Il 12 febbraio 2026, il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione in vista della 70ma sessione della Commissione delle Nazioni Unite sulla condizione femminile, in programma a New York il prossimo marzo 2026. Tra i punti più discussi del documento c’è il pieno riconoscimento delle donne trans come donne a tutti gli effetti. La risoluzione è passata con ampia maggioranza: 340 voti favorevoli, 141 contrari e 68 astensioni. Ma in Italia ha innescato una polemica politica tutta interna alla destra della maggioranza composta da Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega.
Gli eurodeputati italiani della destra meloniana non hanno votato all’unisono. Fratelli d’Italia e Lega si sono compattamente schierati contro. Dall’altra parte, 4 europarlamentari di Forza Italia, Salvatore De Meo, Marco Falcone, Giusi Princi e Flavio Tosi, hanno votato a favore, allineandosi alla gran parte dei colleghi del Partito Popolare Europeo, il gruppo cui FI appartiene. Un forzista, Salini, ha invece votato no.
La spaccatura all’interno della coalizione di governo italiana è netta: FdI e Lega, con Roberto Vannacci (Futuro Nazionale), si sono espressi contro, mentre i quattro forzisti si sono discostati dal resto della maggioranza.
Il 3 febbraio 2026 Roberto Vannacci aveva lasciato la Lega (con la quale era stato eletto in Europa con mezzo milione di preferenze) per fondare Futuro Nazionale, nuovo partito di estrema destra. Tra i primi ad aderire, Rossano Sasso, già primo firmatario del DDL Valditara contro l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole, seguito dagli ex parlamentari Pozzolo (FdI) e Ziello (Lega). Secondo i sondaggi il nuovo soggetto veleggia già intorno al 4%, sottraendo voti soprattutto a FdI e Lega. E generando un effetto radicalizzante verso tutta la destra di Meloni-Tajani-Salvini, che dovrà affrontare la radicalizzazione innescata dal nuovo partito dell’ex generale. Un primo esempio in queste ore è arrivato proprio durante il voto del Parlamento UE sulle donne trans.
La risoluzione approvata non ha valore legislativo vincolante per gli Stati membri: si tratta di una raccomandazione politica destinata a orientare la posizione dell’Unione europea in sede Onu. Ma il peso simbolico è evidente, e la polemica italiana ne è la dimostrazione più chiara.
La reazione più veemente al voto è arrivata proprio da Vannacci, che sulla sua pagina Facebook ha attaccato con toni aspri i colleghi di Forza Italia.
“Follia tra i banchi di Forza Italia“, ha scritto, elencando per nome i quattro eurodeputati e descrivendo in modo sarcastico e offensivo le implicazioni pratiche del voto. Vannacci ha poi allargato la critica all’intero partito: “Quando parlo di destra slavata che assomiglia sempre di più a una sinistra non alla moda mi riferisco anche a questo“. Infine, la provocazione:
“Chi è più estremo? Chi sostiene che la famiglia sia formata da una donna, un uomo e dei figli o chi accetta che un uomo possa essere considerato a tutti gli effetti una donna?”
Anche i deputati di Futuro Nazionale alla Camera, Rossano Sasso, Edoardo Ziello ed Emanuele Pozzolo, hanno firmato una nota congiunta con Vannacci dai toni sprezzanti:
“il Parlamento Europeo dice all’Onu che qui da noi i trans sono considerate donne e dovrebbe essere così ovunque“.
Forza Italia, in quanto membro del PPE, è legata a un gruppo europeo di orientamento moderato e liberale su molte questioni dei diritti civili. Fratelli d’Italia (nel gruppo ECR) e Lega (nei Patriots for Europe ) appartengono invece a famiglie politiche europee più a destra, con posizioni nettamente contrarie a qualsiasi politica di genere.
Se al Parlamento Europeo per Futuro Nazionale di Vannacci è ancora possibile marcare dei distinguo netti dalla maggioranza Meloni senza implicazioni esecutive, in Italia la faccenda si fa più complicata. In vista delle elezioni politiche che si svolgeranno tra un anno, Futuro Nazionale traccerà una traiettoria di propaganda elettorale radicalizzata verso l’estrema destra, che facilmente costringerà la maggioranza Meloni ad inseguire i temi anti-gender, anti-LGBTIAQ+ e non solo. Futuro Nazionale promuove senza ambiguità anche la Remigrazione propagandata in Europa dall’Afd di Alice Weidel e da Fidesz di Orban.
Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega saranno costretti a spostarsi ancora più a destra, per inseguire la sterzata radicalizzante innescata da Vannacci: un cambiamento politico molto pericoloso per la comunità LGBTIAQ+ italiana. Come avevamo anticipato lo scorso 9 febbraio.
