/o spettacoli tv con coppie dello stesso sesso. Nel 2021 Putin ha modificato la Costituzione, vietando ufficialmente il matrimonio egualitario e le adozioni per le persone transgender, definendo la “fede in Dio” come valore fondamentale della Russia. Nel 2023 la Duma ha approvato la nuova legge contro la propaganda LGBTQIA+, ancor più stringente della precedente, perché definitivamente censorea nei confronti di tutto e tutti, miniro o non.


