L’amministrazione Trump è stata citata in giudizio per aver rimosso la bandiera Pride dallo Stonewall Monument

Presentata presso un tribunale distrettuale degli Stati Uniti insieme al Washington Litigation Group, la causa sollecita il tribunale ad abrogare l'ordine del governo e a ripristinare la bandiera ai sensi dell'Administrative Procedure Act.

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L’amministrazione Trump è stata citata in giudizio dopo aver rimosso la bandiera del Pride dallo Stonewall National Monument di New York, la notte dell’8 febbraio scorso, citando le linee guida che limitano il tipo di bandiere che possono essere esposte nei siti del National Park Service (NPS). I dipendenti dello storico Stonewall Inn, bar gay da cui il monumento prende il nome, si sono accorti dell’assenza della bandiera una volta arrivati a lavoro, la mattina del 9 febbraio.

In difesa di Stonewall

L'amministrazione Trump è stata citata in giudizio per aver rimosso la bandiera Pride dallo Stonewall Monument - Stonewall senatore chiede al Congresso una legge che la renda intoccabile - Gay.it

Una decisione che ha scatenato non poche polemiche, tanto da vedere centinaia di attivisti scendere in strada per rimettere la bandiera al proprio posto, con un senatore democratico che ha chiesto al Congresso degli Stati Uniti di intervenire ufficialmente in difesa del simbolo della resistenza queer ai soprusi e alle dicriminazioni, laddove nacque il moderno movimento LGBTQIA+. Da circa una settimana sventola di nuovo una bandiera del Pride ma non è quella ufficiale fatta sparire dal National Park Service.

Lambda Legal, associazione che si occupa di diritti LGBTQIA+, ha annunciato di aver intentato una causa contro l’amministrazione Trump per conto di una coalizione di attivisti e membri della comunità che sostengono come la rimozione della bandiera sia stata illegale.

Presentata presso un tribunale distrettuale degli Stati Uniti insieme al Washington Litigation Group, la causa sollecita il tribunale ad abrogare l’ordine del governo e a ripristinare la bandiera ai sensi dell’Administrative Procedure Act.

La bandiera del Pride presso il Monumento Nazionale di Stonewall onora la storia della lotta per la liberazione LGBTQ+”, ha dichiarato Douglas F. Curtis, responsabile legale di Lambda Legal. “È parte integrante della storia che questo sito è chiamato a raccontare. La sua rimozione conferma il disprezzo dell’amministrazione Trump per la legge, nella sua infinita campagna per prendere di mira la nostra comunità e cancellarla. Non permetteremo che ciò accada”.

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Lo Stonewall National Monument è dedicato alla rivolta del bar Stonewall INN del giugno del 1969, guidata da donne trans e drag queen contro le violenze della polizia di New York. A istituire lo Stonewall National Monument è stato Barack Obama, nel 2016, mentre la bandiera del Pride è stata installata nel 2022 sotto l’allora presidenza Joe Biden. Tra i querelanti della causa all’amministrazione Trump figurano la Gilbert Foundation, Charles Beal, Village Preservation ed Equality New York.

La direttrice di Equality New York, Amanda Babine, ha accusato l’amministrazione Trump di aver cercato di “cancellare la nostra comunità”. “La bandiera del Pride rappresenta tutti coloro che appartengono alla comunità LGBTQ+ e coloro che ci hanno preceduto, lottando per la dignità e la visibilità”. “Si erge a sentinella sul luogo di nascita del nostro movimento moderno, dove i newyorkesi LGBTQ+ hanno lottato contro l’ingiustizia. Non resteremo in silenzio“.

Non dovrebbe essere considerato un atto di pirateria issare la bandiera arcobaleno” sul monumento, ha aggiunto Andrew Berman, direttore esecutivo di Village Preservation, uno dei gruppi che hanno intentato la causa.

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