Nel giorno dell’incredibile oro di Federica Brignone, in meno di un anno passata dal lettino di ospedale causa terribile infortunio al tetto del mondo, la statunitense Breezy Johnson ha vinto un’altra medaglia. Quella dell’amore.
Pochi giorni fa campionessa olimpica nella discesa libera, Johnson, dal 2022 dichiaratamente bisessuale, non è riuscita a bissare nella finale del Super G, uscendo fuori pista a metà gara dopo una caduta. Ma una volta arrivata al traguardo Breezy si è trovata l’amato Connor Watkins ad aspettarla. In ginocchio.
Breezy Johnson, campionessa olimpica e futura sposa
“Breezy Noble Johnson. Hai lavorato così duramente e ottenuto così tanto eppure trovi ancora il tempo di amarmi, di farmi sentire speciale”. “E, soprattutto, mi aiuti ad amare me stesso. E ora che so cosa si prova, c’è un solo modo in cui voglio trascorrere il resto della mia vita, ed è al tuo fianco. Ti amo, Breezy. Vuoi sposarmi?”.
Breezy Johnson, in lacrime e davanti a decine di fan, fotografi e telecamere, ha detto di sì. Watkins ha poi confessato di aver pianificato il tutto da più di un anno, con tanto di possibile via d’uscita nel caso in cui Breezy si fosse fatta male sciando. “Le montagne non sempre collaborano con quello che hai organizzato“, ha precisato nel corso di un’intervista a The Today Show. “C’era un piano A e un piano B. Per fortuna è riuscita ad alzarsi e stava bene, quindi ci siamo attenuti al piano A.”
Johnson ha rivelato di avere avuto “il presentimento” che il suo fidanzato le avrebbe chiesto di sposarla durante queste Olimpiadi, ma non se l’aspettava più dopo la mancata proposta al termine della discesa libera in cui aveva trionfato, vincendo l’oro. Il Super G è stato l’ultima gara di Breezy in questi Giochi Olimpici, per lei a dir poco indimenticabili com una medaglia d’oro vinta e un fidanzato al suo fianco.
Il “Team LGBTQIA+” di Milano Cortina, mai così folto nella storia delle Olimpiadi invernali, è arrivato a 5 medaglie vinte in una settimana di gare, con i 4 ori di Mathilde Gremaud, Amber Glenn, Guillaume Cizeron, Breezy Johnson e il bronzo di Paul Poirier. Medagliere alla mano, il “Team LGBTQIA” sarebbe ad oggi settimo dietro Norvegia, Italia, USA, Germania, Svezia e Svizzera.
