Kim Petras contro la propria etichetta discografica: “Non fanno uscire l’album pronto da 6 mesi, liberatemi”

Prima donna apertamente trans a vincere un Grammy nella categoria "Best Pop Duo/Group Performance" con il brano "Unholy" insieme a Sam Smith, Kim Petras si sente "ostaggio" della propria etichetta. La vicinanza di Kesha e Grimes.

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Kim Petras contro la propria etichetta discografica: "Non fanno uscire l'album pronto da 6 mesi, liberatemi" - Kim Petras - Gay.it
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Tre anni fa Kim Petras entrava nella Storia della musica grazie a Unholy, singolo realizzato insieme a Sam Smith che l’ha portata ai vertici della chart Billboard Hot 100 e le ha fatto vincere un Grammy Award nella categoria miglior performance pop in duo o gruppo, diventando la prima donna transessuale nella storia a riuscire nell’impresa.

Il grido d’allarme di Kim Petras

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Passati 3 anni da Problématique, suo 2° disco, Petras vorrebbe tornare con un 3° album che sarebbe pronto ma “bloccato” dalla sua stessa etichetta discografica, la Republic Records. A denunciarlo la stessa Kim.

“Il mio album è pronto da 6 mesi, ma la mia etichetta discografica si è rifiutata di darmi una data di uscita o di pagare i miei collaboratori per il lavoro che hanno svolto”. La Republic Records avrebbe anche fermato l’uscita di “un video musicale autofinanziato” sul primo previsto singolo estratto che la cantante ha girato più di due mesi fa, sostenendo di non averle fornito nessuna data di uscita. Dopo averlo definito “il miglior video musicale che abbia mai realizzato“, Kim ha aggiunto: “Sono stanca di non avere alcun controllo sulla mia vita o sulla mia carriera. Voglio continuare ad autofinanziarmi e a curare personalmente la mia musica. Per questo ho chiesto formalmente di essere abbandonata da Republic Records. Ho vinto un Grammy due anni fa… la musica è TEA. Ancora nessun supporto. Se non è una tendenza di TikTok o una merda revival anni ’80 che sa d i queerbaiting, queste etichette non hanno alcun interesse a supportarti“.

La vicinanza di Kesha e Grimes a Kim Petras

Kim Petras contro la propria etichetta discografica: "Non fanno uscire l'album pronto da 6 mesi, liberatemi" - La vicinanza di Kesha e Grimes a Kim Petras - Gay.itDa quando ha denunciato quanto accaduto, Petras è stata travolta dall’affetto social dei suoi fan. E non solo. Anche Kesha, che ha a lungo combattuto con il suo ex produttore Dr. Luke dopo averlo denunciato per violenza sessuale e psicologica, ha voluto esprimere tutta la propria vicinanza a Kim.

Ho passato molti anni a lottare per i miei diritti. Vedere un’altra donna rendersi conto che la “gabbia dorata” è ancora una gabbia non è una vittoria: è una tragedia che dobbiamo smettere di far ripetere. La libertà non è un privilegio; è un diritto di nascita. Ti capisco, mi dispiace, Kim”.

Kim Petras contro la propria etichetta discografica: "Non fanno uscire l'album pronto da 6 mesi, liberatemi" - Kesha al fianco di Kim Petras - Gay.it

Dopo anni di udienze, la battaglia legale tra Kesha e Dr Luke si è conclusa nel giugno del 2023, con un accordo tra i due. Anche Grimes ha scritto a Kim Petras, confessando che ogni artista da lei conosciuto “a un certo punto“, si è trovato “in una situazione critica con l’etichetta“.

“Il modello economico delle etichette si basa sui successi. Firmi con un’etichetta con la promessa che, se una canzone funziona, loro possono buttarci benzina sul fuoco. Nessun consiglio, per quanto grande, sembrerebbe riuscire a convincere un numero sufficiente di artisti a smettere di firmare con le etichette, perché c’è davvero bisogno di imparare questo in prima persona (anche io l’ho fatto)”. “Ma a questo punto, è quasi come il lobbying e i super PAC in politica: riduce il potenziale e premia la musica algoritmicamente sicura. Possiedono enormi fette, come qualsiasi modello di distribuzione, la maggior parte delle quali sono anch’esse basate su algoritmi e premiano l’uniformità. Abbiamo praticamente distrutto il giornalismo musicale. E l’abbondanza ha in realtà reso tutto meno speciale. La musica che può avere successo è quella dei “Theatre Kids”, perché hanno una maggiore tolleranza al dolore e persino una gioia esuberante nell’esibirsi, e quindi possono prosperare in ambienti come TikTok. Ed è importante lasciare spazio a questo tipo di musica. Ma cavolo… ascoltavo così tante band locali. C’era una quantità molto più consistente di artisti minori. La classe media musicale, per così dire. Questo ha raggiunto il culmine durante l’era di Napster, quando probabilmente avevamo l’industria musicale più meritocratica e meno controllata (si poteva anche essere brutti e avere successo. Mi manca, lol). Ora i veri e propri venture capitalist stanno comprando cataloghi: ogni incentivo economico al mondo si è schierato per dissuadere attivamente la nuova musica, soprattutto quella innovativa. Gli artisti che attualmente considero il pantheon degli innovatori moderni avrebbero avuto MOLTO più successo dieci anni fa. È interessante per me quanto poco analizzata sia l’economia della musica e quanto profondamente e negativamente stia influenzando la musica in questo momento”.

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Da parte della Republic Records, per ora, nessuna replica a Kim Petras.

© Riproduzione riservata.

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