L’annuncio della presenza di Andrea Pucci tra i co-conduttori di Sanremo 2026 ha generato una reazione immediata e molto accesa online.
La comunicazione è arrivata direttamente da Carlo Conti attraverso un video diffuso sui social, in cui il direttore artistico ha confermato la partecipazione del comico nella serata di giovedì 26 febbraio, insieme ad altri ospiti già annunciati.
Nel giro di poche ore, su X si è creata una lunga sequenza di commenti critici. Tra i post più condivisi si legge: “Carlo Conti è davvero l’uomo nero”, accompagnato da un video del Duce durante uno dei suoi discorsi pubblici.
Carlo Conti è davvero l’uomo nero.#Pucci #Sanremo pic.twitter.com/rLGoyuPDsZ
— Diddy’s Friend (@DiddyFrien46013) February 6, 2026
Un altro utente scrive: “Chiamare Pvcci è il punto più basso raggiunto da questo Festival meloniano, punto di non ritorno. Imbarazzo, mestizia. Conti un burocrate, altro che direttore artistico. Non mi sorprende però, mai piaciuto, sempre stato sopravvalutato”.
Il tono generale dei commenti è molto duro e riflette una parte di pubblico che vede questa scelta come distante dall’evoluzione culturale e sociale che molti si aspettano da un evento popolare come il Festival.

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Pucci a Sanremo 2026: la scelta (sbagliata) di Carlo Conti
Gran parte delle critiche si concentra sul repertorio costruito negli anni da Pucci e su alcune battute che hanno sollevato proteste, soprattutto all’interno della comunità LGBTQIA+ e tra chi si occupa di linguaggio inclusivo.
Tra i commenti più condivisi: “Negli anni in cui c’è una bellissima spinta dal basso nella stand up italiana, con comiche e comici incredibili, a Sanremo invitano il solito cafone che faceva ridere forse nel 1996. Forse. E non solo in questa edizione. Boh, raga, capito che è TeleMeloni, ma avete istinti suicidi”.
E ancora: “Rivoglio Amadeus! Che abbiamo fatto di male per meritarci queste co-conduzioni orride?”.
Molti utenti riportano alla luce episodi specifici, come alcune battute offensive rivolte a Tommaso Zorzi durante uno spettacolo del 2022.
A un certo punto dello show, Pucci aveva rivolto la sua attenzione ai tamponi:
“Abbiamo passato tutto l’anno scorso a farci tamponi, si entrava in queste strutture dove ti infilavano il tampone in una narice, se erano stron*i anche nell’altra, se erano ancora più stron*i in bocca, se invece ti chiamavi Zorzi, nel cu*o”.
Tommaso Zorzi, in quella occasione, aveva anche risposto:
“La cosa che mi fa impazzire è che tu cosa ne sai di dove lo prendo io. Come fai ad arrogarti il diritto di salire sul palco e dire che io lo prendo…, è una roba che mi fa impazzire. Ora perché a te fa ridere “gay=tutti lo prendiamo…”, a tre giorni dal Pride di Milano? Non lo so Pucci, credo tu mi debba delle scuse”.
poi questa con Zorzi è proprio da Ambrogino di platino…#Milano #Pucci #Ambroginodoro pic.twitter.com/mEdkSQ2qMo
— Sirio 🏀 (@siriomerenda) November 16, 2023
Si tratta di passaggi che una fetta di pubblico – giustamente – non ha mai dimenticato. Frasi e scivoloni che continuano a pesare sull’immagine pubblica del comico e che, per molti, risultano difficili da ignorare quando si parla di un palco come quello dell’Ariston.
Pucci, ha svelato, in più occasioni di essere un comico di destra. Proprio per questo motivo, non si è risparmiato battute (da scuola elementare), nei confronti di Elly Schlein che aveva definito “Alvaro Vitali e Pippo Franco insieme”.
Ambrogino d’oro…e Sala muto…#Pucci #Milano #Schlein #16novembre pic.twitter.com/YGxuaSnfsj
— Sirio 🏀 (@siriomerenda) November 16, 2023
A gennaio 2025, intervistato dal Corriere della Sera, Pucci non è arretrato di un passo sulla battuta di cattivo gusto nei confronti di Elly Schlein:
“La rifarei” e ha aggiunto: “Non mi sono trattenuto perché non mi è simpatica e l’ipocrisia di certa sinistra non la reggo”.
