Negli ultimi giorni è circolata, soprattutto sui social e in alcuni spazi editoriali, una polemica attorno al presunto “partito dei Gay Conservatori” con il coinvolgimento di Francesca Pascale, che ha generato confusione e ambiguità sulla vicenda.

L’insinuazione che ha appiccato il fuoco

Un contributo dal titolo provocatorio pubblicato il 12 febbraio scorso da Huffington Post nella rubrica “Pizza surgelata”, curata da Mattia Feltri, Andrea Lucatello e Riccardo Quadrano, ha diffuso la seguente provocazione, in tono ironico e non in forma di notizia:

“Pronto il nuovo partito di Francesca Pascale: i gay conservatori”

Si trattava dell’apertura di un commento politico generale sulla scena italiana. Non c’è riscontro di alcun annuncio ufficiale di partito, né documenti di costituzione. Tuttavia la frase, rilanciata da profili social senza adeguato contesto, ha fatto rapidamente il giro di diverse bacheche e gruppi, è ha generato la fake news che fosse in atto un processo di fondazione di un partito politico vero e proprio sotto l’etichetta “Gay Conservatori”.

Le dichiarazioni di Francesca Pascale

La dichiarazione ufficiale di Francesca Pascale, diffusa tramite un video su Instagram, non parla di un nuovo partito né di un movimento politico registrato, ma annuncia la sua partecipazione a una convention dei cosiddetti “Gay Conservatori”, prevista nel prossimo mese di giugno, a ridosso del Pride, a Napoli il prossimo 27 giugno, nel contesto delle manifestazioni legate al Pride. Proprio Napoli è la città che più di altre negli ultimi mesi ha registrato una spaccatura del movimento LGBTIAQ+. Da una parte le associazioni e realtà riunite intorno ad Antinoo Arcigay Napoli, che da 10 anni organizzano il Napoli Pride. Dall’altra le associazioni e le realtà movimentiste queer che hanno contestato duramente la presunta vicinanza di Arcigay Napoli allo Stato di Israele, nel ben noto contesto delle polarizzazioni intorno all’aggressione sanguinaria del Governo Netanyahu verso la popolazione palestinese residente nella Striscia di Gaza, a seguito degli attentati del 7 Ottobre 2023.

Lo scontro sui Palestinesi

Proprio Francesca Pascale durante il Carnevale di Viareggio, al quale il 12 febbraio era presente per ricevere il Premio Funari,  è stata contestata da un gruppo di attivisti pro-Palestina. L’ex compagna di Paola Turci e Silvio Berlusconi ha avuto un confronto verbale acceso con un gruppo di manifestanti che difendevano la causa dei Palestinesi, presenti con bandiere e kefiah. Secondo quanto documentato da video diffusi sui social, Pascale ha rivolto al gruppo frasi come “Lavatevi”, “Vergogna”,Andate a Gaza, vi taglierebbero la testa”, accusando i contestatori di essere contro Israele e di alimentare antisemitismo. I manifestanti hanno replicato rivendicando il proprio orgoglio italiano. Successivamente, attraverso i propri canali social, Pascale ha fornito la sua versione dell’accaduto, affermando di essere stata insultata con l’espressione “cortigiana di Berlusconi” e di aver reagito respingendo verbalmente la contestazione.

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Partito Gay Conservatori non per ora: e in futuro

Sull’ipotesi di un partito dei Gay Conservatori, Pascale ha ribadito che la sua presenza al convegno del prossimo giugno vuole rappresentare un confronto culturale e politico nel perimetro del centrodestra, con l’obiettivo dichiarato di discutere diritti civili, libertà individuale e “contro la propaganda woke”.

Sull’account instagram dei Gay Conservatori, che conta circa 3mila follower, in un post congiunto in collaborazione proprio con Pascale, il gruppo che si avvia al convegno di Napoli durante il Pride Month, smentisce ufficialmente l’ipotesi di un partito, pur lasciando una porta aperta al futuro impegno politico. Non sarebbe dunque vero, scrivono sul post, che stia nascendo un partito chiamato “Gay Conservatori”, che resterebbe per ora un’iniziativa esclusivamente associativa e culturale: uno “spazio di confronto per persone LGBT” che si riconoscono in valori conservatori. Tuttavia l’ipotesi di un futuro partito non è totalmente esclusa. In particolare si legge sul comunicato via social:

Non viene escluso che, in un prossimo futuro, tale realtà possa evolversi in una formazione politica strutturata. Tuttavia, allo stato attuale, non esiste alcun partito né alcuna formalizzazione in tal senso. L’attività resta confinata al piano associativo, con l’obiettivo di dare voce a quanti non si sentono rappresentati dalle altre sigle del panorama LGBT.
Pertanto, ogni ricostruzione che parli di un partito già costituito o in fase avanzata di organizzazione risulta priva di fondamento.
L’impegno attuale rimane esclusivamente associativo, pur lasciando aperta la possibilità di sviluppi futuri.

 

 

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