Di grazia: se una persona ti sta antipatica devi attaccarla sul profilo fisico, oppure, potresti argomentare per quale motivo non la reggi?
Le critiche di Selvaggia Lucarelli e la reazione a catena online
Tra le prime figure pubbliche a esprimersi c’è stata Selvaggia Lucarelli. Sotto un suo post si è sviluppata una lunga serie di commenti molto critici.
La giornalista ha scritto: “Complimenti a Carlo Conti, dopo quella che non canta Bella ciao e lo stalker canterino amico di Giorgia, sul palco di Sanremo abbiamo anche Andrea Pucci, quello che fa bodyshaming su Elly Schlein, battute omofobe e finezze varie. È un bel presidente!”.
Il post ha contribuito ad amplificare la discussione online, trasformando la questione in uno dei temi più commentati legati alla prossima edizione del Festival.
Complimenti a Carlo Conti, dopo quella che non canta Bella ciao e lo stalker canterino amico di Giorgia, sul palco di Sanremo abbiamo anche Andrea Pucci, quello che fa bodyshaming su Elly Schlein, battute omofobe e finezze varie. È un bel presidente! pic.twitter.com/tU1cE5Hvfq
— Selvaggia Lucarelli (@stanzaselvaggia) February 6, 2026
Proprio Selvaggia Lucarelli, è stata più volte presa di mira da Pucci, anche in questo caso con battute infantili sul suo aspetto fisico definendola “cattiva, vigliacca e già che ci siamo brutta, anzi bruttissima”.
L’annuncio provocatorio su Instagram e la risposta di Carlo Conti
Nel frattempo, Pucci ha scelto di annunciare la sua partecipazione con uno scatto decisamente too much pubblicato su Instagram.
Nella foto il comico appare completamente nudo, fotografato di spalle su una barca, con il mare sullo sfondo e una ciambella di salvataggio accanto. La didascalia recita: “Sanremo… sto arrivando”.
Lo scatto ha attirato migliaia di commenti. Tra questi spicca quello divertito di Carlo Conti: “Però sul palco dell’Ariston mettiti almeno un costumino!!!”.
Pucci ha risposto: “Ahahahah Boh vediamo”.
L’immagine ha rafforzato l’idea di uno stile comunicativo volutamente provocatorio, che continua ad essere divisivo e, permettetemi, anche poco elegante.
Molte delle critiche non si fermano alla singola presenza artistica, ma riguardano il messaggio complessivo trasmesso da una scelta di questo tipo.
Il mondo dello spettacolo italiano sta cercando – in qualche modo e piuttosto lentamente – di rinnovarsi attraverso linguaggi più attenti e rappresentativi delle diversità, la decisione di affidare un ruolo così visibile a una figura legata a battute percepite come offensive appare, per molti, poco coerente.
Schierarsi contro attacchi personali o campagne d’odio non significa rinunciare a una valutazione culturale delle scelte editoriali. In questo caso, le perplessità espresse da una parte del pubblico appaiono comprensibili.
Il passato artistico di Pucci contiene episodi che hanno ferito e allontanato parte degli spettatori. Portare quella figura su un palco come Sanremo rischia di trasmettere un messaggio di scarsa attenzione verso chi quelle battute le ha vissute come umilianti.
Molti professionisti della comicità stanno lavorando su registri nuovi, più contemporanei e rispettosi delle sensibilità sociali attuali. Dare spazio a quel percorso avrebbe rappresentato un segnale più in linea con il contesto culturale di oggi.
Vorrei fare i complimenti al comico Andrea Pucci.
Sì perché è davvero difficile fare battute sessiste, come pubblicare la foto di Elly Schlein con scritto “Alvaro Vitali e Pippo Franco insieme”, oppure omofobe scrivendo in piena pandemia “A Zorzi il tampone lo fanno nel cu*o”, e… pic.twitter.com/xcGisisLFh
— Iacopo Melio (@iacopo_melio) November 16, 2023
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